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Da lunedì 15 a venerdì 19 febbraio 2021
La Jazz Composers Orchestra, nata negli Stati Uniti nel 1965 su iniziativa di Carla Bley e Michael Mantler, è un po’ l’antesignana delle grandi formazioni di jazz d’avanguardia nate a partire dal quel periodo, al di là e al di qua dell’Atlantico.
Il multistrumentista Bill Dixon aveva dato vita poco prima ad una breve esperienza analoga, alla quale avevano partecipato - durante quella che fu chiamata la Rivoluzione d’ottobre del jazz del 1964 - anche la Bley e Mantler. Nel 65 la coppia ne prese le redini e il nome si trasformò da subito in quello che conosciamo, un’esperienza che durò fina a metà degli anni 70.
La Jazz Composers Orchestra divenne ricettacolo di parte della creatività nell’ambito del jazz d’avanguardia nuovayorkese e per diversi anni fu attiva in parallelo alla Liberation Music Orchestra di Charlie Haden.
Fra i musicisti che vi parteciparono ricordiamo Don Cherry, Gato Barbieri, Cecil Taylor, Pharoah Sanders, Grachan Moncur III, Leroy Jenkins. L’orchestra fu protagonista anche del lavoro più importante e ambizioso di Carla Bley, la jazz-opera Escalator Over the Hill.
Da lunedì 15 a venerdì 19 febbraio 2021
La Jazz Composers Orchestra, nata negli Stati Uniti nel 1965 su iniziativa di Carla Bley e Michael Mantler, è un po’ l’antesignana delle grandi formazioni di jazz d’avanguardia nate a partire dal quel periodo, al di là e al di qua dell’Atlantico.
Il multistrumentista Bill Dixon aveva dato vita poco prima ad una breve esperienza analoga, alla quale avevano partecipato - durante quella che fu chiamata la Rivoluzione d’ottobre del jazz del 1964 - anche la Bley e Mantler. Nel 65 la coppia ne prese le redini e il nome si trasformò da subito in quello che conosciamo, un’esperienza che durò fina a metà degli anni 70.
La Jazz Composers Orchestra divenne ricettacolo di parte della creatività nell’ambito del jazz d’avanguardia nuovayorkese e per diversi anni fu attiva in parallelo alla Liberation Music Orchestra di Charlie Haden.
Fra i musicisti che vi parteciparono ricordiamo Don Cherry, Gato Barbieri, Cecil Taylor, Pharoah Sanders, Grachan Moncur III, Leroy Jenkins. L’orchestra fu protagonista anche del lavoro più importante e ambizioso di Carla Bley, la jazz-opera Escalator Over the Hill.
Da lunedì 15 a venerdì 19 febbraio 2021
La Jazz Composers Orchestra, nata negli Stati Uniti nel 1965 su iniziativa di Carla Bley e Michael Mantler, è un po’ l’antesignana delle grandi formazioni di jazz d’avanguardia nate a partire dal quel periodo, al di là e al di qua dell’Atlantico.
Il multistrumentista Bill Dixon aveva dato vita poco prima ad una breve esperienza analoga, alla quale avevano partecipato - durante quella che fu chiamata la Rivoluzione d’ottobre del jazz del 1964 - anche la Bley e Mantler. Nel 65 la coppia ne prese le redini e il nome si trasformò da subito in quello che conosciamo, un’esperienza che durò fina a metà degli anni 70.
La Jazz Composers Orchestra divenne ricettacolo di parte della creatività nell’ambito del jazz d’avanguardia nuovayorkese e per diversi anni fu attiva in parallelo alla Liberation Music Orchestra di Charlie Haden.
Fra i musicisti che vi parteciparono ricordiamo Don Cherry, Gato Barbieri, Cecil Taylor, Pharoah Sanders, Grachan Moncur III, Leroy Jenkins. L’orchestra fu protagonista anche del lavoro più importante e ambizioso di Carla Bley, la jazz-opera Escalator Over the Hill.
Da lunedì 15 a venerdì 19 febbraio 2021
La Jazz Composers Orchestra, nata negli Stati Uniti nel 1965 su iniziativa di Carla Bley e Michael Mantler, è un po’ l’antesignana delle grandi formazioni di jazz d’avanguardia nate a partire dal quel periodo, al di là e al di qua dell’Atlantico.
Il multistrumentista Bill Dixon aveva dato vita poco prima ad una breve esperienza analoga, alla quale avevano partecipato - durante quella che fu chiamata la Rivoluzione d’ottobre del jazz del 1964 - anche la Bley e Mantler. Nel 65 la coppia ne prese le redini e il nome si trasformò da subito in quello che conosciamo, un’esperienza che durò fina a metà degli anni 70.
La Jazz Composers Orchestra divenne ricettacolo di parte della creatività nell’ambito del jazz d’avanguardia nuovayorkese e per diversi anni fu attiva in parallelo alla Liberation Music Orchestra di Charlie Haden.
Fra i musicisti che vi parteciparono ricordiamo Don Cherry, Gato Barbieri, Cecil Taylor, Pharoah Sanders, Grachan Moncur III, Leroy Jenkins. L’orchestra fu protagonista anche del lavoro più importante e ambizioso di Carla Bley, la jazz-opera Escalator Over the Hill.
Da lunedì 15 a venerdì 19 febbraio 2021
La Jazz Composers Orchestra, nata negli Stati Uniti nel 1965 su iniziativa di Carla Bley e Michael Mantler, è un po’ l’antesignana delle grandi formazioni di jazz d’avanguardia nate a partire dal quel periodo, al di là e al di qua dell’Atlantico.
Il multistrumentista Bill Dixon aveva dato vita poco prima ad una breve esperienza analoga, alla quale avevano partecipato - durante quella che fu chiamata la Rivoluzione d’ottobre del jazz del 1964 - anche la Bley e Mantler. Nel 65 la coppia ne prese le redini e il nome si trasformò da subito in quello che conosciamo, un’esperienza che durò fina a metà degli anni 70.
La Jazz Composers Orchestra divenne ricettacolo di parte della creatività nell’ambito del jazz d’avanguardia nuovayorkese e per diversi anni fu attiva in parallelo alla Liberation Music Orchestra di Charlie Haden.
Fra i musicisti che vi parteciparono ricordiamo Don Cherry, Gato Barbieri, Cecil Taylor, Pharoah Sanders, Grachan Moncur III, Leroy Jenkins. L’orchestra fu protagonista anche del lavoro più importante e ambizioso di Carla Bley, la jazz-opera Escalator Over the Hill.
Da lunedì 8 a venerdì 12 febbraio 2021
Dopo una recente serie di trasmissioni dedicate a Fela Kuti, Birdland propone stavolta questo sentito omaggio a Manu Dibango, alfiere pure lui dell’afro-jazz scomparso nel marzo 2020 a causa del Covid.
Nato nel 1933, il sassofonista, compositore e bandleader di origine camerunese ha segnato un’epoca con quella sua musica inaudita che catturò le passioni di molti occidentali. Un incontro di rara energia tra funk, jazz e ritmi tradizionali della sua Africa che il maestro costruì in Francia, dove si stabilì nel 1949 inizialmente per completare i suoi studi medio-superiori.
La musica divenne ben presto il suo principale interesse: il suo album Saxy Party del 1969 e poco dopo il superhit Soul Makossa (1972) furono l’inizio di una strepitosa carriera. Marcello Lorrai ci aiuta a ripercorrerla.
Da lunedì 8 a venerdì 12 febbraio 2021
Dopo una recente serie di trasmissioni dedicate a Fela Kuti, Birdland propone stavolta questo sentito omaggio a Manu Dibango, alfiere pure lui dell’afro-jazz scomparso nel marzo 2020 a causa del Covid.
Nato nel 1933, il sassofonista, compositore e bandleader di origine camerunese ha segnato un’epoca con quella sua musica inaudita che catturò le passioni di molti occidentali. Un incontro di rara energia tra funk, jazz e ritmi tradizionali della sua Africa che il maestro costruì in Francia, dove si stabilì nel 1949 inizialmente per completare i suoi studi medio-superiori.
La musica divenne ben presto il suo principale interesse: il suo album Saxy Party del 1969 e poco dopo il superhit Soul Makossa (1972) furono l’inizio di una strepitosa carriera. Marcello Lorrai ci aiuta a ripercorrerla.
Da lunedì 8 a venerdì 12 febbraio 2021
Dopo una recente serie di trasmissioni dedicate a Fela Kuti, Birdland propone stavolta questo sentito omaggio a Manu Dibango, alfiere pure lui dell’afro-jazz scomparso nel marzo 2020 a causa del Covid.
Nato nel 1933, il sassofonista, compositore e bandleader di origine camerunese ha segnato un’epoca con quella sua musica inaudita che catturò le passioni di molti occidentali. Un incontro di rara energia tra funk, jazz e ritmi tradizionali della sua Africa che il maestro costruì in Francia, dove si stabilì nel 1949 inizialmente per completare i suoi studi medio-superiori.
La musica divenne ben presto il suo principale interesse: il suo album Saxy Party del 1969 e poco dopo il superhit Soul Makossa (1972) furono l’inizio di una strepitosa carriera. Marcello Lorrai ci aiuta a ripercorrerla.
Da lunedì 8 a venerdì 12 febbraio 2021
Dopo una recente serie di trasmissioni dedicate a Fela Kuti, Birdland propone stavolta questo sentito omaggio a Manu Dibango, alfiere pure lui dell’afro-jazz scomparso nel marzo 2020 a causa del Covid.
Nato nel 1933, il sassofonista, compositore e bandleader di origine camerunese ha segnato un’epoca con quella sua musica inaudita che catturò le passioni di molti occidentali. Un incontro di rara energia tra funk, jazz e ritmi tradizionali della sua Africa che il maestro costruì in Francia, dove si stabilì nel 1949 inizialmente per completare i suoi studi medio-superiori.
La musica divenne ben presto il suo principale interesse: il suo album Saxy Party del 1969 e poco dopo il superhit Soul Makossa (1972) furono l’inizio di una strepitosa carriera. Marcello Lorrai ci aiuta a ripercorrerla.
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