Omicidio di polizia, questa volta a Bologna dove Abderrahim Fakir, 42 anni, domenica 19 luglio, è morto durante un fermo nel quartiere popolare del Pilastro.
Come documenta il drammatico video diffuso nel primo pomeriggio si vedono due agenti costringere Fakir a terra, a faccia in giù, con le mani bloccate dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo mentre l’uomo immobilizzato gridava: “Aiuto, basta, basta”. Un terzo uomo, probabilmente un residente, aiuta gli agenti trattenendogli le caviglie, attorno alla scena sono presenti anche due soccorritori, che non intervengono. Dopo alcuni minuti Fakir smette di dimenarsi, perde conoscenza e, poco dopo, muore.
Fakir viveva una situazione di forte disagio psicologico: temeva che le nuove norme sull’immigrazione potessero colpirlo e di essere deportato dopo 35 anni trascorsi in Italia. Lo racconta ai nostri microfoni l’avvocata Barbara Spinelli, che lo aveva seguito nelle pratiche relative al permesso di soggiorno. Ascolta o scarica.
La sorella di Fakir denuncia: ‘Lo hanno ammazzato, voglio giustizia’ e ieri sera una prima manifestazione si è tenuta in quartiere proprio per chiedere che questo omicidio non rimanga impunito.
Dal quartiere Pilastro abbiamo raggiunto Laura, del Comitato Popolare Pilastro. Ascolta o scarica. Presente alla manifestazione anche il Coordinamento Donne Migranti di Bologna. Sentiamo Paola Rudan Ascolta o scarica
Sul piano giudiziario, la Questura di Bologna afferma di aver consegnato alla Procura le immagini registrate dalle bodycam degli agenti intervenuti. La Procura di Bologna ha iscritto nel registro degli indagati sei persone: due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e quattro operatori del 118. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, in vista degli ulteriori accertamenti investigativi. Non risultano invece indagati gli altri cittadini presenti sulla scena e visibili nel video girato da un residente.
Sul fronte politico, il governo guidato da Fratelli d’Italia sostiene che “l’intervento delle forze dell’ordine è stato adeguato”, mentre le opposizioni del Campo largo chiedono che venga fatta piena luce sull’accaduto e sollecitano un accertamento delle responsabilità.
Per questa sera, a partire dalle 22, il Si Cobas ha proclamato uno sciopero all’Interporto di Bologna in memoria di Fakir, che era titolare di un’impresa di facchinaggio attiva proprio nel settore della logistica. “Come a Genova venticinque anni fa e negli Stati Uniti di questi tempi, gli sbirri, senza alcuna pietà, hanno ammazzato Fakir Abderrahim, un nostro ex iscritto” scrive il sindacato nel comunicato con cui invita alla mobilitazione.
Federico della nostra redazione Emilia Romagna rocostruisce la vicenda e ci parla delle iniziative di questa sera Ascolta o scarica
Intanto stasera nuovo presidio in piazza Nettuno dalle 19 alle 20, lanciato ieri con un appello del sindaco Matteo Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir, sarà un momento di raccoglimento e partecipazione, senza interventi politici e senza un palco. Lo specifica il Comune di Bologna. Comitati e movimenti chiedono che in piazza possano parlare i famigliari della vittima. Sul luogo dell’omicidio è stato deposto un mazzo di fiori appoggiato ai piedi di uno striscione con la scritta “Verità e giustizia per Fakir. Lo Stato uccide”. È questa l’immagine che accoglie chi arriva all’angolo tra via Alfredo Bandini e via Italo Svevo, al Pilastro, davanti ai garage dove ieri pomeriggio è morto il 42enne Abderrahim Fakir durante un intervento della polizia.
Manifestazioni sono in programma anche a Torino e Roma. A Torino appuntamento alle 18 in Piazza Castello per un presidio e alle 19 in Barriera Milano per una fiaccolata. Ll’associazione Mediterranea Saving Humans lancia invece un presidio di fronte al Teatro dell’Opera a Roma per oggi 20 Luglio alle ore 19. La Rete degli Studenti Medi del Lazio insieme all’Unione degli Universitari di Roma hanno aderito al presidio lanciato dall’Ong, per chiedere “che venga fatta chiarezza su quanto accaduto e che venga fatta giustizia al migrante ucciso da due poliziotti”. Martedi 21 presidio a Milano , ore 18 davanti alla Prefettura.
Sull’appuntamento di Torino sentiamo Daniele del Si Cobas Ascolta o scarica
Questo caso richiama, tra i tanti, soprattutto il caso di Riccardo Magherini, il giovane ex calciatore morto a Firenze nel marzo 2014 durante un intervento dei carabinieri mentre era immobilizzato in posizione prona. Su quel caso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che vi è stata una violazione del diritto alla vita sancito dall’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, condannando l’Italia.
Le considerazioni di Antonella Bundu ex candidata di Toscana Rossa alle elezioni regionali Ascolta o scarica
Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata. A realizzare il servizio era stato inviato un redattore esperto della redazione di Bologna. Il montaggio mostrava le immagini e la voce dell’uomo immobilizzato e colpito dagli agenti mentre chiedeva ripetutamente aiuto, immagini che da ore circolavano sul web e sulle principali testate e che oggi sono l’apertura di tutti i principali quotidiani. Come di consueto, il collega ha inviato il servizio in visione al responsabile di line di turno che gli ha chiesto – su indicazione della direzione – di rimuovere parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l’espressione “intervento violento”. Una modifica non condivisa dal redattore, che ha chiarito di voler ritirare la firma come previsto dal contratto.
Il comitato di redazione del TG Emilia Romagna parla di censura. Sentiamo Giulia Bondi del Cdr Emilia Romagna Ascolta o scarica