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La "Convenzione sulla circolazione dei beni" interdisce e impedisce la loro illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà. Un caposaldo della legislazione internazionale, capace di mettere nero su bianco la ricetta perfetta per la cooperazione fra tutti gli stati mondiali.
Un giallo a cavaliere fra giustizia e patriottismo. Una statua bronzea, dei pescatori truffaldini e un museo furbetto ne sono gli ingredienti; ma la ragione, sancita definitivamente dal diritto internazionale e da una sentenza unanime, sta solo da una parte.
Ribaltiamo la prospettiva! Questa volta proprio le istituzioni tradiscono i cittadini: tra segreti e intercettazioni, nessuno potrà rimanere impunito. Proteggere i beni archeologici è onorare la patria.
Un gioco con la nostra community. E se ci mettessimo nei panni di un agente di polizia addetto a scovare criminali nel Web profondo? Una fantasia che, a ben guardare, è più reale di quanto sembri.
Devastano monumenti, sfregiano reperti, imbrattano memorie. Ma non è per questi sottoindividui, affiancabili ai digiuni di ecologia ecovandali, che noi si deve irrigidire l'ordinamento di tutela a beneficio del patrimonio. La ragione sta piuttosto nella sua teorizzazione partorita dalla scuola legislativa italiana.
Non chiamate "intrattenimento" l'attività che io e Gioacchino Savarese svolgiamo da anni, in qualità di divulgatori scientifici formati e certificati! Descrizione che volentieri lasciamo a chi fa comunicazione di ogni tipo in Rete. La nostra è un'altra missione: meravigliare il pubblico, stimolandolo a studiare per apprendere da sé e applicare sempre un metodo critico solido.
"Pieno sviluppo della persona umana" proclama la Costituzione italiana: come garantirlo, in presenza di crimini contro i beni culturali? Sempre di più la legge li considera azioni ai danni dei singoli individui e dell'umanità tutta. Vestigia definite nel senso odierno pochi secoli fa, in Francia.
L'invito propalato dal Consiglio d'Europa trovò, nel 2017, accoglimento innanzitutto in Italia, primo Paese al Mondo che previde novità sostanziali nella normativa contro il traffico di beni culturali. Crimini talmente gravi da non essere in alcun modo riparabili: un danno incalcolabile per l'identità dei popoli.
La vulgata preferita nel nostro discorso comune dipinge l'Italia quale vittima perenne nel mercato dell'arte. Una narrazione che nasconde con cognizione di causa i crimini perpetrati dai connazionali ai danni di Paesi terzi; facendoci scappare il morto.
Comunque si guardi a quegli anni, per il Reame di Sicilia al di qua del Faro, poi per quello al di là (ti aiuto, dài: è il Regno delle due Sicilie!), la legislazione in favore del patrimonio fu un successo senza precedenti. Gli altri Stati preunitari impararono dai Borbone.
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