L’articolo di spalla pubblicato su la Repubblica di venerdì 19 giugno, di Elena Stancanelli nota scrittrice e sceneggiatrice, ospite a Radio Onda d’Urto, rappresenta l’unica voce fuori dal coro rispetto a tutti i “pareri esperti” che il quotidiano ha chiesto, rispetto ad ogni traccia della prova di italiano agli esami di maturità. Siamo ancora nel pieno dell’iter valutativo ma invece di commentare la presenza o meno dei ventilatori o dei condizionatori nelle aule, con Elena Stancanelli, vogliamo soffermarci in questa puntata speciale di Scuola Resistente sul filone culturale prevalente che avvolge (e lui sì soffocante!) proprio l’ex-esame di maturità 2026, oggi Esame di Stato.
In realtà, a ben vedere, cioè andando oltre i buoni principi sul piano teorico, impliciti in ogni traccia e la realtà dei fatti sociali e culturali di oggi, emergono conservatorismo, e qualunquismo: insomma, un po’ una fiera dei luoghi comuni. Non a caso la traccia che partiva da uno spunto poetico di Cesare Pavese ha ricevuto solo il 5,3% delle scelte degli studenti e delle studentesse: in un periodo storico di recrudescenza del patriarcato, dell’aumento del divario socio-economico tra uomo e donna nel mercato del lavoro, di recrudescenza della violenza contro la donna e dei femminicidi, porre sul piano dell’accettazione, fredda e razionale, di un amore non corrisposto da una donna nei confronti di un intellettuale bruttino ed affettivamente problematico, non vuol dire certamente essere in sintonia con i tempi che viviamo.
Partendo dall’esperienza personale, maturata anche attraverso il progetto dell’associazione “Piccoli Maestri” per la riscoperta della lettura, Elena Stancanelli ci parla di un “distacco totale tra il mondo degli adulti e quello adolescenziale e post-adolescenziale: senza nulla togliere alle numerose e singole individualità, alle prese con bassi stipendi e bassa considerazione sociale, anche i docenti faticano a capirci qualcosa. Ma il divario ancora più profondo e drammatico – aggiunge Stancanelli – lo si ha rispetto ai decisori pubblici che poi deliberano, appunto, anche sulla scuola”. Nel suo ultimo libro la scrittrice affronta la riconfigurazione relazionale ed affettiva della coppia, anzi “oltre” la coppia ma dal punto di vista della donna, alla luce della fine di un amore.
La coppia non è il solo mondo possibile di espressione dell’affettività e la rete relazionale, portatrice di altre forme di affettività altrettanto legittime, possono invece essere prese in considerazione. Abbiamo quindi commentato con Elena Stancanelli la recente legge sponsorizzata da Valditara sul consenso informato dei genitori con figli alle scuole superiori e, ancora più assurdo, il divieto nelle scuole primarie e dell’ infanzia, rispetto a tutto ciò che riguarda la progettualità intorno alla cosiddetta “educazione sessuo-affettiva”.
Non possiamo sapere quanti sono stati gli studenti che nei loro svolgimenti, scegliendo la traccia maggiormente seguita, il brano di Mario Calabresi, tratto da “Alzarsi all’alba”, abbiano svolto una digressione sui pericoli dell’intelligenza artificiale ma tant’è, con Elena Stancanelli, abbiamo affrontato, sotto diversi punti di vista, i rischi concreti per tutti noi, partendo dal presupposto che chi governa il processo è rappresentato da pochi straricchi appoggiati da una classe dirigente vecchia e completamente distaccata dal mondo sociale concreto e priva di ogni possibile capacità di lettura dello stesso. Ascolta o scarica