Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali.
Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.
Sontuoso scenario di granito, tondeggiante e possente, per cinque o sei miglia; infine una bella piana che faceva da sfondo a un'alta torre e ad alcuni ruderi, al di là azzurri scorci di colli, e roccia sull'altro lato e un fiume zigzagante.
Quindi, per altre poche miglia, frammentario paesaggio calcareo, che si risolveva per profondità, dimensioni e morbida ricchezza di boschi, in una delle più belle gole che io abbia mai visto in questo tipo di montagne, senza la minima pesantezza di forme.
Passati poi da Narni - di grande effetto, lieve eccesso di mattoni - una città rossa, non il solito bianco all'italiana, ma armoniosa nella forma.
Molto strana la piazza al centro, con sporgenti gallerie di pietra, una fontana e un'ampia veduta verso Terni.
Terni: https://maps.app.goo.gl/pCU8nxvhfcTYonr38
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