Maestro orafo, Michele Paparella
ha una formazione artistica di disegnatore di gioielli, ma in seguito ai suoi
primi studi, si specializza anche nella realizzazione degli stessi,
raggiungendo importanti risultati professionali. A questo proposito, cita la
propria collaborazione con la basilica di San Nicola, per la realizzazione di
alcune suppellettili in argento, della cannula di aspirazione della manna del
Santo e di un reliquiario, donato qualche anno fa a papa Francesco in occasione
della sua visita a Bari. Precisa che trasmettere un’arte alle nuove generazioni
è un gesto d’amore, ed è per questo che Michele ha avviato una piccola scuola
d’orafo nel suo laboratorio in via Crisanzio, nello stesso luogo dove suo padre
avviò l’attività 50 anni fa. Da circa due anni e mezzo, si è appassionato alle
biciclette d’epoca e ne colleziona ormai alcune decine, essendo diventato anche
un punto di riferimento sul territorio come restauratore delle stesse. Qualche
tempo fa è inoltre cominciata per lui un’esperienza che ha avuto un grosso
impatto sulla sua vita personale. Si tratta di una lunga serie di importanti
avvistamenti di cosiddetti oggetti volanti non identificati, che Michele ha
saggiamente documentato con foto e video, sottoposti a scienziati e accademici
e dei quali si è accertata la genuinità. È pienamente consapevole della
delicatezza dell’argomento e senza dare peso all’ironia con cui spesso ci si
pone di fronte a questo tema, ne parla con semplicità, senza fanatismi di
sorta. Dopo alcuni di questi contatti, ha preso a farne oggetto di
comunicazione pubblica, facendo conferenze, raccogliendo molti consensi e
additando coloro che in mala fede fanno piglio sul bisogno di “salvezza” di
molte persone, lucrando sul fenomeno.