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Non solo Facebook! A Ferrara fui incaricato dal Museo Archeologico Nazionale di gestirne anche gli altri profili. Pur ritrovandomi di fronte a situazioni disastrose, mi rimboccai subito le maniche e misi in opera tutti quei procedimenti necessari per fare un'ottima comunicazione sui social: non ci si improvvisa social media manager.
Ibridazione tra forme artistiche e contaminazione fra passioni lontane. Dai fumetti di "MetaCritica d'Arte" alle storie di Gianmarino Maurilio Colnago, sprazzi di testimonianze giunte al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara all'alba delle chiusure imposte nel novembre 2020 per una ripresa dei "contagi".
Roberto Selmi e la sua digital art colpirono non solo il pubblico del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, ma anche il curatore d'arte contemporanea Paolo Grandi, manager di "A Walk in ART". Ricevemmo così, in quel periodo, le attenzioni di un esperto museale del calibro di Maurizio De Paolis, presidente dell'Associazione Romana di Studi Giuridici, e di Mutina Ars Antiqua, società specializzata nella vendita (legale!) di reperti archeologici per collezionisti.
Che siano professionisti o appassionati, i visitatori che si recano in un luogo della cultura sono potenzialmente i promoter preferibili per fare promozione sui social. Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara ne ha giovato specialmente dopo l'emergenza di tre anni fa: è bastato aver chiesto e abbiamo subito ottenuto il risultato sperato.
A museo riaperto e a restrizioni abbandonate, bisognava trovare il modo per lasciarsi il Covid alle spalle e spingere il pubblico a ritornare nelle nostre sale. Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara è stato protagonista di una rinascita aspettata, grazie alla collaborazione con i più appassionati: le fotografie più stupefacenti di sempre, capaci di captare dettagli non visibili negli affreschi, furono scattate all'epoca da una visitatrice non italiana.
Un'esperienza che dura tutta una vita... Quei mesi di volontariato presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara sono stati per Eleonora promotori di nuovi progetti per il futuro, e le relazioni costruite con il Gruppo Archeologico Ferrarese hanno abbattuto il tempo resistendo agli anni. Quando l'arte si incontra con la cultura, nasce l'emozione.
Con i nostri soldi finanziamo istituzioni pubbliche che assoldano funzionari inesperti, con i nostri soldi mandiamo avanti organi ufficiali che non formano i lavoratori di cui dispongono. Così, chi dovrebbe diffondere la cultura in realtà la nega e la rende indisponibile alla popolazione. Ecco la Direzione Musei Emilia-Romagna e le sue "disavventure".
Ti ritrovi improvvisamente da solo nel museo dove lavori, tutti chiusi in casa con la paura del contagio e la primavera che noncurante inizia a sbocciare in città. Che fai? Giuseppe deve esserselo chiesto, e la risposta che si è dato ha permesso al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara di rimanere vivo nel cuore dei visitatori.
Hanno sbagliato museo, ci hanno confuso con una delle istituzioni più chiacchierate del globo... Quella foto non è stata scattata al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, bensì al Metropolitan Museum of Art di New York! Ti spiego le ragioni dell'imperdonabile scambio e ti svelo un'altra svista che qualche "social media manager" poco attento ha combinato ai nostri danni.
E mentre il Ministero della Cultura invitava gli italiani a effettuare visite a distanza nel patrimonio pubblico più noto con il "Gran virtual tour", Wikipedia incentivava i lettori a creare nuove pagine enciclopediche per valorizzare l'identità della Penisola con i suoi dialetti e luoghi sconosciuti...
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