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Buon venerdì scorrevole
Avevamo colto l’allarme per l’interramento delle valli del Mincio e ora arriva una buona notizia.
La Provincia riceve dalla Regione parte dei canoni per l’uso delle acque pubbliche e ha deciso di girarne una quota al Parco del Mincio per iniziare a ovviare all’interramento dei canali delle valli del Mincio attorno a Grazie e a Porto Mantovano.
E’ stato avviato un lavoro di riattivazione dei collegamenti acquatici per liberarli dai sedimenti che arrivano principalmente dall’Osone e dal Goldone e, questo ripristino, di 6 km, permetterà, assieme ad altri lavori alle paratoie dei sifoni passanti sotto il Diversivo, di vedere aumentata la portata di almeno 3 metri cubi al secondo in più, di acqua.
Tutta vita per canali, flora e fauna di valli altrimenti destinate all’interramento.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
Immagini tratte dalla rete, senza esplicite, bloccanti, indicazioni di copyright o con possibilità di risalire, con certezza, al titolare dell’immagine stessa. Immagini di repertorio non sempre riferite all’evento.
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Buon giovedì consultante
Le cronache ci avvisano dei primi, ulteriori disagi, per il raddoppio dei binari tra Mantova e Bozzolo.
Alcune aziende agricole hanno scoperto che il sistema di irrigazione composto di tubi in materiale plastico o in fibro-cemento, è stato danneggiato durante le indagini, per la bonifica bellica, obbligatoria per la sicurezza dei cantieri.
Non si sa ancora bene quanti metri di tubi bisognerà dissotterrare se non dopo aver messo in pressione il sistema con condutture che si trovano a due o a quattro metri di profondità.
Quello che fa pensare è perché tutto questo succede.
Dovrebbe esistere, in Lombardia, il Catasto delle infrastrutture e delle reti; consultarlo sarebbe necessario prima di dare “bennate” ai terreni, o è, ancora, solo il titolo di un progetto ancora da iniziare o completare?
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
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Buon mercoledì resiliente
Ci regalano euro, anche a fondo perduto, e noi, intesi come nazione, a un anno dalla fine dei progetti ammissibili, siamo riusciti a spenderne solo un terzo.
Ci hanno dato da investire nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) 191,5 miliardi di euro, che sono una barcata di solti, di cui 68,9 a fondo perduto, cioè non dobbiamo neanche restituirli, e i rimanenti 122,6, sempre miliardi, in prestito.
Chi ci Governa e Amministra, è riuscito a fare progetti per circa un terzo dell’importo, vale a dire 64 miliardi, con lavori che devono obbligatoriamente terminare tra un anno.
E’ proprio vero che siamo, e rimaniamo, “un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori e di trasmigratori”, come recita l’iscrizione in cima al Palazzo della civiltà Italiana, all’Eur, e tanto ci basta.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
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Buon martedì rigenerato
La desertificazione bancaria, quella degli Enti e del commercio che abbandonano i centri storici, lasciano in eredità palazzi, anche importanti, che, col tempo, diventano dei magoni.
Basta fare un giro a piedi per la città, e, nell’area del teatro Sociale, in piazza Cavallotti c’è un intero palazzo abbandonato da tempo, che degrada.
Stessa cosa in via Cesare Battisti, ex sede Asl, in via Bandiera dove, al posto della Gazzetta di Mantova ci sono topi e piccioni, e pure alla fine di Pradella, la palazzina rossa, un tempo sede di una banca, ora dormitorio occasionale nel suo angolo riparato dalla pioggia, per non parlare del decennale abbandono della sede ex Inail di via Mazzini.
E’ vero che sono tutti di privati, ma è anche vero che il pubblico non può, non occuparsi, di questi magoni in pectore.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
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Buon lunedì progettuale
Le seicento firme raccolte da Italia Nostra e Mantovani nel mondo, per allontanare i treni da Palazzo Te, purtroppo rimarranno una testimonianza civile di chi guarda un po’ più lontano del buco di 10 metri, pari a una casa di tre piani, che le RFI “regala” alla città.
La soluzione, più utile del sottopasso, sarebbe quella di raccordare i 7 km che separano la Stazione di S. Antonio con quella di Frassine, e togliere i binari che passano a sud della città, anche in fianco al Te.
Con l’investimento attuale, invece, questa semplice soluzione, si sposterà di decenni, perché, dopo questa spesa; Rfi, risolto il suo problema, di aumentare il traffico merci, del nostro traffico se ne interesserà molto meno.
Il Cantiere del buco, intanto ha già il suo primo ritardo per sfalcio di vegetazione, e bonifica da ordigni bellici.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
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Buona domenica docente
Oltre all’inverno demografico, l’altro fenomeno da affrontare è la fuga dei docenti.
Mancano, complessivamente 813 docenti di cui 313 di sostegno.
Una foto impietosa, tenendo conto che, poco più di un terzo dei docenti già è precario.
Come cinquanta anni fa, le nomine andranno avanti sino a dicembre, con classi che, di fatto salteranno quasi un trimestre per alcune materie.
Le motivazioni della fuga in altre regioni è, principalmente dovuta al fatto che la Lombardia è più cara, e, soprattutto, ha poche offerte di appartamenti in affitto, e quelli che si trovano, sono cari per chi percepisce uno stipendio al limite della sopravvivenza e della decenza.
Normale che si scelga di andare dove tutto, ma proprio tutto, costa di meno.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
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Buon sabato economico e circolare
Economia circolare: i grandi ne parlano, gli studenti hanno cercato di capirla e di attuarla.
Quasi 200 ragazzi degli Istituti superiori di Mantova e provincia, hanno partecipato a un “Hactathom” che è il brutto nome che si da ad un evento a cui partecipano esperti di vari settori, in cui hanno studiato, comunicato e realizzato un progetto che rispetti le finalità dell’Economia Circolare.
Sono usciti 21 progetti, per ognuno dei quali sono stati indicati la fattibilità, il mercato di destinazione, i rischi, le spese e i guadagni stimati.
Si va dal riuso dei jeans per farne grembiuli da lavoro, delle lavagne trasformate in tavolini, del laboratorio per la riparazione e il recupero dei dispositivi elettronici riducendo gli scarti, tra i più inquinanti che produciamo.
Qualche speranza di sotterrare l’usa e getta, rinasce.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
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Buon venerdì giurisprudenziale
La Edison è stata condannata, in ambito civile, a risarcire moglie e figlie di un operaio morto per mesotelioma.
Si ricorderà che il processo penale, invece, non aveva prodotto nessuna condanna perché i Giudici chiedevano di conoscere, con certezza, quando fosse iniziata la malattia, e non quando si era manifestata, per poter decidere, conseguentemente, chi incriminare, tra i direttori succedutesi nel tempo.
Il procedimento civile, in forza del diritto personale (Iure proprio) ha potuto stabilire che le sofferenze patite ci sono state e, per questo, chi le ha procurate, non vigilando abbastanza sulla sicurezza di chi lavorava, deve, conseguentemente, pagare.
Molto probabile, e speriamo sia proprio così, che questa sentenza faccia giurisprudenza.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
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Buon giovedì burocratico
I contadini piangono sempre; modo di dire mantovano che fa il paio con quello in romanesco che sostiene che “piangere rende sempre”.
Questa volta però, è evidente che, come espresso una nota di Confagricoltura, gli agricoltori hanno un bel po’ di ragione.
L’Europa, che è quella che elargisce i miliardi della PAC (Politica Agricola Comune), richiede alle aziende di informatizzarsi con il Quaderno di campagna, per sveltire i controlli e, conseguentemente, i pagamenti; ordinaria burocrazia del “Do ut des”
L’Italia, non contenta, chiede di aggiungere altre voci nella compilazione dei dati sul quaderno di campagna, non richiesti da chi poi paga, aumentando tempo e costi per le aziende, calcolati in circa 2400 euro/anno.
Burocrati gli Europei, Superburocrati gli Italiani.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
@robertostorti
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Buon mercoledì vigile
Il rapporto annuale della DIA, acronimo di Direzione Investigativa Antimafia, dedica ben 10 pagine al territorio della nostra provincia, e non sono poche.
Le ‘ndrine, in particolare, ma non solo queste organizzazioni mafiose, sono ben presenti sul nostro territorio, con particolare predilezione per il Viadanese e per l’area di Curatone a ridosso del capoluogo.
Non ci sono lupare dietro le imposte ma strumenti finanziari illeciti nell’ambito agricolo, edile, estrattivo, turistico e della ristorazione.
Queste infiltrazioni rischiano, e hanno rischiato, di intaccare anche le rappresentanze politiche e amministrative degli Enti pubblici presenti sul territorio, perché, dove ci sono fondi, c’è speranza di taroccare i flussi di denaro.
Mafia da colletti bianchi, ma sempre mafia è.
A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie
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