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Con l'avvocato Salvatore Perri, facciamo il punto sulla situazione di Arslan Khalid, un giovane pachistano di 19 anni accusato di "scafismo" a seguito del naufragio di Cutro e, più in generale, sulla persecuzione giudiziaria di cui sono fatti oggetto alcuni migranti, spesso obbligati alla conduzione di imbarcazioni di fortuna, poi accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in virtù dell'articolo 12 del Testo Unico sull'Immigrazione. In particolare, il coinvolgimento di Arslan Khalid, condannato in primo grado a 11 anni e attualmente in attesa del secondo grado di giudizio, è limitato al fatto di essersi attivato per favorire la circolazione delle comunicazioni a bordo, anche al fine di garantire l'incolumità propria e di altre persone. Il processo di appello per Arslan si svolgerà a metà febbraio.
Calendario delle iniziative di lotta
La rassegna stampa di Radio Onda Rossa con particolare attenzione agli esteri dalla Palestina, al conflitto in Ucraina, a quello tra Cambogia e Thailandia, alla Siria, fino agli attacchi Usa al Venezuela. Il caso Gedi. E a Roma "lista stupri" anche al Liceo Carducci.
Nel secondo audio una breve agenda degli appuntamenti del fine settimana
La rassegna stampa di Radio Onda Rossa con particolare attenzione agli esteri dalla Palestina, al conflitto in Ucraina, a quello tra Cambogia e Thailandia, alla Siria, fino agli attacchi Usa al Venezuela. Il caso Gedi. E a Roma "lista stupri" anche al Liceo Carducci.
Nel secondo audio una breve agenda degli appuntamenti del fine settimana
Questa sera a Tabula Rasa
Abbiamo parlato di:
Le indegne — Agustina Bazterrica (Eris Edizioni) (da 3'10'')
Una distopia feroce dove un gruppo di donne cerca di sopravvivere a un sistema fondato sulla violenza e sulla cancellazione dei corpi.
Lud nella nebbia — Hope Mirrlees (Cliquot) (da 30'45")
Un classico fantasy che smaschera i segreti di Lud, città rispettabile travolta da forze magiche e misteri non detti.
Lunario di Braccia Rubate — Bernardini & Bellisario (@edizioninottetempo) (da 1h00'50")
Un libro che seguirà la Luna nel nuovo anno, con consigli, storie, musica e meditazione.
Durata 96'
Negli ultimi mesi a Guadalajara, durante lo svolgimento dei lavori per le strutture che dovranno ospitare i prossimi mondiali, è stato segnalato il ritrovamento di diversi sacchi contenenti resti umani. Ad oggi il numero dei sacchi è 456, un numero devastante, un orrore che ci sembra inumano in un paese a cui troppo spesso pensiamo ancora in modo esotico o caricaturesco. La realtà di questi eventi drammatici ci parla di altro, di un sistema capitale che ha bisogno di creare insicurezza, che svuota territori per cosegnarli ai grandi capitali e che, seppur con un governo progressista, tace davanti ai massacri del narcoparamilitarismo.
Come sempre ad aiutarci nella lettura e nella rifelssione il collettivo Nodo Solidale con un audio dal Chiapas.
Alla fine della trasmissione un saluto ad Yorch, compagno anarchico che si trovava in carcere ingiustamente detenuto dopo essere stato processato due volte per lo stesso reato. Negli ultimi giorni è stato molto male e gli sono state negate le misure sanitarie d'urgenza. Yorch era un compagno dell'Okupa el Che, occupazione storica a Città del Messico. E' morto il 9 dicembre. Yorch è stato ucciso dallo stato.
H. 17 Serigrafia Live (Porta la tua maglia nera)
H. 18 Proiezione + Cena vegana per inguaiatx
La proiezione del documentario “To Kill a War Machine” si inserisce nelle iniziative di avvicinamento all’ormai consueto appuntamento anti carcerario del 31 dicembre a Roma: un momento di condivisione e di lotta contro il carcere e la società che ne ha bisogno.
La solidarietà con chi è sequestrato nelle carceri e nei Cpr va costruita e diffusa attivamente soprattutto in momenti come questo in cui la reazione statale si fa più aspra e spietata.
Come ben sappiamo la repressione colpisce duramente chi lotta e chi si impegna quotidianamente a resistere. Il messaggio dello stato e del suo apparato securitario è chiaro, la repressione arriva per chiunque tenti di uscire fuori dal seminato. Nell'ultimo periodo sono arrivate notifiche di nuove indagini e denunce nel contesto della mobilitazione a fianco della Palestina.
Ecco perchè è sempre più fondamentale stringersi attorno e sostenere chi si impegna attivamente nella lotta.
Proprio per questo motivo dopo la proiezione ci saranno un aperitivo benefit e un dj set per sostenere le spese legali di un gruppo di inguaiatx che hanno attraversato le lotte per la Palestina in modo informale o individuale, al di là dei grandi movimenti, dei gruppi e delle strutture militanti. La solidarietà è una delle armi in nostro possesso per spezzare il meccanismo statale che isola, divide e distrugge chi resiste e contrattacca.
Esprimere complicità con le inguaitx e le bevutx è necessario per non lasciare nessunx alla mercè di giudici, pm e guardie, e per evitare di responsabilizzare singoli e singole lasciando che paghino da solx il prezzo della lotta.
Un abraccio allx attivistx di Prisoners for Plaestine in sciopero della fame.
Tarek, Anan, Ali, Mansour, Stecco, Luigi, Bak e Ale liberx.
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