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Indispensa vuole essere un contenitore di musica indipendente da godere collettivamente, un luogo fisico e nell’etere dove producers, performers e djs possano trovare uno spazio di espressione e condivisione sottratto alla logica dell’industria musicale. Ma anche di riflessione sulla propria musica, sui contesti di fruizione che frequentano e sulla società in cui vivono. Gli ingredienti che tiene in serbo sono chiacchiere, ascolto collettivo, live e djset. La partecipazione attiva di tutt* l* partecipant* è caldamente consigliata! Equohm ricerca, miscela e produce musica dal 2010. Esplora in particolare sonorità vicine alla bass music, breakbeat, downtempo, dub, fourth world, folk, sperimentale, nelle loro più disparate ibridazioni. Fonda SINCE Crew nel 2012, un progetto che porta avanti con Orree: insieme organizzano una serie di eventi musicali e hanno curato uno show mensile su Noods Radio dal 2017 al 2023. Nel 2023 vengono pubblicati i suoI EP su GRAFT Label "GRAFT02" e su Riforma "Tango Lento". BDC è un gruppo che vorrebbe essere solo romano, ma che contiene anche un po' di provincia di Bologna e Milano. Unisce sonorità tekno al rap queer. BDC perché un po’ Boys don’t cry, un po’ perché sono una banda di cagne, un po’ perché non lo sanno manco loro.
TUTTA SCENA CINEMA
giovedì 16 aprile 2026 ore 14
ospiti:
● il regista Cristiano Regina presenta il suo documentario A TU LADO (Ita/Esp/Cub, 2025)
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segnalazioni:
● il regista Massimiliano Camaiti presenta il documentario AGNUS DEI (Ita, 2025)
● il regista Lorenzo Lepori presenta il suo film KOPIS (Ita, 2025)
● il regista Saverio Smeriglio presenta il suo film LO CHIAMAVA ROCK & ROLL (Italia, 2026)
● il regista Lorenzo Sibiriu documentario ÌSULAS DE S'ÌSULA (Ita, 2025)
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suggerimenti sui film in SALA a Roma e provincia:
● A Cena con il dittatore
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Tutta Scena / Visionari e il Cinema a ROR
Diari di Cineclub n°60, aprile 2018, pgg.59-60
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TUTTA SCENA CINEMA
trasmissione settimanale di cinema, il giovedì ore 14, sigla musicale: David Schacherl
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l'Archivio completto TuttaScenaCinema e Visionari:
2026 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenacinema/2026/01/archivio-tutta-scena-cinema-2026
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buon ascolto!
Il 17 aprile, giornata dei prigionieri palestinesi, rappresenta un momento fondamentale di denuncia e mobilitazione. In questa data ricordiamo gli oltre 10mila palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, molti dei quali senza accuse né processo, sottoposti alla detenzione amministrativa. E' proprio in questo contesto che si inserisce un ulteriore, gravissimo passaggio: l'approvazione della pena di morte per i palestinesi. Questa decisione non rappresenta una rottura, ma l'ennesima conferma di ciò che Israele è e persegue, e un'ulteriore escalation del piano genocidiario di israele. Non cade una maschera, ma viene ribadita una verità già evidente: quella di uno Stato che si presenta come "l'unica democrazia del Medio Oriente" mentre costruisce un sistema fondato sulla negazione dei diritti fondamentali e sull'eliminazione di un popolo. L'approvazione della pena di morte mette nero su bianco ciò che da sempre viene praticato: Israele sta istituzionalizzando la morte del popolo palestinese. Quella che per anni è stata violenza sistematica attraverso uccisioni, torture, negligenza medica nelle carceri, incursioni militari diventa oggi norma dichiarata, riconosciuta e legittimata. In questo quadro, la Palestina non è solo un territorio occupato, ma un vero e proprio laboratorio, in cui si sperimentano sulla pelle del popolo palestinese sistemi di sorveglianza, controllo e repressione. Tecnologie e pratiche che non restano confinate lì, ma vengono esportate e rischiano di essere applicate anche altrove. Per questo la lotta del popolo palestinese riguarda tutte e tutti: ciò che accade in Palestina parla anche del futuro delle nostre società. Il genocidio in Palestina continua sotto gli occhi del mondo. Continua nei bombardamenti su Gaza, nelle demolizioni di case e comunità in Cisgiordania, negli sfollamenti forzati e nell'annessione progressiva dei territori. A oggi sraele sta tentando di allargare lo strumento del genocidio anche in Libano, dove ha portato avanti bombardamenti intensivi mirati ai centri abitati e alle infrastrutture fondamentali di numerose aree, causando oltre un milione di sfollati, centinaia di morti e migliaia di feriti. Nella sua lotta per la sopravvivenza, Israele, insieme agli Stati Uniti, sta allargando la guerra su più fronti, cercando di trascinare il mondo intero in una guerra generale, che non rappresenta un pericolo solo per la regione, ma per il mondo intero. Di fronte a questo scenario, è necessario opporsi fermamente ai piani di guerra e di riarmo dei nostri paesi, anche in Italia. L'economia di guerra sottrae risorse alla scuola, alla sanità, al welfare, per investirle nella distruzione e nella morte. La giustizia sociale e la giustizia per i popoli oppressi sono inseparabili: non può esserci una senza l'altra. L'industria bellica e il governo italiano, infatti, come dimostrato da numerose inchieste e dalla mobilitazione dei lavoratori nei porti e sui posti di lavoro, stanno lucrando sul genocidio, vendendo armi a Israele, le stesse usate per massacrare il popolo palestinese e libanese. E' anche per questo motivo che è nostro compito opporci con forza al piano di riarmo e alle politiche di guerra messe in campo dall'Italia. Ma la complicità non si ferma qui: nelle carceri italiane sono a oggi imprigionati i palestinesi accusati e processati per aver sostenuto il popolo palestinese e la sua resistenza, accusati di terrorismo per aver lottato per la liberazione della Palestina. Anan, Ahmed, Hannoun, Rawed, Yaser e Ryad sono prigionieri politici per la Palestina in Italia, e ne chiediamo l'immediata liberazione.
Per questo il 19 aprile torniamo in piazza: per rompere questo silenzio, per costruire una risposta collettiva e per unire le lotte contro la guerra imperialista e la sua mano che reprime.
Appuntamento il 19 aprile 2026, ore 15:00 - Roma, Bocca della Verità
Ad Anagni, in provincia di Frosinone, c'è un posto dove i proiettili inesplosi vanno a morire. E' l'ex Winchester, stabilimento della Knds, il colosso degli armamenti che ora vuole trasformare la fabbrica in un sito bellico in cui produrre nitrogelatina, una molecola altamente esplosiva. In piena zona contaminata, a due passi dall'autostrada del Sole e da un quartiere residenziale, i signori della guerra pensano di poter costruire un loro arsenale senza fare i conti con chi lì ci vive e lavora, con le realtà sociali e con i @nokings Italy. Perchè quella forza collettiva che ha travolto Roma la scorsa settimana non si è di certo esaurita! Si rinnova nei territori e nelle lotte per il diritto alla casa, alla salute e per un lavoro degno! Quella forza ora arriva ad Anagni per togliere la riconversione dal vocabolario dell'industria bellica! Per questo vogliamo disarmare i re, vogliamo sabotare i loro piani e i loro tentativi di appropriarsi di soldi pubblici che potrebbero servire per la transizione energetica e per riconversione ecologica, per la sanità e per le politiche attive del lavoro. Lo faremo davanti i cancelli dell'Ex Winchester, occupando il piazzale con musica, voci e idee per uscire da questi tempi di guerra.
Presidio davanti l'Ex Winchester domenica 19 aprile ore 15 con Disarmiamoli Valle del Sacco e assemblea No War
Ne parliamo con un compagno della Valle del Sacco
Benin: il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Romuald Wadagni, candidato di maggioranza e grande favorito alle elezioni, è stato eletto presidente con il 94,05% dei voti. Romuald Wadagni succede a Patrice Talon, che si dimette dopo due mandati quinquennali, in conformità con la Costituzione. Durante il suo mandato, il Benin ha vissuto un boom economico, ma anche un aumento dell’insorgenza jihadista nel nord e una stretta sulle libertà civili. La maggioranza della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e la crescita economica non è stata accompagnata da una redistribuzione del reddito.
Gibuti: Il presidente di Gibuti, Ismail Omar Guelleh, è stato rieletto, come prevedibile, con il 97,81% dei voti per un sesto mandato, dopo oltre 25 anni al potere, il capo dello Stato è stato riconfermato. Alla guida del Paese dal 1999, Guelleh ha saputo sfruttare con successo la sua posizione geografica strategica – affacciata sullo Stretto di Bab el-Mandeb, attraverso il quale transita gran parte degli scambi commerciali tra Asia e Occidente – in un Corno d'Africa altrimenti travagliato e teatro di lotte per l'influenza straniera.
Sudan: il 15 aprile ricorre l’anniversario dell’inizio della guerra in Sudan che entra nel quarto anno, una guerra controrivoluzionaria, una guerra per il potere, una guerra che s’inserisce in un quadro regionale di instabilità crescente che alimenta il conflitto. Dopo tre anni lo scenario più probabile è quello di una guerra di logoramento senza vincitori, con la progressiva stabilizzazione di due entità parallele. Il conflitto sudanese è ormai strettamente intrecciato con le dinamiche geopolitiche del Mar Rosso e del Corno d’Africa, in questi tre anni la guerra ha provocato una catastrofe con un numero imprecisato di morti, tra i 150.000 e i 200.000, secondo le stime più accreditate.
Dodicesima puntata di una trasmissione dedicata alla condivisione di cori e canti di lotta.
menù del giorno:
> E' partita la Sumud Flotilla (sulle note di Fischia il vento)
> riscritture di Катюша in russo e in curdo
> Uyan Berkin
> canone del sampietrino in tedesco e in portoghese
scrivici sul pad: https://pad.cisti.org/p/tuteincoro :)
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scrivici sul pad: https://pad.cisti.org/p/tuteincoro :)
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Corrispondenza sul volantinaggio di oggi, che ha coinvolto le stazioni di Livorno, Pisa, Firenze e Bologna tra le 6 e le 9 del mattino, nelle fasce di maggiore affluenza pendolare.
Esattamente due anni fa, il 15 aprile 2024, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Leonardo sottoscrivono un accordo per il cosiddetto "dual use" della rete, ovvero per il potenziamento delle infrastrutture civili a scopi bellici, agevolando il trasporto di truppe e armamenti verso i fronti di guerra - nel quadro della "Military Mobility" europea.
I punti chiave della protesta:
"Lottiamo per una ferrovia sicura, pubblica e di pace."
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