Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Diavolata di Adrano (Sicilia)
    Le celebrazioni della Pasqua ad Adrano assumono i caratteri di vere e proprie esecuzioni teatrali.
    Nel giorno di Pasqua si svolge, su un palco, una sacra rappresentazione, detta Diavolata, nella quale si narra della battaglia tra i Diavoli e la Morte, da un lato, e l’Arcangelo Michele, dall’altro, che è incaricato di salvare l’umanità, personaggio, quest’ultimo, interpretato da una bambina.

    Adrano: https://maps.app.goo.gl/8SMfiPTTpJYaF9pt5
    2 min
  • Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo (Sicilia)
    La manifestazione, che si tiene nel centro storico di San Vito Lo Capo a fine settembre, ha come protagonista il Cous Cous, piatto d’importazione araba che in Sicilia è ormai tradizionale in quanto l’isola è rimasta 400 anni sotto la dominazione araba.
    Durante il festival, della durata di circa una settimana, sono previste moltissime iniziative: innanzitutto una gara di cous cous preparati da cuochi provenienti da tutto il mondo, poi, naturalmente, degustazioni di cous cous e di altri prodotti tipici regionali; e ancora, una mostra mercato dell’artigianato, concerti musicali con presenza di numerosi gruppi internazionali, laboratori e scuole di cucina, serate a tema con piatti “d’autore” e convegni condotti da esperti nutrizionisti.
    Un’occasione d’incontro e confronto con popoli, culture e cucine di ogni parte del mondo.
    Oltre al Cous Cous, poi, la festa offre la possibilità a visitatori e turisti di conoscere meglio altri squisiti prodotti tipici come l’olio extravergine di oliva, i vini, la frutta e i formaggi.

    San Vito Lo Capo: https://maps.app.goo.gl/3P4pCnxkREM84o9z9
    2 min
  • Cheese Art a Ragusa (Sicilia)
    A inizio giugno, ogni due anni, per una settimana, Ragusa ospita Cheese Art, nella suggestiva cornice del castello di Donnafugata, una rassegna che celebra gli ottimi formaggi italiani.Degustazioni, convegni, mostre e spettacoli per far conoscere meglio i prodotti caseari del nostro Paese.
    Durante la manifestazione, oltre ad assaggiare gli squisiti formaggi a latte crudo realizzati con metodi tradizionali, si può anche imparare a fare i giusti abbinamenti con cibo e vino, grazie all’aiuto di esperti del settore.
    In prima linea territorio e lavoro caseario, infatti i visitatori hanno la possibilità di conoscere le fasi di lavorazione e di apprezzare la genuinità del lavoro contadino che porta a ottenere questi prodotti unici ed apprezzati in tutto il mondo.

    Ragusa: https://maps.app.goo.gl/DFmwyXUVz26aHZuX8
    2 min
  • Celebrazioni pasquali a Marsala (Sicilia)
    Il Giovedì Santo, a Marsala si svolge la processione del Cristo morto, caratterizzata da numerosi allestimenti scenografici, che rappresentano i diversi momenti della passione di Cristo.
    Ciascun gruppo esegue, mentre sfila in processione, azioni teatrali che si riferiscono al tema trattato, con la partecipazione di numerosi figuranti in costume.

    Marsala: https://maps.app.goo.gl/xGLwcqXMq3SViFcd8
    1 min
  • Celebrazioni pasquali di Caltanissetta (Sicilia)
    A Caltanissetta la celebrazione della Pasqua si intensifica nei tre giorni consecutivi della Settimana Santa: il Mercoledì Santo si svolgono il Corteo della Reale Maestranza e la processione delle Varricedde.
    Il giorno successivo ha luogo invece la Processione dei Misteri.

    Caltanissetta: https://maps.app.goo.gl/ZkSjNrrob9yAV8ge6
    1 min
  • Abballu di li diavuli a Prizzi (Sicilia)
    A Prizzi, il pomeriggio di Pasqua, mentre avanza il corteo con le effigi della Vergine e del Risorto, si aggirano accanto alle statue e tra l pubblico almeno cinque gruppi di persone mascherate, ciascuno dei quali è costituito di quattro Diavoli e di una Morte.

    Prizzi: https://maps.app.goo.gl/Q9CGLxmKcLKkR5cX9
    1 min
  • Langhe: Vini Corsari a Barolo (Piemonte)
    A dicembre, nella cornice di Barolo, va in scena ogni anno una fiera storica dal titolo "Vini Corsari", alla quale partecipano sempre diversi vignaioli europei, tutti accomunati dalla filosofia che prevede pochi interventi in vigna e minimi in cantina, tecniche tradizionali e rispetto dell’ambiente.

    Barolo: https://maps.app.goo.gl/Er8WRU5bJTAUwt9x5
    1 min
  • I Maitunant di Gambatesa (Molise)
    Nel 1570 l’Universitas di Gambatesa chiese al Conte il permesso di “andar di notte cantando et facendo musiche” ed il Conte concesse il proprio “Placet”.
    Oggi, allo stesso modo, la popolazione di Gambatesa vive la notte di capodanno Cantando et Facendo musiche.
    A Gambatesa, infatti, la tradizione de “i maitunat” costituisce qualcosa di più di una semplice manifestazione di folclore, giacché coinvolge l’intera collettività, tutta intenta com’è nel cantare questi particolarissimi stornelli augurali dalla tipica melodia: “I Maitunat” appunto.

    Gambatesa: https://maps.app.goo.gl/b5afMxZsDbc5oN2cA
    5 min
  • II - I vecchi e i nuovi di Littoria da «TERRA NUOVA - Prima Cronaca dell’Agro Pontino» di Corrado Alvaro
    Per tutti questi giorni di novembre, nella mia vita nell'Agro Pontino, sono stato ossessionato dall'acqua.
    Pioveva scrosci, interminabilmente, ed era questa una stagione adatta per vedere l'agro: erano gonfi i canali, i rii, le cunette; nei luoghi ancora inesplorati si aprivano gli stagni; la vita si svolgeva sotto l'acqua ugualmente, tutti eravamo tuffati in un elemento fluido e corrente, tanto che era un piacere affondare gli stivali nelle pozze e nel terreno zuppo.
    Percorrendo le strade lungo i grandi canali, si vedevano gli armenti di pecore nella prateria vicina raccolti come un mucchietto di sementi, i cavalli della tenuta Caetani branchi in fuga sotto il Nembo.
    Ai limiti della bonifica sul canale Sisto, gente coi mantelli e gli ombrelli stava lungo la proda attenta al filo dell'amo: erano gli ultimi di quella vecchia umanità che cercava alla palude i pesci e la selvaggina.
    Il ricordo di questa vecchia vita è ancora dappertutto come un cane sperso, e fa da curioso contrasto.
    Portano mantelli che sono Cenci, così logori che le pieghe si direbbero fisse e rigide come in una creta; stanno sotto gli ombrelli grandi, sotto la tesa del cappello, e levano vecchi visivi su cui i secoli sono passati invano e il tipo s'è riprodotto con la sua prima forza; sono i vecchi avvitatori delle selve e degli stagni, forse generazioni rimaste dalla preistoria, che devono avere sempre portato il medesimo costume.
    Alla stazione di Littoria, di prima mattina, avevo veduto due "macchiaroli", come li chiamano qui gli abitanti delle selve: erano uomo e donna, avevano portato a vendere sei agnelli che avevano trasportato appesi al braccio per le zampe legate, come borse.Il loro dialetto stretto e duro era fatto di parole antichissime coperte di terra: non capivano molte frasi che si dicevano intorno a loro.
    Se qualcuno si fosse preoccupato di mettere a fronte il vecchio e il nuovo dell'Agro, non avrebbe potuto combinare una scena migliore: da una parte questi due antichissimi uomini, dall'altra il rosso autocarro che aspettava, quel giorno, un gruppo di coloni all'arrivo, la stazione di Littoria che è di stile razionale, la baracca del posto di ristoro che fumava in attesa della distribuzione del brodo, della carne, dell'arte agli arrivanti.
    21 min

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