L’incontro tra Mark Rothko e Michelangelo Antonioni a New York nel 1962 rivela una profonda affinità tra i due artisti, uniti da una ricerca istintiva e radicale sull’immagine. Entrambi intraprendono un’indagine poetica e stratificata, veicolata da una sensibilità e modernità dello sguardo, e da un’incessante sperimentazione delle possibilità della rappresentazione. In che modo le loro scelte compositive, l’uso espressivo del colore e la ricerca sull’invisibile, innescano un dialogo tra pittura e immagini in movimento?
Giusi De Santis è critica cinematografica e teatrale. Si laurea in Analisi del Film, presso la facoltà di Lettere della Sapienza Università di Roma, dove è stata cultrice della materia ‘Teoria e interpretazione del film’. Ha lavorato per la Fondazione Cinema per Roma per quattro edizioni del RomeFilmFest, e per la Compagnia Leone Cinematografica nell’ambito del coordinamento della produzione e come responsabile editoriale. Ha partecipato, come membro del comitato scientifico, chair e discussant, a convegni nazionali e internazionali. Dal 2017 scrive sulla rivista Left, dove cura la rubrica di cinema, e dal 2025 collabora con Teatro e Critica. Autrice di saggi e racconti, per L’Asino d’oro edizioni ha curato il volume Infinito Antonioni (2024).
“Rothko: spazio, silenzio, visione” è un podcast della Fondazione Palazzo Strozzi realizzato in occasione dell'omonimo ciclo di conferenze per la mostra "Rothko a Firenze", organizzata dal 14 marzo al 23 agosto 2026. L’incontro è stato registrato il 6 maggio 2026 nella sala Altana di Palazzo Strozzi.