Ben ritrovati. Torniamo oggi ad occuparci di un grande artista, di un maestro, perché questo era anche il suo soprannome, oltre che un titolo ottenuto sul campo; sì, perché Battiato, Franco Battiato, era proprio maestro, aveva frequentato, si era diplomato al Conservatorio e oggi lo ritroviamo con un brano che ci riporta indietro di quarant'anni al 1981, quindi, insomma, quasi quarantuno. La canzone scelta oggi per voi, infatti, si intitola "Gli uccelli", in questa canzone il cantante si ferma ad osservare queste creature misteriose, che avevano già fatto dire a Leopardi nell'Elogio degli uccelli: "sono gli uccelli, naturalmente, le più liete creature del mondo". Beh, non è così raro scoprire nelle canzoni di Franco Battiato uno sguardo, per così dire, cosmico sulla realtà, uno stupore per aspetti del reale, spesso dati per scontati o comunque considerati superficialmente. Anche "Gli uccelli", contenuti nell'album "La voce del padrone", fa parte di questo filone, il cantante, infatti, si ferma ad ammirare l'armonia dei voli, le geometrie che vengono composte dentro un universo molto ordinato; "con le regole assegnate a questa parte di universo, al nostro sistema solare" canta infatti l'artista. Si parla in qualche modo come di una sorta di obbedienza alle leggi divine, che rende gli uccelli così stupefacenti: il volo fa sì che questi animali occupino lo spazio aereo altrimenti privo di viventi, perché l'uomo, tolte le macchine intese come aerei, non potrebbe appunto occuparlo di suo..............