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In collegamento con una compagna di Torino, partendo da un racconto delle ultime proteste nel Cpr di Torino e un ragionamento sulla macchina del razzismo, parliamo della vicenda di Mohamed Shahin e di come lo Stato utilizza anche lo strumento della deportazione come minaccia nei confronti di chi si ribella al genocidio del popolo palestinese.
Di seguito il link che rimanda al contributo di cui parla nel redazionale riguardo l'Egitto e le deportazioni: https://nofrontierefvg.noblogs.org/post/2025/07/04/egitto-paese-sicuro-una-storia-paradigmatica-di-reclusione-e-deportazione-dal-cpr-di-gradisca-disonzo-opuscolo/
Il 2 ottobre all'Istituto superiore Caravillani studentesse, studenti e docenti sono stata aggredite in pieno giorno con calci e pugni all'uscita di scuola, da una trentina di sionisti di età adulta per aver gridato "Free Palestine" a ricreazione. Questa è stata la manifestazione più eclatante dell'escalation di violenza sionista e squadrista che quotidianamente vive chi si schiera al fianco del popolo palestinese in questa parte di città ma non è affatto un episodio isolato.
TUTTA SCENA CINEMA
giovedì 20 novembre 2025 ore 13:45
ospiti:
● Mariasilvia Scuderi di Wanted Cinema, che lo distribuisce, presenta il documentario PUT YOUR SOUL ON YOUR HAND AND WALK (Fra/Irn/Pse, 2025) di Sepideh Farsi
al cinema da giovedì 27 novembre 2025
https://tuttascena1.wordpress.com/2025/11/26/put-your-soul-on-your-hand-and-walk-wanted-cinema/
● Christian Carmosino Mereu, codirettore artistico, presenta la 4^ edizione del RIDF - Rome International Documentary Festival
● Marino Midena, direttore artistico, presenta la 2^ edizione di AntropoCine Film Fest
● Petra Forer, che cura la distribuzione, presenta il documentario DESPITE THE SCARS - nonostante le cicatrici (Ita, 2025) di Felix Rier
● la regista Paoli De Luca presenta il suo cortometraggio MARINA (Ita, 2025)
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Tutta Scena / Visionari e il Cinema a ROR
Diari di Cineclub n°60, aprile 2018, pgg.59-60
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TUTTA SCENA CINEMA
trasmissione settimanale di cinema, il giovedì ore 14, sigla musicale: David Schacherl
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l'Archivio completto TuttaScenaCinema e Visionari:
2025 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenacinema/2025/01/archivio-tutta-scena-cinema-2025
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buon ascolto!
25 o'clock si incrocia durante una sera di novembre con una altra voce/stile di radio ondarossa: 1/3 di "le faremo sapere..." nonché promotore di altre mirabili imprese nell’etere radiofonico.
Con Federico della CUB Pisa, abbiamo parlato dell'assemblea convocata per il 26 novembre in piazza della Stazione di Pisa, dal Coordinamento Antimilitarista Livornese e la CUB Pisa come parte della campagna "Ferrovieri contro la guerra" per denunciare quanto sta avvenendo sulla linea ferroviaria Pisa-Livorno e in merito al potenziamento della base militare di Camp Darby.
Organizzazioni sociali, collettivi e realtà palestinesi hanno partecipato ad un’assemblea nazionale pubblica domenica 23 novembre alle ore 10:30, al Centro Sociale Giorgio Costa di Bologna, dedicata all’analisi del DDL Gasparri.
Ne abbiamo parlato con la Rete Libere di lottare contro lo stato di guerra e di polizia di Bologna. Abbiamo anche commentato la detenzione dell'imam di Torino come esempio delle conseguenze che potrebbe avere il disegno di legge. Mohamed Shahin è ora rinchiuso nel Cpr torinese e rischia l'estradizione verso un paese, l'Egitto che lo vorrebbe morto.
Guinea Bissau: tre giorni dopo le elezioni presidenziali, il capo dello Stato è stato arrestato e uomini in uniforme hanno annunciato la sospensione del processo elettorale e la chiusura delle frontiere. Sono stati arrestati anche i rappresentanti dell'opposizione Domingos Simões Pereira e Fernando Dias. Prima che la Commissione elettorale pubblicasse i risultati ritenuti ufficiali, entrambi i candidati alle elezioni avevano rivendicato la vittoria.
Senegal: di fronte a una situazione economica difficile e a tensioni all'interno della maggioranza, il presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye e il suo primo ministro Ousmane Sonko sembrano vicini ad una rottura, mentre il paese attende che le promesse fatte da entrambi prima di salire al potere si concretizzino. Tuttavia, la situazione economica e l'entità senza precedenti del debito, ora stimato al 132% del PIL, stanno riducendo il margine di manovra del governo .
Sudafrica: la società civile sudafricana, in particolare le donne, si è mobilitata con lo “sciopero” G20 Women’s Shutdown; l’organizzazione "Women for Change" ha esortato donne, ragazze e persone della comunità LGBTQ+ ad astenersi da tutto il lavoro, retribuito e non retribuito, per l'intera giornata di venerdì 21 novembre, alla vigilia della due giorni del Forum. L’obiettivo era farsi sentire economicamente, socialmente e simbolicamente. Questa azione si è iscritta nell’ondata di mobilitazioni che sta attraversando il Sudafrica a causa del diffondersi di violenza di genere e femminicidi.
RDCongo: nella Repubblica Democratica del Congo, 89 civili sono stati uccisi in una settimana durante gli attacchi dei ribelli delle Forze Democratiche Alleate (ADF) nell'est del paese. La RDC orientale è afflitta da violenze da trent'anni. con una moltitudine di gruppi armati e milizie. Tra gennaio e febbraio, il gruppo antigovernativo M23, sostenuto dal Ruanda, ha conquistato vaste aree di territorio nel Nord e nel Sud Kivu.
Con un compagno palestinese, commentiamo e denunciamo quanto sta accadendo in Cisgiordania, dove si sta assistendo a un rinnovato picco di arresti e deportazioni, non solo da parte di Israele, ma anche dell'Autorità Nazionale Palestinese. In Cisgiordania, infatti, la popolazione continua ad essere aggredita dal colonialismo di insediamento sionista, affiancato dalle forze dell'esercito israeliano, con politiche di sfollamento forzato, arresti, omicidi e violenze. Riflettiamo anche sulla nuova divisione della striscia di Gaza, attraverso le linee gialle e le linee verdi previste dal cosiddetto "piano di pace" Trump, che sembrano costituire il presupposto di nuove forme di colonizzazione e di negazione dell'autodeterminazione della popolazione palestinese. Parliamo poi del percorso di avvicinamento alla manifestazione nazionale del prossimo 29 novembre, incentrata sul contrasto alla finanziaria di guerra voluta dal governo Meloni che rende l'Italia, terzo fornitore di armi ad Israele, complice del genocidio della popolazione palestinese. Nella parte finale della corrispondenza, affrontiamo la tematica dell'intensificarsi delle campagne di arresti all'interno dei territori controllati direttamente da Israele, che hanno colpito quadri politici, sindacali e organizzazioni palestinesi.
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