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La figura di Urano è avvolta da un'aura negativa. Nè potrebbe essere diversamente per un'entità divina primordiale incapace di frenare l'ossessione che lo spingeva a violentare continuamente la propria madre/moglie e a tenere imprigionati i suoi innumerevoli figli nel grembo di lei. Eppure, sebbene anche questi ultimi fossero segnati da una sostanziale negatività di fondo, a riservare una sorpresa del tutto inattesa sarebbe stato lo sperma di Urano. Proprio dal mischiarsi di esso alla spuma del mare nacque infatti Afrodite: la bellissima dea della dell'amore passionale.
[Miti greci - Episodio 19]
C'era una volta una principessa che, conosciuta per il suo rifiutare ogni pretendente si presentasse a corte, nella radura di un bosco vide un falco volare dritto dritto verso il sole. Sedotta dal suo volo, tornò nei giorni successivi ad ammirarne le ascese e le picchiate. Finchè un giorno....
[Storie - Episodio 12]
Dall'unione tra I figli di Elohim e le figlie degli uomini nacquero i Nephilim: esseri la cui enorme mole, indicata dal Libro di Enoch in 150 metri di altezza, avrebbe indotto la prima traduzione latina della Bibbia a chiamarli "gigantes". E proprio l'anomalia fisica di questi giganti, insieme al loro contribuire a diffondere sulla terra l'iniquità, ne avrebbe fatto l'emblema di uno squilibrio della creazione di Elohim ormai sul punto di essere irreversibile.
(Miti ebraici 19)
La capacità generativa di Urano, nonostante la sua castrazione da parte di Crono, non venne meno. Così, fin da subito, le gocce di sangue cadute a terra dal suo pene reciso generarono esseri terribili: le tremende Erinni, chiamate a "fare giustizia" mediante la vendetta; gli immani e mostruosi Giganti, la cui forza selvaggia faceva tremare chiunque li sentisse nominare; le battagliere Melìai, combattive ninfe dei frassini.
[Miti greci 18]
I "figli di Elohim", e dunque alcuni angeli inviati da lui sulla terra per sovrintendere al mantenimento della sua creazione, finirono con l’essere sedotti dall’avvenenza delle "figlie degli uomini" e con l’unirsi ad esse. E, a partire da questo insolito accoppiarsi, avrebbe cominciato a diffondersi sulla terra l'iniquità. La cui radice non sarebbe però stata affatto la lussuria, ma piuttosto l'idolatria.
[Miti Ebraici - Episodio 18]
La frenesia sessuale di Urano era così radicata in lui da indurlo a continuare a fecondare Gea, nonostante il terribile tranello che lei gli aveva teso. Inoltre dal pene reciso di Urano e dalle gocce di sangue cadute a terra durante la sua castrazione sarebbero nati i suoi ultimi figli: figure destinate ad incidere profondamente sul nuovo mondo che, dopo l'allontanarsi di Urano da Gea, stava prendendo forma.
[Miti Greci - Episodio 17]
Adamo ed Eva, una volta cacciati dall’Eden, avrebbero dato vita, oltre che a Caino e Abele, a numerosi altri «figli e figlie». Un antico testo apocrifo etiope ci racconta come Samael, "testa di tutti i diavoli", avrebbe insegnato ai progenitori dell'umanità come dare continuità alla propria specie. Sarebbero dunque stati gli angeli caduti a spiegare concretamente ad Adamo ed Eva, attraverso una sorta di pratica lezione di educazione sessuale ante litteram, come accoppiarsi e dar vita a figli e figli.
[Miti Ebraici - Episodio 13]
Nel vederlo per la prima volta, Crono ne fu impressionato. E come non esserlo di fronte all’immenso distendersi di Urano sulla terra? E tutti i figli di Gea, sgattaiolando fuori da quella che era stata la loro prigione, provarono la medesima sensazione. Tuttavia, dopo aver invano tentato di far pagare in qualche modo al loro padre Urano il male che aveva loro fatto, trovarono tutti, proprio nello spazio che era venuto a crearsi tra Terra e Cielo, il posto più adatto a ciascuno per dare un futuro alla sua nuova vita.
[Miti greci - Episodio 16]
Tra le mura di un'antica abbazia stava accadendo qualcosa di strano. Il nuovo vino, in fase di fermentazione, aveva stregato i monaci. Un novizio però, dubitando che dietro questa situazione ci fosse lo zampino del demonio, cominciò a pensare che la causa di tutto fosse un personaggio giunto da qualche mese al monastero e chiamato dai monaci "viandante nero". E, dopo una scoperta che lo lasciò esterrefatto, decise che non avrebbe esitato a giocarsi la vita, pur di salvare l'abbazia.
[Storie - Episodio 11]
Il futuro di Adamo ed Eva sarebbe stato certamente segnato
[Miti ebraici - Episodio 12]
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