Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Sagra del Carciofo Romanesco a Ladispoli (Lazio)
    La tradizione della cucina romana annovera tra i suoi ingredienti il carciofo romanesco: prodotto prelibato e ricco di proprietà organolettiche e terapeutiche, è indiscusso protagonista di una tre giorni di festa che si tiene a Ladispoli il terzo fine settimana di aprile.

    Ladispoli: https://maps.app.goo.gl/2LkkYjG6iuqftqWj6
    5 min
  • Sagra dei Ceci e dello Zafferano a Navelli (Abruzzo)
    Ai margini del borgo medievale di Navelli si svolge ogni anno il penultimo fine settimana di agosto, la Sagra dei Ceci e dello Zafferano, nata nel 1976 e che ha ormai superato le trentacinque edizioni.
    La manifestazione, che si svolge in piazza San Pelino, consiste in una due giorni di degustazioni di piatti e ricette a base di ceci e zafferano e profumo di timo selvatico, i due prodotti per eccellenza della zona.

    Navelli: https://maps.app.goo.gl/49zBnL5D72wJuk3b9
    7 min
  • Pane Prosciutto e Fantasia a Preci (Umbria)
    Appuntamento ogni anno, il primo o il secondo fine settimana di luglio, con la Festa del Pane, Prosciutto e Fantasia, titolo che rende omaggio allo storico film di Comencini, organizzato dal comune di Preci, in Umbria, e dedicata al Prosciutto di Norcia.

    Preci: https://maps.app.goo.gl/nYTaLx6XuyswNZB68
    7 min
  • Festa della Fioritura della Lenticchia a Castelluccio di Norcia (Umbria)
    La Festa coincide ogni anno, per definizione, con lo spettacolare evento stagionale della fioritura della lenticchia: tra gli ultimi giorni di maggio e i primi di luglio, la monotonia cromatica del verde dei pascoli sull’Appennino di Castelluccio di Norcia si veste di uno straordinario mosaico di colori con variazioni di toni dal giallo, all’ocra, al rosso.
    La festa della Fiorita, come veniva chiamata un tempo, che cade per scelta nella terza domenica di giugno, diventa così un’occasione irripetibile per ammirare la fioritura e festeggiare il rinomato legume.

    Castelluccio di Norcia: https://maps.app.goo.gl/kestztDvZ8P7sgiK7
    7 min
  • Festa del Pane Casereccio a Genzano di Roma (Lazio)
    La Festa del pane rappresenta ormai da alcuni anni una delle manifestazioni più importanti della città di genzano di Roma; nata nel 1989, richiama numerosi visitatori da Roma e dai comuni limitrofi. in programma il terso fine settimana del mese di settembre, presenta alcuni quadri realizzati con farine, crusche e pagnotte e l’Associazione Accademia Maestri Infioratori realizza l’infiorata di pane utilizzando l’impasto del pane casareccio, un eccezionale connubio tra arte e gastronomia, tra una tradizione che vanta oltre duecento anni di storia e una nata poco più di due decenni fa.
    A incuriosire i turisti c’è anche la bruschetta più lunga del mondo, circa 1 km e 200 metri.

    Genzano di Roma: https://maps.app.goo.gl/VCxqBmiwosfRP3zGA
    7 min
  • Festa del Farro a Monteleone di Spoleto (Umbria)
    La Festa del farro si svolge a Monteleone di Spoleto da tempo immemorabile: è infatti legata alla cerimonia rituale che si celebra a Monteleone il giorno 5 dicembre, alla vigilia della ricorrenza di San Nicola a mezzogiorno per tradizione, il parroco distribuisce a tutti i presenti, un piatto di minestra di farro con sugo di magro, cotta in grande calderone sospeso sul focolare.

    Monteleone di Spoleto: https://maps.app.goo.gl/DfczsrLJj4bv4gZz6
    8 min
  • La leggenda della strada delle fate (Umbria)
    Secondo la tradizione locale, la Sibilla era una maga buona, veggente e incantatrice, che si circondava di ancelle che insegnavano alle ragazze più giovani, a valle, a filare e a tessere la lana.
    Le Ancelle erano fate, donne bellissime dai piedi caprini, che frequentavano le feste notturne e i balli di paese e si ritiravano poco prima dell'alba.
    Una mattina, prese alla sprovvista al sorgere del sole, scapparono precipitosamente e segnarono con i loro passi affrettati una parete del Monte Vettore: nacque così, la Strada delle Fate, una faglia che taglia il monte a quota 2.000 m.  

    Monte Vettore: https://maps.app.goo.gl/2BykDT5eDpwLJuoB6
    1 min
  • La Scuola di Chirurgia di Preci (Umbria)
    Segno distintivo di Preci fu la sua scuola di chirurgia, cui sono stati anche dedicati un museo e un centro di documentazione, nello spazio dell'ex Chiesa di Santa Caterina. 
    La chirurgia Preciana nacque nell'Abbazia di Sant'Eutizio, dove vigeva la regola benedettina per cui i monaci dovevano dedicarsi alla cura degli infermi.

    Preci: https://maps.app.goo.gl/nYTaLx6XuyswNZB68 

    Abbazia di Sant'Eutizio: https://maps.app.goo.gl/mpdQWf43rRd459oz8
    2 min
  • Il masso che suda a Roiate (Lazio)
    Secondo la tradizione, la chiesa di San Benedetto a Roiate venne costruita, nel 500 d.C., a protezione del masso su cui il santo, una notte, si sarebbe coricato, e che ne riporta l'impronta del corpo: infatti questa misurerebbe 1 m e 70 cm di lunghezza, 45 cm di larghezza e 40 cm di profondità.
    Il masso ha una particolarità: è stato oggetto, nel corso dei secoli, di un fenomeno, la cosiddetta sudorazione; stilla infatti, in circostanze dolorose per il paese, un liquido la cui composizione sarebbe la stessa del sudore.

    Chiesa di San Benedetto di Roiate: https://maps.app.goo.gl/AbpnGibL6KU21DFd8
    1 min
  • Le origini della Ricotta Romana (Lazio)
    Le origini della Ricotta Romana risalgono a tempi antichissimi: infatti i primi documenti scritti che attestano prova della sua esistenza sono da ricondurre a Marco Porzio Catone, detto il Censore, generale e politico romano: Catone raccolse, in un unico trattato, le norme che regolavano la pastorizia della Roma Repubblicana, da cui si evince che il latte di pecora avesse diverse destinazioni, e tra queste, venisse già al tempo trasformato in un formaggio morbido e freschissimo.
    Molto tempo dopo, ossia nei primi anni del Novecento, la ricotta rappresentò nelle zone di montagna attorno a Roma e dell’Agro Pontino, l'unica fonte di sostentamento, e quindi di salvezza, per i pastori produttori.
    E’ oggi diventata un'eccellenza regionale di primo ordine del territorio dei Monti Prenestini: per poterne gustare a pieno delicatezza e bontà si consiglia di consumarla più fresca possibile, mai oltre il settimo giorno di produzione.  
       
    Monti Prenestini: https://maps.app.goo.gl/ZnZDwmCYrp5yU2io8 

    Guadagnolo: https://maps.app.goo.gl/h4A2JRUuMduvuTnC9
    2 min

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