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L'artificio retorico con cui la Santa Sede ha riconosciuto "i frutti" delle presunte apparizioni di Medjugorje, senza tuttavia pronunciarsi sull'effettività di queste ultime, è la riprova dell'abilità millenaria della Chiesa nell'usare al meglio le parole. Abilità già attestata dal Boccaccio nel Decameron nella novella che ha come protasgonistas Frate Cipolla. Ed è proprio quest'ultima che qui vi riproponiamo, raccontandola ovviamente a modo nostro.
(Diario - Episodio 2)
L’uomo e la donna, collocati da Elohim nell’Eden, potevano mangiare dei frutti di tutti gli alberi del giardino. Ma non di quelli dell’ “Albero della conoscenza del bene del male”. A far insorgere nella donna il dubbio che Elohim li stesse ingannando, fu il serpente: “la più astuta delle bestie selvatiche create da Elohim”.
[Miti ebraici – Episodio 7]
Il racconto di un mito greco secondo il quale il mondo avrebbe preso forma da un uovo d’argento deposto dalla Notte in un angolo recondito dell’abisso oscuro di Caos. E proprio dal dischiudersi di quell’uovo sarebbe apparso Eros: la forza vitale che, con la sua luce dirompente, avrebbe plasmato e reso bellissimo l’universo.
[Miti greci – Episodio 6]
Nel giardino dell'Eden c'erano due alberi assai diversi da tutti gli altri: l'albero della vita e l'albero della conoscenza del bene e del male. E proprio quest' ultimo, di cui Elohim aveva loro proibito di mangiare i frutti, avrebbe ben presto destato la curiosità di Adamo e della donna.
[Miti Ebraici - Episodio 6]
A nascere misteriosamente da Caos furono Érebo e Nyx: il primo, "doppio" oscuro del padre; la seconda, oscurità "visibile" della notte. E proprio dall'unirsi delle loro tenebre sarebbero nati Etère e Emèra: il culmine luminoso del cielo e la luce dirompente del giorno.
[Miti Greci - Episodio 5]
La storia di Giano bifronte, il dio romano che viveva sul Gianicolo e che decise di mettersi sulle tracce di un vino di cui gli avevano parlato in modo davvero entusiasta. Un vino, quello che sarebbe poi divenuto il Dolcetto di Dogliani, di cui, sulle colline tra Italia e Gallia il dio non avrebbe tardato a innamorarsi.
[Storie - Espisodio 2]
(Miti biblici - Episodio 5)
Ad un certo punto a Elohim fu chiaro quel che gli faceva apparire il mondo, pur bellissimo, ancora imperfetto. Mancava qualcuno che gli somigliasse davvero. Fu allora che decise di creare l'uomo.
(Miti ebraici - Episodio 4)
In sei giorni Elohim trasformò il cielo e la terra che aveva creato in un mondo così articolato e armonico da stupire chiunque. Non senza che però ad assalire Elohim stesso, il sesto giorno, fosse un dubbio sulla sua stessa creazione.
(Miti ebraici - Episodio 3)
Un libro della Bibbia racconta che, mentre Elohim creava il cielo e la terra, fosse circondato dai suoi figli. Il più luminoso del quali, Lucifero, ben presto avrebbe tentato di sostituirsi a Elohim stesso.
(Miti Ebraici - Episodio 2)
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