Un silenzio colpevole avvolge il più giovane Stato del mondo. Ha passato metà della sua esistenza combattendo una guerra civile. In Sud Sudan, diventato indipendente il 9 luglio 2011, si combatte dal 16 dicembre 2013. Un milione e mezzo di sfollati interni, mezzo milione di persone fuggite negli Stati confinanti, 3,8 milioni di persone che non hanno cibo sufficiente, decine di migliaia i morti. "Non chiamatelo conflitto etnico", ci dice Elisabetta D'Agostino del comitato di Collaborazione Medica (Ccm), ong torinse presente nel Paese dal 1983. "E' una lotta per il potere e per il petrolio, e la comunità internazionale non è esente da responsabilità". A cura di Paola Mirenda.