La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati tra requirenti e giudicanti prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio superiore della Magistratura (CSM) e la “rivoluzione” del procedimento disciplinare, affidata all'Alta Corte Disciplinare e non più ad una sezione delCSM che praticamente non ha mai punito seriamente qualcuno.
Cambieranno radicalmente le modalità di composizione dei due Consigli superiori. I membri “laici”, infatti, saranno sorteggiati da un elenco di professori ordinari in materie giuridiche e avvocati con oltre 15 anni di esercizio della professione eletti dal Parlamento in seduta comune; i “togati”, invece, saranno designati per sorteggio tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti secondo quanto stabilirà una legge ordinaria.
Con Roberto Bolzan spieghiamo perché questa riforma è estremamente urgente, ma non sufficiente per ristabilire lo Stato di Diritto in Italia. E' un primo passo per depotenziare lo strapotere di magistrati che agiscono da sicari di partito e che quanto ad efficienza sono un disastro senza pari nel mondo civile.
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