L’ex centro vaccinale di viale Brenta 41, a Milano, è stato occupato nella mattinata di sabato 26 aprile.
All’interno dello stabile – sito tra Corvetto e il retro dello scalo di Porta Romana – una quarantina di lavoratori e lavoratrici migranti che, nonostante un lavoro e un reddito, non riescono a trovare un alloggio nella megalopoli del lusso e degli eventi.
Con loro, a rivendicare la necessità dell’occupazione per affermare il proprio diritto alla casa e a condizioni di vita dignitose, la Rete solidale Ci Siamo che, con il supporto di altre realtà di movimento milanesi, ha chiamato nel pomeriggio dello stesso giorno un’assemblea pubblica sul posto. Un’assemblea che, già nel comunicato scritto per convocarla, ben esplicitava i motivi dell’azione:
Rifiutiamo il processo di espulsione dalla città delle classi oppresse. L’occupazione serve quindi a esplicitare la necessità di avere un alloggio sicuro e dignitoso per tutte e tutti.Rifiutiamo il sistema d’accoglienza che lascia in condizioni precarie e disumanizzanti le persone: emancipazione significa liberarsi dai ruoli imposti dal capitale; sia che questi siano di genere o di classe, dagli innumerevoli ricatti imposti da un sistema che ci divide in base al tipo di documento o contratto lavorativo.L’occupazione è il luogo di incontro e organizzazione tra le persone per l’avanzamento delle lotte.Per contribuire all’organizzazione di un fronte contro guerra, imperialismo e razzismo di stato, in appoggio alla resistenza palestinese.Di fronte ai decreti repressivi crediamo che lottare sia possibile e doveroso, difendendo quelle pratiche di lotta che da sempre appartengono alla storia dei movimenti e che hanno dimostrato la loro incisività.Oggi i lavoratori e lavoratrici immigrate, gli studenti e le studentesse, i solidali a questa lotta vogliono lanciare un messaggio a tutta la classe sfruttata , a tutt/e quelli/e che faticano e soffrono davanti al sempre maggiore impoverimento e a cui viene impedita la possibilità di parola. Di fronte a noi c’è un mondo che va conquistato!Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il racconto e l’analisi di Federico della Rete solidale Ci siamo Ascolta o scarica