Clima rovente – metaforicamente – nelle aule parlamentari, anche se ben climatizzate. Ieri, martedì, oltre 30 franchi tiratori della maggioranza hanno affossato l’emendamento sulle preferenze presentato da Meloni e FdI, senza gli alleati di Fi e Lega, anche se questi ieri mattina avevano annunciato – in teoria – il proprio via libera.
La modifica proposta dalla premier Meloni in persona non ha retto allo scrutinio segreto della Camera. L’emendamento è stato bocciato per un voto: 188 a 187. Voto a sostegno delle preferenze dei vannacciani e di Italia Viva, che potrebbero aumentare il numero dei franchi tiratori nella maggioranza. Esultano le opposizioni che chiedono le dimissioni dell’esecutivo.
L’intervista ad Augusto Illuminati, redattore di Dinamo Press, già docente di Storia della filosofia all’Università di Urbino. Ascolta o scarica
Continua anche oggi, mercoledì, il caos maggioranza attorno alla legge elettorale, dopo che ieri il governo Meloni è andato sotto per l’emendamento che riguardava le preferenze.
Oggi l’Aula della Camera ha bocciato anche l’emendamento dei vannacciani sulle preferenze per cui il relatore di Fdi si era rimesso all’Aula. I contrari sono stati 233, ma ci sono stati 139 sì, molti probabilmente di Fratelli d’Italia mentre Forza Italia era schierata per il no.
I deputati di Futuro Nazionale hanno urlato ‘vergogna’ esponendo in Aula cartelli con su scritto ‘Partiti padroni? No! Cittadini sovrani’. Le opposizioni chiedono una riunione dei capigruppo: “Il governo è in crisi, c’è nuova alleanza FdI-Futuro Nazionale di Vannacci”, fanno sapere dal campo largo. Sui movimenti interni alla destra di governo Michele Gambirasi, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica
Sulla gestione del voto da parte dell’opposizione, e sui possibili orizzonti che apre questa sconfitta della maggioranza, abbiamo parlato con Andrea Carugati, giornalista de Il Manifesto Ascolta o scarica