Le forze armate cinesi nascono con il partito (nel 1927), e in funzione della presa del potere; dopo il 1949 il loro ruolo è di mantenerlo all’interno e quindi per difesa dall’esterno. Ora la sfida è planetaria e prevede dunque molteplici piani di adattamento ai bisogni attuali della nazione e divisioni di compiti: sia difendendo l’ordine interno (organi di polizia da Tienanmen in poi), sia preservando l’integrità del paese dalle pressioni dall’esterno. Il basso profilo che ha caratterizzato le mosse cinesi nel periodo successivo al 1989 è un po’ venuto meno con il lancio della BeltRoadIniziative e il bisogno di mantenere in sicurezza gli interessi ormai globali del Partito e della Nazione.
Quali siano ora potenzialità e interessi intrinseci all’apparato militare cinese è per sommi capi ciò che abbiamo chiesto a Simone Dossi, sinologo dell’Università di Milano e direttore di Orizzonte Cina.
Intanto le operazioni di peacekeeping sono ormai prassi per il Pla, mentre ben altra questione è il suo coinvolgimento in approssimativi tentativi di dirimere la questione ucraina con frapposizioni. Gli interessi essenziali rimangono confinati nella immediata periferia dei confini cinesi: per quanto si sia sviluppato enormemente tecnologicamente e anche a livello spaziale, il maggior sforzo si vede in particolare nello sviluppo della forza navale.
Comunque risponde colpo su colpo alle sfide teconologiche americane: a fronte dello stealth F-47 viene sperimentato, e anzi con un certo anticipo, si registra il J-36, ma l’interesse esterno alla periferia asiatica gli interessi di difesa rimangono circoscritti – non in proiezione su scala globale – e dunque la tutela delle vie di comunicazione e commerciali, più selettiva della proiezione americana realmente globale. Oppure a sostegno della diplomazia e in questo senso può venire letto il coinvolgimento in operazioni sotto l’egida dell’Onu. Tutto è dunque riconducibile all’uso dell’esercito a tutela di determinati interessi essenziali. Allo stesso modo si può individuare il tentativo di proporsi come rassicuranti partner affidabili di una visione globale
Di qui la preminenza delle tre
Initiative nella strategia cinese:
- Global Development Initiative
- 2. Global Civilization Initiative
- 3. Global Security Iniative.
Presentandosi così come elemento di stabilità. Altrettanto essenziale è la preminenza della supremazia tecnologica nelle guerre successive alla Guerra del Golfo nel 1991, quando furono dirimenti gli sviluppi delle Star Wars reaganiane; ora sono soprattutto le tecnologie della comunicazione e dell’informazione a essere centrali (quindi la possibilità di connessione ad alto livello) con le difficoltà che comporta questa rivoluzione e il ruolo della ricerca e produzione dual use.