Sabato 24 gennaio 2026, diverse centinaia di persone hanno sfilato in corteo per le vie del centro di Brescia, con la campagna Rise Up For Rojava, per difendere la rivoluzione confederale della Siria del nord-est e a fianco della resistenza dei popoli del Rojava, da settimane sotto attacco e assedio da parte delle milizie jihadiste del cosiddetto “governo di transizione” di Damasco.
La diretta della mobilitazione:
Ore 17,45: La corrispondenza finale con Marco della redazione. Ascolta o scarica
Ore 17,40: L’intervento di Dino Greco di Rifondazione Comunista. Ascolta o scarica
Ore 17,30: L’intervento di Matilde Zanardelli del Collettivo Onda Studentesca. Ascolta o scarica
Ore 17,15: L’intervento di Gabriele Bernardi, del centro sociale Magazzino 47. Ascolta o scarica
Ore 16,45: L’intervento di Cinzia Ravanello, del centro sociale Magazzino 47. Ascolta o scarica
Ore 16,30: L’intervento di Michele Borra, del centro sociale Magazzino 47. Ascolta o scarica
Ore 15,45: L’intervento di Giuseppe Pizzichillo del centro sociale Magazzino 47. Ascolta o scarica
Ore 16: Il primo collegamento con Daniele della redazione. Il presidio parte in corteo con circa 500 persone verso il quartiere del Carmine. Ascolta o scarica
Sabato 24 gennaio a Brescia la rete Rise Up For Rojava chiama una manifestazione a sostegno della rivoluzione confederale della Siria del Nord e dell’Est, sotto attacco militare diretto da parte delle bande jihadiste di Al Jolani, autoproclamatosi presidente (a interim) della Siria, grazie all’esplicito sostegno di Turchia, Usa, Nato, Ue, Israele e regimi arabi regionali.
La decisione arriva dopo l’assemblea pubblica di mercoledì 21 gennaio, partecipata da diverse decine di persone, al Csa Magazzino 47. Tra i presenti anche numerosi esponenti della comunità curda bresciana.
La manifestazione in solidarietà al movimento di liberazione curdo e al confederalismo democratico si terrà sabato 24 gennaio, ore 15.30, in largo Formentone (l’ex piazza Rovetta) a Brescia.
Su Radio Onda d’Urto Giuseppe Pizzichillo, compagno del csa Magazzino 47 e della rete Rise Up For Rojava. Ascolta o scarica
Sempre su Radio Onda d’Urto è intervenuto anche Dino Greco, di Rifondazione Comunista. Ascolta o scarica.
Dalla rete Rise Up 4 Rojava Brescia:
“KOBANE CALLING: RISE UP 4 ROJAVA!
Sabato 24 gennaio 2026 ore 15.30 Largo Formentone – Brescia.
CON LA RESISTENZA, CONTRO LE GUERRE E I GENOCIDI DEL CAPITALISMO, PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI.
Il confederalismo democratico in Siria è sotto attacco, scendiamo in piazza per difendere la rivoluzione!
L’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est, l’autogoverno del Rojava, e il popolo curdo sono sotto attacco su tutti i fronti.
Nel silenzio complice della comunità internazionale le milizie salafite dell’attuale regime siriano assediano Kobane – la città simbolo della resistenza contro Daesh – liberano miliziani jihadisti dalle prigioni, massacrano, uccidono e torturano i civili, rapiscono le donne per ridurle in schiavitù.
Il cosiddetto governo di transizione di Al Jolani (Al Sharaa) è comandato dalla Turchia e sostenuto dagli Stati Uniti, dall’Ue e da Israele. Le potenze capitaliste, globali e regionali, hanno raggiunto un accordo per la spartizione della Siria e hanno dato il via libera a Damasco per cercare di cancellare l’autogoverno del Rojava fondato sulla democrazia diretta delle comuni, l’autonomia delle donne, l’ecologia sociale, l’autodeterminazione e la convivenza pacifica tra i popoli.
La minaccia esistenziale che incombe sul confederalismo democratico è parte della ristrutturazione globale del sistema capitalista attraverso la nuova fase di imperialismo aggressivo in corso. L’Amministrazione autonoma del Rojava rappresenta un’alternativa allo sfruttamento e alla distruzione imposte dal capitalismo a lavoratori e lavoratrici, oppresse e oppressi, allo stato-nazione, ai nazionalismi e alle divisioni settarie della nostra epoca, che devastano e opprimono il Medio oriente e il mondo. In un mondo in fiamme, la rivoluzione confederale resiste da 15 anni al baratro nel quale ci vuole trascinare la barbarie capitalista.
La dobbiamo difendere. Difenderla significa continuare a lottare insieme contro le guerre e i genocidi del capitalismo, per l’autodeterminazione dei popoli e la resistenza degli oppressi dalla Siria e dal Kurdistan alla Palestina, dall’Iran all’Europa e a tutto il mondo”.