Attualmente l'impresa più ardua tra le discopatie che ho fatto: raccontare un disco che non mi piace, fatto da un gruppo che odio. Ma non posso negare che oggi, 30 anni fa, dopo l'uscita di Nevermind, la musica e il mondo discografico non furono più gli stessi. Un disco che, secondo le previsioni della Geffen, avrebbe dovuto vendere circa 250 mila copie, ma che nel giro di sei mesi, spazzò via Dangerous di Michael Jackson dal primo posto della classifica di Billboard, portando il grunge in tutti gli Stati Uniti, decretandone, inconsciamente, allo stesso tempo, la fine.