Radici in alto - in Alto Adige

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Radici in alto - in Alto Adige episodes

  • Il formaggio grigio della Valle Aurina
    In passato, quando le donne producevano questo formaggio dal latte magro inacidito, le muffe che si formavano erano grigie. Prende il nome da qui il formaggio grigio della Valle Aurina, il Graukäse. Se una volta era un formaggio dei poveri oggi è un prodotto d’eccellenza del territorio. Oggi è un presidio Slow Food. (Foto: www.fondazioneslowfood.com)
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  • Lo strudel
    E’ uno dei dolci più conosciuti, e non solo in Alto Adige. Lo si gusta soprattutto dopo una camminata nei boschi o un’escursione in montagna. I rifugi, infatti, lo offrono sempre nel loro menù. E’ lo strudel. Un dolce che unisce in sé alcuni dei prodotti più prelibati di tutta la provincia. In quello originale ci vanno rigorosamente mele e burro di produzione altoatesina. (Foto: www.prodottitipicialtoadige.com)
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  • Le erbe di Bergila
    In Alto Adige sono ormai diversi i masi e le aziende che si sono specializzate nella lavorazione delle erbe, una di queste è Bèrgila, a Falzes, in Val Pusteria. Qui si distillano soprattutto oli essenziali ricavati da conifere provenienti da zone di crescita spontanea certificata. Inoltre, si coltivano erbe aromatiche biologiche, circa 70 varietà di piante officinali. (Foto: www.plan-de-corones.com)
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  • Lo speck contadino dell'Alto Adige
    Tra le icone dell’Alto Adige c’è senza dubbio lo speck. E’ un prosciutto crudo che con la sua affumicatura leggera e la sua stagionatura all’aria aperta è conosciuto dai buongustai. Spec è un termine che deriva dall’alto tedesco e vuol dire “spesso, grasso”. Una parte dello Speck prodotto in Alto Adige prende il nome di “Bauernspeck”, speck del contadino, che si ottiene da carne di suini selezionati, allevati nei masi di 37 contadini. (Foto: www.speck.it)
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  • Il progetto "Regiograno"
    Come in molte altre regioni italiane, anche in Alto Adige, nel corso della storia, la coltivazione dei cereali era stata abbandonata, oggi si vedono soprattutto piantagioni di mele e vigneti. Grazie al progetto “Regiograno” nato nel 2011 con un finanziamento del Fondo sociale europeo, agricoltori, mugnai e panificatori hanno stretto un’alleanza per ridare vita alla coltivazione dei cereali. (Foto: scuolaambulantediagricolturasostenibile.wordpress.com)
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  • Il primo pane biologico dell’Alto Adige
    Un sapere che viene tramandato di generazione in generazione, materie prime di qualità e tanta passione: sono questi gli ingredienti che fanno di un pane un pane speciale. Al panificio biologico Profanter di Bressanone viene utilizzato grano locale, in particolare segale e farro. Mastri fornai entrambi, padre e figlio, Helmuth e Benjamin Profanter sono pionieri della panificazione biologica in Alto Adige.
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  • La pecora dagli occhiali neri
    Sono animali di colore bianco, tranne gli occhi che sono cerchiati di colore scuro. Sono le pecore dagli occhiali neri della Val di Funes, una razza ovina che rischiava l’estinzione e che, grazie al progetto "Furchetta", ora gode di buona salute. E' un presidio Slow Food.
    (Foto: sito)
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  • L'Osteria Slow Food Pitzock
    Oskar Messner è lo chef dell'osteria Pitzock, in Val di Funes, in Alto Adige. Specialità della casa è la carne ricavata dalla pecora dagli occhiali neri, presidio Slow Food. Quando viene a servire il piatto ti racconta anche la provenienza delle materie prime e così ti fa riscoprire quel filo rosso che lega la terra alla tavola. Un invito a ri-sentire l’interconnessione tra tutte le cose che fa bene al palato e all’anima.
    (Foto: sito)
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  • I canederli del Rifugio Lago Rodella
    Molti piatti della cucina alpina nascono dalla tradizione contadina. Una volta si riutilizzavano gli avanzi di pane e così sono nate diverse ricette, tra cui i canederli. Al Rifugio Lago Rodella, nel Comune di Velturno, in Alto Adige, ogni giovedi, vengono servite ben 10 varietà diverse, a base di speck, formaggio, erbette, o nella versione dolce, con albicocche, prugne o al cirmolo.
    Foto: pagina FB
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  • Malga Fojedöra
    Fojedöra, anche detta la „malga dei colli alti“, è situata a oltre 2100 metri di altitudine nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies. Qui in estate pascolano mucche, capre, pecore, cavalli e asini. La malga viene gestita da cinque giovani amanti della montagna, che condividono la grande passione per questo stile di vita. Qui si possono degustare formaggi, pane, e diversi piatti preparati con ingredienti locali, prodotti nel rispetto della natura.
    (Foto: sito)
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La montagna raccontata attraverso un'escursione, lungo prati fioriti, torrenti, cascate, fino in cima, dove lo sguardo si perde e rimane stupefatto. E poi esperienze di immersione nella natura, nel bosco, per farci stare bene dentro e fuori. Scoprire luoghi con una storia ancora viva, gustare cibi dal sapore intenso, imbattersi in persone che in montagna hanno scelto di starci e che nei loro prodotti mettono tutta la loro passione. Una montagna che ha molto da dirci e da farci vivere.