pagine di storia

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pagine di storia episodes

  • Gli uomini comuni che divennero carnefici
    È l'alba del 13 luglio 1942 quando il Battaglione 101 della Riserva di Polizia tedesca entra nel villaggio polacco di Józefów: i soldati rastrellano circa 1800 ebrei, la gran parte dei quali (compresi donne, vecchi e bambini) sono subito uccisi. A compiere il massacro, il primo di una lunga serie, sono uomini non necessariamente nazisti e neanche fanatici antisemiti. Ciò non impedì loro di uccidere molti altri ebrei e di contribuire alla loro deportazione nei campi di sterminio.
    Cosa pensavano, mentre partecipavano alla soluzione finale? Come giustificavano il proprio comportamento? E soprattutto, per quale motivo furono cosí spietatamente efficienti nell’eseguire gli ordini? Per fede nell’autorità, per paura della punizione? Nel suo libro Uomini comuni, pubblicato in Italia da Einaudi e presentato da Anna Foa nel nuovo appuntamento con "pagine di storia", lo storico americano Christopher Browning dà questa spiegazione: un uomo comune può diventare il peggior assassino per puro spirito di emulazione e desiderio di carriera. Sentimenti solo in apparenza innocui e invece determinanti nell'evoluzione del progetto di annientamento ebraico per mano nazifascista.
    22 min
  • La Arendt e il ritratto di Rachel Varnhagen
    "Che storia! - Sono una profuga dall'Egitto e dalla Palestina e trovo qui aiuto, amore e cura da parte Vostra! Con entusiasmo sublime penso a questa mia origine e alla trama del destino in cui si uniscono le più lontane distanze di spazio e di tempo: le più antiche memorie del genere umano, allo stato più recente delle cose. Quello che, per tanto tempo della mia vita, è stata l'onta più grande, il più crudo dolore e l'infelicità, essere nata ebrea, non vorrei mi mancasse ora a nessun costo". Con queste parole di Rahel Varnhagen, Hannah Arendt decide di aprire la sua prima e unica biografia dedicata proprio alla Varnhagen, scrittrice ebrea berlinese vissuta a cavallo tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento. È questo volume - Rahel Varnhagen. Storia di un'ebrea (Il Saggiatore) - che la storica Anna Foa presenta nella nuova puntata della rubrica “pagine di storia”. Un testo in cui, attraverso la figura di Rahel, la Arendt apre una finestra sul mondo ebraico tedesco, sul significato di assimilazione e integrazione. “Leggere questo libro aiuta a capire pieno di contraddizioni dell'ebraismo tedesco. È estremamente affasciante”, spiega Foa. O per dirla come Walter Benjamin è un testo che “nuota vigorosamente contro la corrente della giudaistica edificatoria e apologetica”.
    21 min
  • Da Singer a Levi, la storia si fa romanzo
    Dalla vita negli Shtetl polacchi racconta da Israel Singer in Di un mondo che non c'è più (Bollati Bolinghieri) alla rappresentazione dell'ebraismo piemontese che emerge ne Il sistema periodico (Einaudi) di Primo Levi, la narrativa può essere un modo per immergersi nella storia e comprenderne le abitudini e la vita del passato. Non un sostitutivo ai testi accademici ma un importante ed istruttivo contributo per capire cosa significava, ad esempio, vivere nello Shtetl o nel Piemonte ebraico dei primi del Novecento. Da qui l'invito dello storico Giacomo Todeschini nella nuova puntata di “pagine di storia” a prendere in mano i romanzi per scoprire degli spaccati della storia delle nostre società e delle persone che la abitano. “Non si tratta semplicemente di avere memoria, in libri come Il sistema periodico abbiamo proprio una ricostruzione storica che si poggia sia sui ricordi personali ma anche su documentazioni private così come pubbliche. Abbiamo, in forma narrativa, dei veri libri di storia”, spiega Todeschini, richiamando in particolare la grande capacità di Primo Levi di riportare alla luce, con grande capacità espressiva, i volti e le tradizioni dell'ebraismo piemontese che ci aiutano a comprendere il suo ruolo nella società.
    33 min
  • Scholem e il misticismo di Shabbatai Zevi
    La capacità di fare scelte scomode, di studiare personaggi considerati controversi o realtà lontane dalla propria visione del mondo per poter andare a fondo delle questioni, per poter comprendere la complessità dell'animo umano. Gershom Scholem aveva questa capacità, spiega la storica Anna Foa nell'ultima puntata di “pagine di storia” incentrato sulla celebre opera dedicata a Shabbatai Zevi dal grande studioso e filosofo israeliano. Zevi è una figura controversa nella storia ebraica: considerato da alcuni contemporanei il messia, viene analizzato da Scholem – figlio della scuola razionalista – con occhi critici e allo stesso con empatia e mai disprezzo, spiega nel corso della puntata la Foa.
    23 min
  • Economia segnata dall'antisemitismo, gli studi che aiutano a ripensarla
    Gli stereotipi economici antiebraici (l'ebreo usuraio, banchiere, stregone della finanza) rappresentano dei miti che hanno avuto ricadute dirompenti sulla storia europea – con secoli di persecuzioni - così come sulla stessa organizzazione dell'economia. Hanno permesso la costruzione artificiosa di un nemico a cui attribuire ogni responsabilità per eventuali distorsioni del sistema economico. E i lavori di due studiose come Julie Mell - The Myth of the Medieval Jewish Moneylender - e Francesca Trivellato - The Promise and Peril of Credit: What a Forgotten Legend about Jews and Finance Tells Us about the Making of European Commercial Society (che sarà pubblicato in Italia da Laterza) - aiutano a capire quanto siano profonde le radici di questi artifici e come siano stati utilizzati come armi dalla maggioranza, in particolare cristiana, nel corso dei secoli. Per questo, spiega lo storico Giacomo Todeschini è importante leggere i volumi di Mell e Trivellato: ci aprono gli occhi su come delle falsificazioni abbiano portato a modificare la realtà stessa.
    28 min
  • Il Medioevo e il ruolo degli ebrei
    “Si sa che le norme della Chiesa proibivano agli ebrei di uscire nelle strade durante la 'settimana santa' e in particolare nel giorno del 'venerdì santo'. Nell'Umbria medievale c'era un'usanza per cui i ragazzini andavano a tirare i sassi agli ebrei e questa cosa viene chiamata sassaiola santa. Tutto questo viene in qualche modo regolato, come se fosse una specie di gioco teatrale, per cui i bambini tirano ma non devono causare realmente dei danni e in cui gli ebrei si rassegnano. Però una volta, all'inizio del Cinquecento, succede una cosa strana: gli ebrei, invece che rimanere in casa, si mettono tutti seduti sui propri balconi e quando passa la processione a tirare i sassi, loro li ritirano indietro. La processione è così costretta alla fuga con statue e frati che corrono via”. Gli ebrei, in questa occasione, pagheranno una grossa multa però “la soddisfazione di far scappare una processione con i frati se la sono tolta”. Questo episodio è raccontato, spiega la storica Anna Foa, è raccontato nel libro di Ariel Toaff Il vino e la carne. Una comunità ebraica nel Medioevo (Il Mulino). Un volume importante, spiega la storica nella puntata di oggi della rubrica “pagine di storia”, perché “ha rivoluzionato il modo di intendere l'ebraismo della fine del Medioevo, dei secoli tra Duecento e Cinquecento attraverso uno studio locale, sistematico e molto approfondito sulle fonti ebraiche quanto cristiane degli ebrei dell'Umbria”.
    21 min
  • Patlagean e l'impronta ebraica e di Bisanzio sull'Europa
    Riconsiderare sia il ruolo dell'Europa Orientale, di Bisanzio, sia del contributo ebraico nella costruzione dell'Europa come oggi la conosciamo. Su queste due direttrici, che nel corso dei suoi studi si sono incrociate, si è mosso il lavoro della storica Évelyne Patlagean, il contributo alla storiografia moderna è raccontato da Giacomo Todeschini nella nuova puntata di “pagine e storia”. “Patlagean - spiega lo storico Todeschini - ha lavorato per raccontare gli ebrei come produttori di storia, di cultura, attraverso la loro autorappresentazione nei secoli e non come vittime della storia”. Protagonisti dunque e non spettatori. Un ruolo centrale che Patlagean attribuì anche a Bisanzio e alle sue vicende, troppo spesso considerate in modo separato dalla storia europea.
    21 min
  • Maurice Kriegel e l'impronta dell'ebraismo spagnolo
    “Una visione del tutto nuova della visione della storica culturale dell'ebraismo spagnolo”. È quella contenuta nel libro dello storico francese Maurice Kriegel nel volume Les Juifs à la fin du Moyen Âge dans l'Europe méditerranéenne. Un volume che la storica Anna Foa ha scelto per il terzo episodio di “pagine di storia”, la rubrica audio curata dalla redazione di Pagine Ebraiche e dedicata a scoprire i grandi testi ed autori della storiografia moderna. La lente di Foa si sposta questa volta sulla storia dell'ebraismo spagnolo, studiato in modo innovativo da Kriegel.
    28 min
  • I due corpi del re di Ernst Kantorowicz
    "Un libro molto avvincente che ci fa toccare con mano come il potere degli Stati, la sovranità nazionale ha un fondo religioso. Ci fa vedere come la concezione del potere politico che si afferma in occidente è cristiana e come la concezione del potere politico ebraica sia completamente diversa". Il libro in questione è "I due corpi del re" di Ernst Kantorowicz, scelto dallo storico Giacomo Todeschini per la nuova puntata del podcast "pagine di storia" curato dalla redazione di Pagine Ebraiche.
    20 min

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