«Come avete visto dai documenti a vostra disposizione, da oltre un anno sono detenuta, prima in carcere e ora agli arresti domiciliari, anche se non ho fatto nulla. Io sono sicura di non aver commesso alcun reato. Perché devo soffrire se non ho fatto niente?». Con queste parole, Marjan Jamali, imputata nel processo presso il Tribunale penale di Locri, ha chiesto ai giudici di revocare gli arresti domiciliari e rimuovere il braccialetto elettronico.
Accusata di aver avuto un ruolo nell’organizzazione dello sbarco di 102 migranti avvenuto a Roccella Jonica il 23 ottobre 2023, la 30enne iraniana si è dichiarata innocente. Difesa dall’avvocato Giancarlo Liberati, Jamali è processata insieme a Babai Amir, 32 anni, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.