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La rassegna stampa di oggi è in diretta da L38squat sotto sgombero. Anche domani trasmettiamo da la.
PHEW/DANIELLE DE PICCIOTTO -TRUUS DE GROOT - NATHAN FAKE/DEXTRO -PORTER RICKS - KANGDING RAY - BLACK RAIN -KIWILLIAN -JACKIE EXTREME -PEACHES - MESOSAUNA - NIGHTNIGHT - JESSY BULBO -PUCANGA -LUKA PRODUCTIONS -MYTRON/ZONGAMIN.................THE EGYPTIAN LOVER - B52 S -ESG - LIZZY MERCIER DESCLOUX - THE JELLIES -ELECTRIC MIND - DEMIS ROUSSOS - EL ULTIMO SUENO-----
Dietro le ragioni della guerra all'Iran c'è tutto tranne quella "umanitaria". Gli interessi di Trump e Netanyahu sono abbastanza chiare: dagli interessi sul petrolio per salvare dal collasso l'economia americana a quella di ridisegnare completamente il medioriente da parte degli israeliani che mentre attaccano Iran, attaccano anche il Libano mentre proseguono le operazioni in Cisgiordania. Ne abbiamo parlato con Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia presso l’Università di Pisa, nonché collaboratore di Altreconomia.
Durata 20' ca.
Con Ecologia Politica e Claudia Terra (Per il Clima Fuori dal Fossile, Soulevements de la Terre) parliamo di una delle più importanti mobilitazioni indigene recenti in Amazzonia: l’occupazione del porto della Cargill a Santarém, durata 35 giorni, che ha portato a una vittoria storica con la revoca del Decreto 12.600/2025.
La mobilitazione nasce contro il decreto che inseriva i fiumi Tapajós, Madeira e Tocantins nel Piano Nazionale di Privatizzazione, aprendo alla gestione privata di infrastrutture fluviali strategiche e minacciando direttamente i territori, i modi di vita e l’autonomia dei popoli indigeni dell’Amazzonia.
Attraverso un’occupazione di massa, azioni dirette, blocchi strategici e pressione politica dal basso, il movimento indigeno e popolare è riuscito a costringere il governo a fare marcia indietro, dimostrando la forza dell’organizzazione collettiva nella difesa dei fiumi, dei territori e della vita.
Gabriel da Sifo Duarte e Rebecca Tupinambá - un ricercatore e compagno brasiliano e una leader indigena - ci offrono anche uno sguardo interno alla mobilitazione, raccontandoci dell'organizzazione e mettendo in luce il ruolo centrale del lavoro quotidiano, della cura e dell’organizzazione invisibile, in particolare portata avanti dalle donne indigene.
Con Ecologia Politica e Claudia Terra (Per il Clima Fuori dal Fossile, Soulevements de la Terre) parliamo di una delle più importanti mobilitazioni indigene recenti in Amazzonia: l’occupazione del porto della Cargill a Santarém, durata 35 giorni, che ha portato a una vittoria storica con la revoca del Decreto 12.600/2025.
La mobilitazione nasce contro il decreto che inseriva i fiumi Tapajós, Madeira e Tocantins nel Piano Nazionale di Privatizzazione, aprendo alla gestione privata di infrastrutture fluviali strategiche e minacciando direttamente i territori, i modi di vita e l’autonomia dei popoli indigeni dell’Amazzonia.
Attraverso un’occupazione di massa, azioni dirette, blocchi strategici e pressione politica dal basso, il movimento indigeno e popolare è riuscito a costringere il governo a fare marcia indietro, dimostrando la forza dell’organizzazione collettiva nella difesa dei fiumi, dei territori e della vita.
Gabriel da Sifo Duarte e Rebecca Tupinambá - un ricercatore e compagno brasiliano e una leader indigena - ci offrono anche uno sguardo interno alla mobilitazione, raccontandoci dell'organizzazione e mettendo in luce il ruolo centrale del lavoro quotidiano, della cura e dell’organizzazione invisibile, in particolare portata avanti dalle donne indigene.
Con Ecologia Politica e Claudia Terra (Per il Clima Fuori dal Fossile, Soulevements de la Terre) parliamo di una delle più importanti mobilitazioni indigene recenti in Amazzonia: l’occupazione del porto della Cargill a Santarém, durata 35 giorni, che ha portato a una vittoria storica con la revoca del Decreto 12.600/2025.
La mobilitazione nasce contro il decreto che inseriva i fiumi Tapajós, Madeira e Tocantins nel Piano Nazionale di Privatizzazione, aprendo alla gestione privata di infrastrutture fluviali strategiche e minacciando direttamente i territori, i modi di vita e l’autonomia dei popoli indigeni dell’Amazzonia.
Attraverso un’occupazione di massa, azioni dirette, blocchi strategici e pressione politica dal basso, il movimento indigeno e popolare è riuscito a costringere il governo a fare marcia indietro, dimostrando la forza dell’organizzazione collettiva nella difesa dei fiumi, dei territori e della vita.
Gabriel da Sifo Duarte e Rebecca Tupinambá - un ricercatore e compagno brasiliano e una leader indigena - ci offrono anche uno sguardo interno alla mobilitazione, raccontandoci dell'organizzazione e mettendo in luce il ruolo centrale del lavoro quotidiano, della cura e dell’organizzazione invisibile, in particolare portata avanti dalle donne indigene.
Con Ecologia Politica e Claudia Terra (Per il Clima Fuori dal Fossile, Soulevements de la Terre) parliamo di una delle più importanti mobilitazioni indigene recenti in Amazzonia: l’occupazione del porto della Cargill a Santarém, durata 35 giorni, che ha portato a una vittoria storica con la revoca del Decreto 12.600/2025.
La mobilitazione nasce contro il decreto che inseriva i fiumi Tapajós, Madeira e Tocantins nel Piano Nazionale di Privatizzazione, aprendo alla gestione privata di infrastrutture fluviali strategiche e minacciando direttamente i territori, i modi di vita e l’autonomia dei popoli indigeni dell’Amazzonia.
Attraverso un’occupazione di massa, azioni dirette, blocchi strategici e pressione politica dal basso, il movimento indigeno e popolare è riuscito a costringere il governo a fare marcia indietro, dimostrando la forza dell’organizzazione collettiva nella difesa dei fiumi, dei territori e della vita.
Gabriel da Sifo Duarte e Rebecca Tupinambá - un ricercatore e compagno brasiliano e una leader indigena - ci offrono anche uno sguardo interno alla mobilitazione, raccontandoci dell'organizzazione e mettendo in luce il ruolo centrale del lavoro quotidiano, della cura e dell’organizzazione invisibile, in particolare portata avanti dalle donne indigene.
Scaletta della puntata:
- Afel Bocoum - Alasidi
- Mah Damba - Jugu Tè Maa La
- Zani Diabate & Kabako Zani - Boninka
- Fatoumata Diawara - Sonkolon
- Alkibar Jr - La Paix
- Kélétigui Diabaté - Koulandian
- Nahawa Doumbia - Djougoh
- Tahaninte - Solane
- Ramatou Diakité - Gembi
- Amadou and Mariam - Mokou mokou
- Moussa Diallo - Bakoroni
- Issa Bagayogo - Dunu Kan
Israele sta ormai da più di 24 ore bombardando pesantemente il sud del Libano, Sidone e il sud della città di Beirut, dopo che comunque negli ultimi 16 mesi aveva sistematicamente e quotidianamente infranto la tregua ufficialmente sancita.
Ne parliamo con il giornalista Mauro Pompili che dà Beirut dà conto della sitauzione nel paese: almeno 70 morti e 200 feriti, persone in fuga dal sud e la prospettiva di un ennesimo conflitto molto lungo.
in questa puntata abbiamo condiviso con voi gli ascolti della settimana e delle date live che vi suggeriamo, se siete lì in zona.
mitski/blu samu/mary ocher/lucy kruger & the lost boys/owelu dreamhouse/special friend/hannah hu/greentea peng/peaches/sungaze
***piccola selezione dei live di Marzo 2026
Glazy Haze
03 Roma
A bad day
05 Roma
Caroline
Sara Gioelli
15 Catania
Gaia Banfi
Anika
7 Bologna
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La nostra sigla è di Koumiya - Ayaw
La grafica di Likewise è curata da Le
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email: [email protected]
canale telegram: likewise_trx
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