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In questa puntata densa e articolata partiamo dall'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran per ripercorrere le radici storiche della Repubblica Islamica: dal colpo di stato CIA-MI6 del 1953 contro il governo nazionalista di Mossadegh fino alla rivoluzione islamica del 1979 — un percorso che non si capisce senza comprendere il ruolo destabilizzante dell'Occidente stesso.
Cosa analizziamo in questa puntata:
Temi trattati: Iran e storia del Medio Oriente · Strategia geopolitica cinese · Marxismo-leninismo e politica centralizzata · Economia cinese e deflazione · PIL Cina vs USA · Giappone e Taiwan · Italia e Cina · Due Sessioni 2025
Confronta anche:
- America’s allies are flocking to China (The Economist)- U.S. Has a Big Ask for China: Buy Less Oil from Russia, More From America (The Wall Street Journal)- Why Did China Set a GDP Growth Target of 4.5%-5%? (Traking People's Daily)- Perché per l'Italia la Cina è così lontana (Rassegna Cina)- Iran, la guerra vista dall'Oriente: l'intervista a Simone Pieranni e Greta Privitera (La7)
Punto Cina – La Cina, l’Egemonia e la Grammatica del Potere. Un episodio ad ampio respiro sulla storia del mondo che stiamo vivendo.
In questa puntata torniamo a ragionare sulla Cina — stavolta senza numeri né articoli da analizzare, ma a braccio, con quella libertà di pensiero che permette di collegare epoche lontane e avvenimenti vicinissimi.
Si parte da una domanda apparentemente semplice: la Cina vuole davvero rimpiazzare gli Stati Uniti come unico egemone mondiale? La risposta immediata è no. Ma attenzione — perché proprio questa risposta rischia di farci abbassare la guardia.
Per capire cosa sta succedendo oggi, ripercorriamo la lunga traiettoria dell’ordine mondiale moderno: dalla Dottrina Monroe del 1823, quando gli Stati Uniti erano tutt’altro che una grande potenza, fino all’ascesa silenziosa della Cina contemporanea. Lungo la strada si incontrano la marina britannica che davvero governava i mari, l’idealismo wilsoniano e il fallimento della Società delle Nazioni, i processi di Norimberga e la nascita del diritto internazionale, la guerra di Corea (già uno scontro diretto tra Cina e USA), il crollo dell’URSS e il breve momento unipolare americano.
Il cuore del ragionamento è questo: la Cina non segue la grammatica occidentale del potere. Non ha una vocazione missionaria come il cristianesimo, non esporta ideologia come l’Occidente liberale. Ha invece la visione del Tianxia — tutto sotto il cielo — per cui la grandezza cinese non si impone, si irradia. Non ha bisogno di volerlo: quando la Cina sarà davvero sé stessa, il mondo si organizzerà naturalmente attorno a lei. E l’architettura per quel mondo — la Via della Seta, le nuove banche di sviluppo, le istituzioni alternative — è già costruita.
Il momento decisivo? Taiwan. Quando — e se — la Cina riuscirà a reintegrare Taiwan nonostante l’opposizione americana, quello sarà il segnale che l’Asia ha un nuovo centro di gravità. E poiché l’Asia è il nuovo asse dello sviluppo mondiale, quel giorno cambierà tutto.
Un episodio per chi vuole capire il mondo senza semplificazioni — né filoamericane né filocinesi.
Punto Cina è il podcast di Alessio Longo sulla Cina e sull’ordine mondiale. Nuovi episodi quando il tempo lo permette — ma sempre con la stessa profondità.
Confronta anche:
- Stephen Kotkin on Lost in Translation: World Order & Word Order
La Cina del 2025 è un paese di contraddizioni.
Politica: Xi Jinping ha decapitato la leadership dell'Esercito Popolare di Liberazione con purghe senza precedenti, lasciando la Commissione Militare Centrale con solo due membri effettivi in un momento di crescenti tensioni su Taiwan.
PIL 2025: Pechino dichiara una crescita del 5%, ma analisti indipendenti come Rhodium Group stimano la metà - tra il 2,5% e il 3%. Gli investimenti sono crollati, i consumi sono deboli, e solo gli export tengono a galla l'economia.
Deflazione: Per oltre tre anni, i prezzi alla produzione continuano a scendere. I prezzi al consumo hanno mostrato miglioramenti fragili nel finale del 2025, ma restano sotto pressione.
Export: Il surplus commerciale ha superato 1 trilione di dollari nel 2025, contribuendo a oltre metà della crescita del PIL. Ma questa dipendenza dagli export rischia di generare reazioni protezionistiche globali.
Demografia: Con sole 7,92 milioni di nascite nel 2025 - record negativo assoluto - e 3,39 milioni di abitanti in meno, la Cina sta affrontando una crisi demografica senza precedenti. Le politiche pro-natalità non stanno funzionando.
Geopolitica: L'aggressività commerciale di Trump sta paradossalmente spingendo alleati come Canada ed Europa verso Pechino. Accordi su veicoli elettrici e prodotti agricoli stanno ricostruendo relazioni che sembravano congelate.
Su tutto questo, facciamo Il Punto.
Confronta anche:
Il "neijuan", o involuzione, porta al calo dei profitti a causa di una lotta al prezzo, che allo stesso tempo favorisce gli export cinesi. Macron dunque chiede una negoziazione che riduca il deficit commerciale europeo nei confronti della Cina. Nvidia invece si apre all'esportazione dei chip H200 verso la Cina, mentre sull'altra sponda lo scontro Cina/Giappone si indurisce.
La Groenlandia, il Venezuela, l'Ucraina, la Nato: perché non può esserci commercio senza intesa militare.
E tanti auguri a Jimmy Lai, patriota cinese.
Su tutto questo, facciamo il Punto:
Confronta anche:
- We urgently need to rebalance EU-China relations (The Financial Times)
Non è vero che la Cina sia una meritocrazia, non è vero che abbia una storia avversa al militarismo, non è vero che il sistema cinese si sia dimostrato superiore a quelli occidentali, non è vero che la Cina non voglia esportare un proprio sistema per rispetto delle diversità, non è vero che l'esercito cinese surclassi quello americano, e non è vero che gli Stati Uniti abbiano effettuato 24 "war games", in ognuno dei quali la Cina vince e gli USA perdono. Su tutto questo, facciamo il Punto.
Confronta anche:
- Spiegare la Cina all'Occidente (Rassegna Cina)
- The First Battle of the Next War: Wargaming a Chinese Invasion of Taiwan (CSIS)
Il Professor Alessandro Barbero e Massimo D'Alema, già Ministro degli Esteri e Presidente del Consiglio, hanno recentemente rilasciato dichiarazioni su una presunta consapevolezza storica della Cina rispetto al proprio passato, che semplicemente non esiste. Vediamo perché, e facciamo il Punto.
- La Cina dominerà il mondo? Dibattito Rampini - D'Alema
- Vallo a dire ai CINESI - Alessandro Barbero (Roma, 2025)
Riproponiamo sul tema una precedente puntata di Punto Cina:
- Il Partito Comunista Cinese e la storia: un rapporto conflittuale
La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha conosciuto una tregua a Busan, in seguito all’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping. Tuttavia, la maggior parte degli analisti concorda nel ritenere che il braccio di ferro sia stato, per ora, vinto da Pechino. Nel frattempo, la leadership cinese ha presentato il nuovo piano quinquennale, puntando su autarchia, innovazione tecnologica e resilienza industriale. Su tutto questo, facciamo il Punto.
Confronta anche:
- What Trade War? China’s Export Juggernaut Marches On (NY Times)
- What Trump’s ‘12’ of a summit with Xi yielded (Washington Post)
- China ‘made a real mistake’ by ‘firing shots’ on rare earths, says Scott Bessent (Financial Times)
Five Pivotal Years (Trivium China - Sinica Podcast)
Foreign Affairs Editor Daniel Kurtz-Phelan on Shifting Views of China (Sinica Podcast)
La Cina reagisce alle pressioni statunitensi imponendo nuovi controlli sull’export di terre rare, strategiche per la tecnologia avanzata. Il Regno Unito, tra esigenze economiche e alleanze geopolitiche, tenta di ridefinire i rapporti con Pechino. Il caso Nexperia, con l’obbligo di cedere asset per motivi di sicurezza, evidenzia le tensioni nel settore high-tech. Intanto, purghe interne nel Partito e l’atteso Quarto Plenum del Comitato Centrale riflettono l’intento di Xi Jinping di riaffermare il controllo politico, mentre l’economia cinese rallenta, stretta tra crisi immobiliare, debito locale e domanda interna debole. Su tutto questo, facciamo il Punto.
Confronta anche:
China Played Its Strongest Card to Get Trump’s Attention. Will it Work? (New York Times)
Carmakers gear up for chip battle after China curbs Nexperia exports (Financial Times)
Why America and China can’t escape their toxic cycle of trade talks (Economist)
La purga più grande (Rassegna Cina)
Il "Quarto Plenum" e i "nove generali" (Il Partito)
China’s economy grows at slowest pace in a year as trade war bites (Washington Post)
Gli USA hanno (ri)permesso a Nvidia di vendere ad entità cinesi i propri chips "diluiti", ma i cinesi fanno sapere di non essere più interessati (segno che Jensen Huang aveva ragione). TikTok è oggetto di un framework di accordo fra USA e Cina, all'interno della più ampia trattativa commerciale fra i due paesi, mentre in Cina continua la guerra dei prezzi degli EV. Su questo ed altro, facciamo il Punto.
Confronta anche:
Nvidia Broke Antitrust Law, China Says, as Tensions With U.S. Mount (The New York Times)
China drops Google antitrust probe during US trade talks (The Financial Times)
Trump, Bessent say U.S. and China have agreed on TikTok sale (The Washington Post)
The brutal fight to dominate Chinese carmaking (The Economist)
Si è svolto a Tianjin il summit dei paesi aderenti alla SCO, e a seguire a Pechino, in piazza Tiananmen, la parata per la commemorazione degli 80 anni dalla liberazione dal Giappone. Putin e Modi si stringono attorno a Xi a Tianjin, mentre a Pechino sugli schermi Modi viene sostituito da Kim, della Corea del Nord. Xi Jinping ne approfitta per alludere a un nuovo ordine mondiale, fondato sulla rivisitazione della seconda guerra mondiale in Asia. Su tutto questo, facciamo il Punto.
Confronta anche:
See China’s new missiles, tanks and drones as it aims to rival U.S. (Washington Post)
Xi Jinping hails ‘unstoppable’ China at landmark military parade (Financial Times)
Xi Jinping’s anti-American party (Economist)
Xi Parades Firepower to Signal That China Won’t Be Bullied Again (New York Times)
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