Prosegue l’offensiva su larga scala delle milizie del cosiddetto governo di transizione siriano contro i territori della rivoluzione confederale della Siria del nord-est (Rojava). Nonostante l’annuncio, nei giorni scorsi, del prolungamento del cessate il fuoco, annunciato da Damasco e confermato dalla forze di autodifesa del confederalismo democratico (Sdf/Ypg/Ypj), le milizie jihadiste di Al Jolani (Al Sharaa) continuano a tentare l’avanzata verso la città di Kobane, simbolo della resistenza a Daesh undici anni fa.
Oggi, 26 gennaio 2026, ricorre infatti l’undicesimo anniversario della liberazione della città, in questi giorni di nuovo sotto un pesante assedio, con il governo di Damasco che ha tagliato acqua, corrente elettrica e internet alla popolazione civile.
Stamattina, 26 gennaio, l’Ufficio stampa delle Forze Democratiche Siriane ha dichiarato: “fazioni affiliate a Damasco hanno lanciato intensi attacchi da più direzioni contro le località di Kharab Ashk e Chalabiya, a sud-est della città di Kobane, in concomitanza con pesanti bombardamenti di artiglieria che hanno preso di mira quartieri residenziali e le aree circostanti. A seguito di questi attacchi, sono scoppiati violenti scontri tra le nostre forze e le fazioni assalitrici. Le nostre forze continuano, fino a questo momento, a respingere l’offensiva. Questi attacchi costituiscono una chiara ed esplicita violazione dell’accordo di cessate il fuoco e avvengono già al secondo giorno dalla sua entrata in vigore, confermando il mancato rispetto da parte di Damasco dei propri impegni e la prosecuzione di una politica di escalation militare e di destabilizzazione della regione. Le nostre forze stanno esercitando il loro legittimo diritto all’autodifesa. Riteniamo Damasco responsabile delle violazioni e delle conseguenze umanitarie che ne derivano”.
“Le aree curde in Siria sono una linea rossa e combatteremo per difenderle fino all’ultimo combattente”, ha dichiarato ieri sera, 25 gennaio, il comandante delle Forze siriane democratiche Mazloum Abdi, ribadendo al contempo la propria disponibilità al dialogo per una soluzione politica. “Qualsiasi violazione dell’accordo di cessate il fuoco – avverte però Abdi – sarà affrontata con una resistenza dieci volte più forte di quella del 2014“.
In occasione dell’undicesimo anniversario della liberazione di Kobane, il Comando generale delle Ypg (Unità di protezione del popolo della Siria del nord-est) ha rilasciato un comunicato in cui afferma: “nell’undicesimo anniversario dell’espulsione dell’organizzazione terroristica ISIS dalla regione e della vittoria della resistenza di Kobanê, oggi attraversiamo una fase di importanza storica che riguarda non solo Kobanê, ma anche i popoli della regione e l’intera umanità. Questo anniversario non è stato solo una vittoria militare; è stato anche una rivoluzione di volontà e un grido di vita contro un progetto di morte e oscurità“.
Oggi, l’esperienza del confederalismo democratico è a rischio. “Il Confederalismo democratico è il tentativo di creare democrazia oltre lo Stato, in un’area in cui Stato significa violenza e prevaricazione. Ecco perché voglionio cancellare l’esperimento curdo”, sostiene su Radio Onda d’Urto Anna Irma Battino, giornalista free lance e autrice di un articolo dal titolo “L’ordine mondiale non tollera Kobane” pubblicato su Jacobin Italia. Ascolta o scarica
Nel frattempo, sabato 24 gennaio 2026 è partita anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est. Domenica 25 gennaio è arrivata a Belgrado. L’iniziativa – alla quale partecipano con mezzi propri internazionalisti/e e curdi/e provenienti da tutta Europa – intende raggiungere via terra l’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est, sotto attacco totale da parte delle milizie jihadiste del governo di Damasco. L’obiettivo è sostenere la Resistenza dei popoli del confederalismo democratico, sotto un duro assedio da settimane, e fare pressione su governi e istituzioni internazionali, finora del tutto silenti davanti ai massacri e alle atrocità compiute in queste settimane dalle bande jihadiste che compongono l’esercito del governo di transizione di Al Jolani/Al Sharaa.
Da Belgrado l’aggiornamento con Lucia compagna italiana partita da Colonia in Germania Ascolta o scarica
Il viaggio della Carovana è accompagnato da una mobilitazione crescente. Decine le manifestazioni che si sono tenute nel fine settimana, in Italia e in Europa. Oggi pomeriggio, lunedì 26 gennaio, a Milano, è previsto un presidio dalle 17.00 in Corso Sempione sotto la sede Rai. Alle 18.30, il presidio diventerà un corteo.