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Nell’estate del 1548, in un piccolo villaggio ai piedi dei Pirenei, un uomo torna a casa dopo anni di assenza. È davvero lui? O è solo ciò che tutti vogliono vedere? In questo episodio ricostruiamo la storia incredibile di Martin Guerre: un caso del Cinquecento che mette in crisi memoria, identità e fiducia collettiva. Un racconto che sembra un thriller moderno, ma che ci dimostra quanto fragile possa essere la verità quando a sostenerla è soltanto il ricordo.
Fonti
"Il ritorno di Martin Guerre" di Natalie Zemon Davis
"An Analysis of Natalie Zemon Davis’s- The Return of Martin" di Joseph Tendler
"Le guerre d'Italia" di Marco Pellegrini
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Nell’estate del 1548, in un piccolo villaggio ai piedi dei Pirenei, un uomo torna a casa dopo anni di assenza. È davvero lui? O è solo ciò che tutti vogliono vedere? In questo episodio ricostruiamo la storia incredibile di Martin Guerre: un caso del Cinquecento che mette in crisi memoria, identità e fiducia collettiva. Un racconto che sembra un thriller moderno, ma che ci dimostra quanto fragile possa essere la verità quando a sostenerla è soltanto il ricordo.
Fonti
"Il ritorno di Martin Guerre" di Natalie Zemon Davis
"An Analysis of Natalie Zemon Davis’s- The Return of Martin" di Joseph Tendler
"Le guerre d'Italia" di Marco Pellegrini
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Un bambino dato per morto. Un talento che nessuno riusciva a spiegare.
Niccolò Paganini suonava il violino come se le leggi della fisica non lo riguardassero — e l’Europa cominciò a sussurrare: nessun uomo può essere così bravo.
Genio assoluto, strategia, studio feroce… o qualcosa di più oscuro?
Fonti
"Nicolò Paganini: la sua vita e le sue opere" di Stephen S. Stratton
"Paganini - a biography" di Alan Kendall
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Parigi, 1791. Una candela accesa, una finestra sulla Senna e una mano che impugna una piuma d'oca per comporre una lettera d'amore.
Quella lettera è scritta da Maria Antonietta, prigioniera della rivoluzione e innamorata di un uomo che non è suo marito. Mentre la monarchia crolla, lei scrive ad Axel von Fersen, il diplomatico svedese che sarà il suo più fedele alleato. Tra Versailles, fughe e lettere cifrate, raccontiamo il lato più intimo della regina più odiata di Francia. Non il simbolo, ma la donna. Fonti
"Diary and correspondence of Count Axel Fersen" di Axel von Fersen (traduzione di Katharine Prescott Wormeley).
"I love you madly. Marie-Antoinette and Count Axel Fersen. The Secret Letters" di Evelyn Farr.
"Le grand amour de Marie-Antoinette. Lettres secrètes de la reine et du comte de Fersen" di Évelyne Lever.
"Maria Antonietta. La solitudine di una regina" di Antonia Fraser.
"Off with Her Head. Three Thousand Years of Demonizing Women in Power" di Eleanor Herman.
"Marie-Antoinette and Count Axel Fersen: the untold love story" di Evelyn Farr
"Giù la testa. Memorie del boia della rivoluzione" di Henri-Clément Sanson a cura di M. Noja
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Parigi, 1791. Una candela accesa, una finestra sulla Senna e una mano che impugna una piuma d'oca per comporre una lettera d'amore.
Quella lettera è scritta da Maria Antonietta,
"I love you madly. Marie-Antoinette and Count Axel Fersen. The Secret Letters" di Evelyn Farr.
"Le grand amour de Marie-Antoinette. Lettres secrètes de la reine et du comte de Fersen" di Évelyne Lever.
"Maria Antonietta. La solitudine di una regina" di Antonia Fraser.
"Off with Her Head. Three Thousand Years of Demonizing Women in Power" di Eleanor Herman.
"Marie-Antoinette and Count Axel Fersen: the untold love story" di Evelyn Farr
"Giù la testa. Memorie del boia della rivoluzione" di Henri-Clément Sanson a cura di M. Noja
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Nellie Bly vuole fare la giornalista, anzi: Nellie Bly è nata per fare la giornalista e tutto il mondo se ne accorgerà quando negli anni Ottanta dell'Ottocento, dalle colonne dei giornali statunitensi, Nellie con la sua penna ferirà più che con qualsiasi spada.
La sua inchiesta più famosa? Infiltrarsi per dieci giorni in un manicomio femminile vittoriano.
Fonti principali
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Nellie Bly vuole fare la giornalista, anzi: Nellie Bly è nata per fare la giornalista e tutto il mondo se ne accorgerà quando negli anni Ottanta dell'Ottocento, dalle colonne dei giornali statunitensi, Nellie con la sua penna ferirà più che con qualsiasi spada.
La sua inchiesta più famosa? Infiltrarsi per dieci giorni in un manicomio femminile vittoriano.
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Artemisia Gentileschi ha 17 anni quando il suo maestro di pittura le muove violenza. Artemisia combatterà, contro di lui, contro i pregiudizi e contro un tribunale che, nel 1612, non è pronto a considerare le donne per quello che sono e cioè degli esseri umani con dignità e diritti. Questa è la storia della prima "Pittora", che con le sue parole e il suo pennello ha impresso il suo coraggio, il suo talento e la sua ira nella storia.
Fonti principali
"Artemisia Gentileschi" di Tiziana Agnati e Francesca Torres
"Artemisia Gentileschi" A cura di Eva Menzio
"Artemisia" di Alexandra Lapierre
"Il delitto di stuprum tra Cinquecento e Seicento" di Elisa Ferraretto
“Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria
“E non dite che dipingeva come un uomo” di Sandro Barbagallo
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Artemisia Gentileschi ha 17 anni quando il suo maestro di pittura le muove violenza. Artemisia combatterà, contro di lui, contro i pregiudizi e contro un tribunale che, nel 1612, non è pronto a considerare le donne per quello che sono e cioè degli esseri umani con dignità e diritti. Questa è la storia della prima "Pittora", che con le sue parole e il suo pennello ha impresso il suo coraggio, il suo talento e la sua ira nella storia.
Fonti principali
"Artemisia Gentileschi" di Tiziana Agnati e Francesca Torres
"Artemisia Gentileschi" A cura di Eva Menzio
"Artemisia" di Alexandra Lapierre
"Il delitto di stuprum tra Cinquecento e Seicento" di Elisa Ferraretto
“Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria
“E non dite che dipingeva come un uomo” di Sandro Barbagallo
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Benvenuti nel caso-bonus prima delle vacanze natalizie!
Pietro Bosi è un soldato, ha 34 anni e vive nel 1625. Ma non conosciamo solo questo di lui: sappiamo infatti che è stato denunciato all'inquisizione da tre persone diverse che lo accusano di essere un bestemmiatore, mago e possessore di libri proibiti. Grazie al processo che ne scaturì però, di Pietro Bosi possiamo conoscere altre cose: Pietro era un lettore e, probabilmente, anche un sognatore.
Fonti
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