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  • Anno jazz 1971: cinque capolavori (5./5)

    La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.

    Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.

    Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. Facing You di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.

    Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.

    Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo El Pampero.

    27 min
  • Anno jazz 1971: cinque capolavori (4./5)

    La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.

    Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.

    Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. Facing You di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.

    Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.

    Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo El Pampero.

    27 min
  • Anno jazz 1971: cinque capolavori (3./5)

    La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.

    Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.

    Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. Facing You di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.

    Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.

    Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo El Pampero.

    28 min
  • Anno jazz 1971: cinque capolavori (2./5)

    La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.

    Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.

    Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. Facing You di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.

    Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.

    Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo El Pampero.

    26 min
  • Anno jazz 1971: cinque capolavori (1./5)

    La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.

    Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.

    Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. Facing You di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.

    Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.

    Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo El Pampero.

    26 min
  • Un italiano a Parigi: Aldo Romano (5./5)

    Batterista, compositore, ma anche autore e cantante, chitarrista nel tempo libero, Aldo Romano è nato a Belluno nel 1941. Ancora giovane arriva a Parigi per diventare musicista e per restarci tutta la vita.

    Ha suonato il free jazz e cantato il pop, mantenendo sempre un legame con la canzone, scrivendo in particolare per Henri Salvador o Claude Nougaro, sorta di suo fratello maggiore.

    Dal bebop al free jazz, inclusa la fusion, Romano ha suonato con Don Cherry, Gato Barbieri, Enrico Rava, Steve Lacy, Bud Powell, Bill Evans, Michel Petrucciani, Carla Bley, Michel Portal, Joachim Kühn, Jean ‐Luc Ponty, Frank Zappa, Keith Jarrett, Didier Lockwood e molti altri. Ricordiamo anche il suo gruppo “italiano”, dove ha riunito Paolo Fresu, Franco D'Andrea e Furio Di Castri; il trio di successo con Louis Sclavis e Henri Texier che ha dato origine ai meravigliosi album Carnets de Route e Suite Africaine. O ancora il gruppo Palatino che lo vedeva al fianco di Glenn Ferris, Paolo Fresu e Michel Benita.

    Maurizio Franco ripercorre la carriera di una figura di primissimo piano del jazz francese ed europeo.

    28 min
  • Un italiano a Parigi: Aldo Romano (4./5)

    Batterista, compositore, ma anche autore e cantante, chitarrista nel tempo libero, Aldo Romano è nato a Belluno nel 1941. Ancora giovane arriva a Parigi per diventare musicista e per restarci tutta la vita.

    Ha suonato il free jazz e cantato il pop, mantenendo sempre un legame con la canzone, scrivendo in particolare per Henri Salvador o Claude Nougaro, sorta di suo fratello maggiore.

    Dal bebop al free jazz, inclusa la fusion, Romano ha suonato con Don Cherry, Gato Barbieri, Enrico Rava, Steve Lacy, Bud Powell, Bill Evans, Michel Petrucciani, Carla Bley, Michel Portal, Joachim Kühn, Jean ‐Luc Ponty, Frank Zappa, Keith Jarrett, Didier Lockwood e molti altri. Ricordiamo anche il suo gruppo “italiano”, dove ha riunito Paolo Fresu, Franco D'Andrea e Furio Di Castri; il trio di successo con Louis Sclavis e Henri Texier che ha dato origine ai meravigliosi album Carnets de Route e Suite Africaine. O ancora il gruppo Palatino che lo vedeva al fianco di Glenn Ferris, Paolo Fresu e Michel Benita.

    Maurizio Franco ripercorre la carriera di una figura di primissimo piano del jazz francese ed europeo.

    28 min

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