In Palestina l’esercito occupante israeliano ha completato lo schieramento di migliaia di soldati, con centinaia di carri armati, mezzi corazzati e bulldozer lungo il lato nord della Striscia di Gaza per la manovra imminente che punta a conquistare, in maniera indefinita e via terra, Gaza City, città palestinese da un milione di persone.
La manovra genocidiaria, denominata dal governo fascista di Netanyahu e dei coloni, è stata chiamata ‘Carri di Gedeone 2’. Tel Aviv stima un massacro che durerà tra i 3 e i 4 mesi, dato che – e nonostante due anni di massacri indiscriminati – le diverse forze della Resistenza palestinese restano radicate dentro il territorio.
Il tutto mentre prosegue, quotidiano e incessante, lo stillicidio di bombardamenti via cielo per radere completamente al suolo la città: nelle ultime 24 ore, almeno 4 gli edifici a più piani distrutti, provocando vittime anche tra le tende realizzate con materiali di fortuna al suolo.
Nella sola giornata di domenica 14 settembre, sono almeno una sessantina le vittime palestinesi per mano del genocidio israeliano, con 16 edifici rasi al suolo. Almeno 35 delle vittime di domenica sono state uccise a Gaza City, dove i raid incessanti hanno costretto 300mila persone alla fuga verso sud, dove già sono assiepate centinaia e centinaia di migliaia di persone, senza aiuti, sostegno e supporto di alcun genere. Oggi, lunedì 15 settembre, le vittime accertate sono altre 28, dall’alba a mezzogiornO.
Su Radio Onda d’Urto l’analisi di Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri e corrispondente da Gerusalemme del quotidiano “Il Manifesto”, oltre che nostro collaboratore. Ascolta o scarica
Sul fronte internazionale, intanto, in vista del voto all’Assemblea generale dell’Onu sulla creazione di uno Stato di Palestina, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha voluto chiarire ancora una volta da che parte si schiera Washington…arrivando in Israele. Rubio e Netanyahu si sono fatti fotografare assieme al “Muro del Pianto” di Gerusalemme. “La visita di Rubio è una testimonianza della solidità e della forza dell’alleanza israelo-americana, resistente e forte come le pietre del Muro Occidentale che abbiamo appena toccato. Grazie, Marco”, ha gongolato Netanyahu, mentre Rubio non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti. Incontrando diversi esponenti della leadership sionista, Rubio – su mandato di Trump ha fatto capire che la Casa Bianca non si oppone alle annessioni israeliane, anche della Cisgiordania occupata.
Proprio nella Cisgiordania Occupata, ondata di raid all’alba; sigillati, con tanto di cancello di ferro, ingressi e uscite di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, assaltando Deir Dibwan, Tubas, Nablus, al-Bireh, Birzeit e Al-Ram. Qui l’esercito occupante ha sparato contro decine di persone che cercavano di raggiungere il posto di lavoro, provando a superare il muro dell’apartheid, con un lavoratore ammazzato e diversi feriti lunedì 15 settembre l’esercito occupante israeliano ha chiuso l’ingresso alla città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, e ha preso d’assalto la città di Deir Dibwan, a est. L’esercito di occupazione ha chiuso i cancelli di ferro all’ingresso principale della città di Turmus Ayya, ostacolando la circolazione di migliaia di cittadini palestinesi.
Infine, il lato della solidarietà popolare: a Madrid, bloccata la tappa finale della Vuelta (clicca qui per il nostro approfondimento ad hoc dalla Spagna), mentre da Siro, in Grecia, sono partite le imbarcazioni elleniche della Global Sumud Flotilla. Obiettivo delle prossime ore: riunirsi, in mare aperto, con le barche partite da Barcellona, Tunisi, e dalla Sicilia, a cui oggi si è rivolto così il ministro degli esteri, Tajani; “viaggiano a loro rischio e pericolo”.
La corrispondenza con Stefano Bertoldi, skipper, attivista della Global Sumud Flotilla e nostro collaboratore, con la trasmissione del sabato pomeriggio, Scuola Resistente. Ascolta o scarica