Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • Janas. Conquistadores e Orchi. Storie delle piccole fate di Sardegna.
    Tanto tanto tempo fa, quando ancora il tempo era senza tempo, nelle valli, nei boschi e nelle colline della Sardegna, una grande isola, che sta al centro del mar Mediterraneo, vivevano le Janas, conosciute come le fate di Sardegna. Erano creature misteriose assai piccole, con piccole ali, e straordinariamente belle. Tanto che ancora oggi, quando si vuol fare un complimento ad una fanciulla, si dice “sei bella come una Jana”.
    Le Janas avevano grandi poteri di magia, ed erano così fragili che potevano spezzarsi per un niente. Bastava un soffio forte di vento e le loro ali perdevano forza. Le piccole fate di Sardegna erano vestite di seta di lino, dal colore rosso acceso, e portavano sul capo un fazzoletto ricamato finemente. Le Janas adoravano ogni cosa che luccicasse, soprattutto le pietre preziose, il corallo e le collane d’oro, di cui possedevano grandi scrigni, che custodivano con tanta tanta cura sotto terra. […] Continue reading
    12 min
  • La danza della pioggia. Una fiaba di Franca Carta.
    Pioveva forte, ma l’acqua, se pure intensa, pareva gentile; insistente ma gentile. Sui vetri riluccicavano le goccioline e parevano brillanti. Di fronte … di lontano, si vedevano danzare gli alberi per via del vento che giocava con loro. Tutti gli arbusti della bordura gli uni a fianco degli altri, gioivano accogliendo la pioggia, tanto desiderata , di primavera. Persino le piante in vaso si lasciavano accarezzare le foglie baciate dalla pioggia. [...] Continue reading
    7 min
  • Il fantoccio (Su fantuzzu). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua italiana
    Chelledda era una bambina che le piaceva giocare con la farina per fare la pasta. Quando la mamma cuoceva il pane lei aiutava e dopo con la pasta rimasta faceva tante cose: piccole anfore,casseruole ,pulcini e cose di ogni genere. Un giorno che era sola in casa,aveva preso un po di farina aveva versato acqua, un goccio d'olio e un po di sale. […] Continue reading
    7 min
  • Su fantuzzu (il fantoccio). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro)
    Chelledda fit una pizzinna chi li piachiat a jocare chin sa farina, pro fachere sa pasta. Cando sa mama cochiat su pane issa l’azudabat e appustis chin-d unu cantu ‘e pasta fachiat milli cosas: brocchittas e cassaroleddas, puddichineddos e cosas de cada zenia. Una die fit sola in domo. Aiat picau sa farina, laiat ghettau abba, una guttia ‘e ozu, un’azicu ‘e sale… aiat impastau tottu e cariau bene sa pasta. Custa borta cheriat fachere unu fantuzzu! “Mi diat piachere a lu biere bibu custu fantuzzu! - pessabat - Commo li ponzo unu semene ‘e sindria in sas pettorras… comente unt coro!” [...] Continue reading
    7 min
  • La fiaba di Simone, il sognatore. Una fiaba di Antonella Orunesu.
    [...] Tra i tanti ricordi di quel tempo ce ne sta uno, che ogni volta che ci penso il cuore mi balla dall’emozione. Fu quando l'insegnante di francese, Madam Serault, Antonella di nome, aveva portato a scuola un buffo coso, che pareva un pupazzo: si chiamava Gaston. Era molto carino! Aveva i capelli gialli, di lana spettinata, un viso paonazzo e rubicondo, due occhi accesi, con un piccolo naso nero a palla, dai contorni violetto, e la bocca dall'espressione sempre scema e sorridente. Credo che gli mancasse pure un dente davanti, o forse due. [...] Continue reading
    21 min
  • L’asinello Fortunello. Una fiaba
    Quando l’asinello Ciucco ciucco bello arrivò alla fattoria, piangeva come una cascata. Comare oca, nel vederlo in quello stato, gli corse subito incontro. «Oh, poverino, oh, poverino oh… oh… oh…» gli disse preoccupata «ma cosa ti è successo, asinello, che piangi così tanto?» Ciucco bello bello, tra un singhiozzo e l’altro, le rivelò di aver combinato propRio un guaio, grosso! Comare oca, che non stava zitta nemmeno a legarle il becco, appena vide le amiche non riuscì a trattenersi, e raccontò quel che aveva sentito. [...] Continue reading
    8 min
  • Lo sgabello magico. Una fiaba Celtica
    Ai confini di una verde e desolata brughiera del nord, viveva, in un paesello una bella ragazza. Fin da quando aveva sedici anni i ragazzi delle città vicine avevano mostrato uno speciale interesse per quella fanciulla: così minuta, così leggera e amabile e dalle labbra rosse come i frutti maturi del corbezzolo selvatico. I suoi occhi grandi scintillavano di un azzurro profondo, mentre i capelli scuri le ricadevano a boccoli sul collo slanciato. Le figlie dei vicini la guardavano passare con l'invidia negli occhi. Lei sapeva bene di essere bella. Tutti i ragazzi le mostravano ammirazione. Con il passare del tempo, però, la bella ragazza divenne sempre più vanitosa e insoddisfatta. [...] Continue reading
    11 min
  • La volpe affamata e il gallo. Una fiaba
    Un bel giorno una volpe affamata entrò in un villaggio alla ricerca di cibo.
    Guarda di qui, guarda di là, d’un tratto vide un gallo, ahnf ahnf ahnf… bello grassoccio, appollaiato su un albero. La volpe affamata sentì il suo stomaco lamentarsi e con l’acquolina in bocca, ahnf anfh anh guardando in su verso l’animale, disse:
    “Buongiorno, signor Pollo, ops… signor Gallo! Ma che belle piume che si porta addosso. Cosa fa di bello solo soletto, appollaiato sul ramo di quest’albero? Mi dica meraviglioso gallo, non ha sentito per caso le ultime notizie?” Il gallo, fermo e ben appollaiato sul ramo dell’albero, guardò verso il basso e rispose: “Buongiorno, signora Volpe! Io sto qui, appollaiato su quest’albero, per vedere cosa succede vicino e lontano e a grande distanza! Ma, orsù, mi dica, signora Volpe, quali sono le notizie di cui lei parla?” [...] Continue reading
    12 min
  • Il piccolo leccio e il fuoco (S’elicheddu e su focu). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua italiana
    Giovanni era un ragazzino a cui piaceva la campagna. Ogni domenica andava col babbo ad un grande tancato in località ''Sa Serra'', dove c'erano querce da sughero e lecci e dove pascolavano le pecore del loro gregge. Giovanni girava in lungo e in largo nel tancato con un cavallo di ferula costruito dal babbo e giocava con un cane, lanciando lontano una palla per farlo correre. [...] Continue reading
    8 min
  • S’elicheddu e su focu Il piccolo leccio e il fuoco). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro).
    Jubanne fit unu pizzinnu chi li piachiat sa campagna. Cada duminica andabat chin su babbu a una tanca manna in Sa Serra, ube b’aiat arbores de suberju e de eliche e ube paschian sas berbeches de su grustu issoro. Jubanne iscurrillabat dae un'ala a s’attera de sa tanca chin su cabaddu de ferula chi l’aiat fattu su babbu e jocabat chin-d unu catteddu, ghettandeli innedda carchi bozza pro lu facher currere. Ma su cumpanzu suo prus caru fit un'eliche minore, chi aiat prantau issu matessi chin s'azudu de su babbu. L'aiat postu accurzu a una rocca manna pro l’amparare dae sos bentos malos e dae s’astragu de s’iberru. [...] Continue reading
    8 min

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