Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • Biazu a Roma (viaggio a Roma). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro)
    In sa bidda ‘e Olai b’est una sorichitta ispipilla e zirella: li piachet a biazare, a connoschere zente noba e a biere su mundu.
    Una die, in su mentres chi s’est rosicande casu in su magasinu, intendet a Ziu Innassiu,
    su mere, nande: “Custa cassia de casu la mandamus a Roma, a Sennora Zesarina”. “A Roma? - si narat sa sorichitta - A Roma b’ando derettu deo puru chin su casu!” E si nche zaccat in sa cassia, pronta a bizzarre. [...] Continue reading
    7 min
  • Piccoli dei, tra burle e mostruosi puzzoni. Una fiaba di Nicol Bertocci
    Tanto tempo fa, non si sa quanto, né quando, lassù, nell’Olimpo degli dei, giocavano fra loro tanti piccoli dèi. Come tanti cuccioli essi erano birichini e burloni.
    Tra i tanti, Ares, che sarebbe diventato poi il dio della guerra, sin da piccino si dimostrò il più malandrino e dispettoso di tutti. Tant’è che si divertiva a tramare nell’Olimpo, parecchi piccoli inganni; che diventavano poi brutti litigi tra i suoi fratellini e le sue sorelline. [...] Continue reading
    18 min
  • Il Reuccio Gamberino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    [...] E come l'ebbe a tiro la colpì con un nocciolo sul naso. La vecchietta si grattò il naso dolente, si chinò tremante, raccolse, strinse il nocciolo tra il pollice e l'indice e lo rinviò all'erede al trono. Le grida sdegnate della Corte scagliarono cento guardie sulle tracce della strega Nasuta, ma quella aveva svoltato l'angolo della via, ed era scomparsa. Al tocco aspro del nocciolo il Reuccio Sansonetto vacillò, come preso da vertigini; poi cominciò a ridere, premendosi gli orecchi con le mani.
    I cortigiani lo guardavano sbigottiti ed inquieti:
    — Che cosa vi sentite?
    — Sento… sento…
    E il Reuccio rideva, rideva senza poter rispondere.
    — Che cosa vi sentite?
    — Sento… sento il tempo che va indietro! Il tempo che va indietro! Che cosa buffa! Ah, se provaste! Che cosa buffa!…
    La Corte lo credeva ammattito. [...] Continue reading
    16 min
  • La Mamma del Sole. Una fiaba di Francesca Branca
    C’era una volta una bambina che un giorno, dopo pranzo, uscì di casa proprio nel momento più caldo e afoso. Era d’estate e tante volte la sua mamma le aveva raccomandato di stare al riparo in quelle ore - “ La mamma del sole, si aggira per le strade e porta via i bambini !” - le diceva. Ma lei, di nascosto, varcò la porta e si diresse verso un campo lì vicino. A un certo punto la sua ombra divenne lunga lunga e poi si allargò e si ingigantì, tanto che il sole scomparve. Sentì un forte capogiro e svenne. Quando si riprese non ricordava più dove abitava e aveva dimenticato il suo nome e tutte le parole. Continue reading
    9 min
  • Armandone, il vecchio Lupone. Una fiaba
    Un vecchio Lupone che si chiamava Armandone, decise un giorno di scendere dalla sua tana, alla fattoria situata ai margini del bosco, per salutare alcuni amici che non
    vedeva da tanto tanto tempo. E siccome era sempre stato buono, Armandone, pensò che l’avrebbero ospitato più che volentieri; perciò, giunto alla fattorie, suonò la campanella, anche se era un po’ tardi. “Din, don”! «Chi è a quest'ora?» chiese il lombrico avvicinandosi al cancello. «Sono Armandone, il Lupone, il vecchio Lupone. Puoi farmi entrare per favore?» «Il Lupone Armandone?» ripeté il lombrico spalancando gli occhi. «Scusami tanto, ma non posso proprio aprirti se prima non chiedo il permesso; puoi aspettarmi un minutino? Vado e torno.» [...] Continue reading
    9 min
  • Su pizzinnu chi si fit perdiu Il bambino che s’era perso). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro)
    Annicu fit andande a su cunzau chin su babbu. Ma cada pacos passos si firmabat a annotare carchi cosa: una chicala, una croca, una tilicherta, un’ape…
    “Ajò! - nabat su babbu - Si non mi sichis ti podes perdere!”. Su pizzinnu li curriat iffattu, ma… b'aiat tantas cosas de biere!
    Custa borta fit una filera de furmicas carrande granos de tridicu. Annicu las cheriat sichire, pro biere comente intraban in sa cala issoro.
    Sichi sichi e annota annota, est colau su tempus. Cando su pizzinnu at finiu de sichire sa caminera de sas furmicas at arziau sa conca, ma… su babbu non bi fit plus! [...] Continue reading
    5 min
  • Su pizzinnu chi non cheriat creschere Il bambino che non voleva crescere). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro)
    Cosomeddu aiat belle chimb’annos, ma non cheriat caminare, nen currere, nen brinchiare… e non cheriat nemmancu andare a iscola, ca nabat chi issu fit minoreddu. Li piachiat a istare in brazzos a sa mama o in sa chillia de sa sorrichedda naschia dae pacu.
    Sa mama lu carinnabat e lu teniat in sa coda a li fachere “duru-duru”, ma non lu podiat picare prus in brazzos a lu ninniare, ca fit pesante. Fit mannittu commo e fit tempus de jocare chin atteros pizzinnos!
    Unu sero chi Cosomeddu pranghiat ca si cheriat ninniau a su postu de sa sorrichedda si l’est accurziau unu soriche birde chi l’at nau: “Ite lastima chi no ischis caminare! Appo accattau un'iscusorju… chin-d una preda mazica chi ti dat tottu su chi ti bisonzat… ma b’at de caminare pro arribare a cussu locu!”. [...] Continue reading
    5 min
  • Il matrimonio del magnifico topino. Una fiaba africana
    C'era una volta un bellissimo topino mezzo bianco e mezzo grigio, che diventava sempre più bello ogni giorno che cresceva.
    I suoi genitori si chiedevano spesso:
    Ma dove troveremo mai una moglie degna di lui?
    Quando giunse il tempo maturo per cercare una moglie al proprio figliuolo, decisero che solo nella famiglia di Dio avrebbe potuto esserci una fanciulla giusta per lui. [...] Continue reading
    5 min

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