La Global Sumud Flotilla prosegue nella sua navigazione verso Gaza e mancano circa 400 miglia all’ingresso nelle acque palestinesi. Lo scopo della missione è quello di rompere il blocco illegale di Israele, aprire un corridoio umanitario e favorire l’ingresso permanente di aiuti per la popolazione di Gaza.
Nel corso del viaggio la flottiglia ha già subito due attacchi da parte di droni che hanno causato danni ad alcune barche. Lo scopo intimidatorio di Israele non ha però avuto l’effetto sperato e il viaggio prosegue con ancora maggiore determinazione verso le acque palestinesi in direzione Gaza.
A sostenere gli equipaggi sulle barche ci sono centinaia di migliaia di persone a terra. La solidarietà nei confronti del popolo palestinese ha portato in tutta Italia a mobilitazioni, scioperi, eventi di ampia risonanza con cui si è chiesto a gran voce al governo italiano di mettere in atto tutte le azioni necessarie per fermare il genocidio e l’occupazione militare in atto.
La grande partecipazione allo sciopero del 22 settembre è stata la chiara dimostrazione che in Italia tutti gli occhi sono puntati su Gaza e sulla missione umanitaria della GSF. Ed è questa la grande forza della flottiglia: GMTG Italia è consapevole che la principale fonte di protezione delle barche sono le piazze, a fronte di un governo completamente assente nei suoi doveri istituzionali di tutela di cittadini che navigano pacificamente in acque internazionali. L’equipaggio di terra, fin dal giorno della partenza, ha lanciato un messaggio chiaro accogliendo l’appello dei portuali: “Se toccano la GSF blocchiamo tutto”. E il messaggio viene nuovamente ribadito oggi con le barche giunte a poche miglia dalla destinazione, dove è altissima la possibilità di subire ancora attacchi da parte di Israele.
L’incontro interlocutorio tenutosi nella giornata di domenica 28 settembre tra una delegazione di GMTG Italia e il ministro Crosetto non ha avuto altro risultato se non quello di rimarcare l’assenza di una precisa volontà del governo nel fare quanto in proprio potere per garantire sicurezza e protezione ad una flottiglia che naviga pacificamente. Ancora una volta il ministro ha mostrato il palese asservimento del governo ad Israele, uno stato che nelle sue azioni criminali si pone impunemente al di sopra delle leggi e del diritto internazionale. Di contro Crosetto ha rivolto alla GSF accuse di “irresponsabilità” nel navigare disarmata verso le acque palestinesi per portare aiuti umanitari a Gaza. Il governo italiano ha il dovere di rispettare e far rispettare ad Israele il diritto internazionale, compiendo azioni per interrompere il genocidio e non continuare ad alimentarlo, di proteggere gli equipaggi e consentire alla missione di proseguire, attuando piuttosto sanzioni, embargo militare e l’interruzione di ogni relazione diplomatica.
GMTG Italia rimane sulle proprie posizioni e ribadisce che gli incontri istituzionali si sono tenuti nell’interesse dell’intera flottiglia e non solo dei cittadini italiani. L’obiettivo della missione è sempre Gaza e ogni azione portata avanti, sia in mare che a terra, ha come fine ultimo la pressione sui governi per fermare Israele e porre fine al genocidio in corso. E se ci saranno ulteriori aggressioni alle barche, di qualsiasi entità, allora tutta la popolazione scenderà di nuovo in piazza con scioperi e mobilitazioni. Esprimiamo solidarietà e complicità con chi sta subendo la repressione dello Stato a seguito dello sciopero di lunedì 22. Non ci fermeranno. Non ci fermeremo. Palestina libera, tutti liberi e tutte libere.
Aggiornamento delle 13.00 di martedi 30 settembre
Contro il genocidio la Flotilla resta in mare, a 230 miglia da Gaza, al largo di Alessandria d’Egitto. La carovana di 44 imbarcazioni, con 530 persone da oltre una quarantina di nazionalità a bordo, è in acque internazionali, all’altezza di Alessandria d’Egitto. Per stasera è previsto l’ingresso nelle acque internazionali ma occupate in maniera illegale dalla marina di Tel Aviv, che oggi sostiene di avere trovato – nella Gaza devastata dai raid – documenti che “collegherebbero” economicamente la Flotilla…ad Hamas.
La corrispondenza da Creta con il comandante della Zefiro nostro collaboratore e conduttore della trasmissione “Scuola Resistente” Ascolta o scarica