Essere gentili non significa semplicemente essere "educati". La gentilezza è silenziosa, quasi impercettibile. È quella capacità rara di fare spazio all'altro, di accorgersi di una stanchezza negli occhi, di regalare un minuto del proprio tempo senza chiedere nulla in cambio.
In un mondo che ci spinge a correre, a vincere e ad alzare la voce, scegliere la gentilezza è l'atto di ribellione più profondo che possiamo compiere. È un filo invisibile che ci lega e ci ricorda che non siamo soli in questo mondo complicato.
Durante questa settima edizione del Catania Contemporanea FIC Festival il rumore della gentilezza si è insinuato tra le pieghe dei linguaggi artistici, diventando il filo conduttore che unisce spettatori e interpreti. L'arte performativa può ancora essere un atto di cura profondo, un modo per abitare il presente con una sensibilità nuova.
In dialogo con noi in questa quarta puntata il Collettivo SicilyMade composto da Simona Miraglia, Amalia Borsellino, Marta Greco e Silvia Oteri, la danzatrice Silvia Rossi e l'assistente coreografo Fernando Roldan Ferrer, della Compagnia Zappalà Danza.
PARLIAMO DI FIC
Cura editoriale e montaggio: Laura Rondinella
Regia: Salvo Noto
Traduzione: Elettra Giunta