Schloß Schönbrunn - Gli Appartamenti imperiali al piano nobile

Schloß Schönbrunn - Gli Appartamenti imperiali al piano nobile

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Schloß Schönbrunn - Gli Appartamenti imperiali al piano nobile episodes

  • 01 - Stanza della guardia
    In questa stanza montava di turno la guardia del corpo di Francesco Giuseppe, che sorvegliava l’accesso all’Appartamento dell’imperatore. Alla vostra destra vedete una stufa di ceramica che come tutte le altre stufe del castello veniva alimentata (in un primo tempo a legna) da un apposito corridoio, che correva dietro alle stanze, per non disturbare la famiglia imperiale e per evitare di sporcare. Nell’Ottocento fu costruito un impianto di riscaldamento ad aria calda che non è più in uso dal 1992.
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  • 02 - Stanza del biliardo
    Questa stanza fungeva da sala d’attesa prima di essere ammessi alle udienze di Francesco Giuseppe, che egli concedeva due volte la settimana. A questo tavolo da biliardo, già appartenuto al nonno di Francesco Giuseppe, l’imperatore Francesco II/I, i militari si dilettavano in un passatempo molto amato. Alle pareti vedete tre dipinti di grande formato. Quello centrale raffigura la prima cerimonia di conferimento dell’Ordine di Maria Teresa, nel 1758. Fondato da Maria Teresa, fu il primo ordine al merito della monarchia ed era considerato una delle maggiori onorificenze della dinastia imperiale. I dipinti sui due lati ricordano la commemorazione del centenario della fondazione dell’Ordine: Francesco Giuseppe diede per l’occasione una grandiosa cena di gala nella Grande Galleria, e un ricevimento nel parco del castello.
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  • 03 - Stanza di noce
    ll nome di questa stanza deriva dai preziosi pannelli murali di legno di noce, che con le loro decorazioni dorate e le consolle appartengono ancora al decoro originale rococò dell’epoca di Maria Teresa. Il lampadario è dell’Ottocento. Qui Francesco Giuseppe riceveva i partecipanti alle udienze. Si faceva richiesta di un colloquio con l’imperatore ad esempio per ringraziare di un’onorificenza ricevuta, per consegnare una petizione o ancora per presentarsi, quando si era appena ricevuta una nomina ufficiale. Francesco Giuseppe riceveva in un’unica mattinata fino a cento persone, ed era celebre per essere uno straordinario fisionomista: non dimenticava mai un nome o un volto che aveva visto anche solo una volta. Le udienze, cui l’imperatore poneva fine con un lieve cenno del capo, duravano di regola pochi minuti.
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  • 04 - Studio di Francesco Giuseppe
    Francesco Giuseppe salì al trono imperiale austriaco ad appena diciott’anni. Svolgeva quotidianamente un enorme onere di lavoro: la sua giornata lavorativa aveva inizio prima delle cinque del mattino, ed egli la trascorreva interamente alla scrivania che vedete alla vostra destra. Qui studiava le pratiche e si faceva servire la prima colazione e il pranzo. La vita di questo imperatore, il primo funzionario del suo Stato, trascorse quindi prevalentemente a questo scrittoio. La decorazione sontuosa delle sue camere private non era di alcun interesse per l’imperatore. Egli si accontentava piuttosto dei dipinti a carattere privato, delle fotografie della sua famiglia e dei doni ricevuti dai figli e nipoti. Uno dei due ritratti di grande formato mostra Francesco Giuseppe all’età di 33 anni, l’altro ritrae la consorte, l’imperatrice Elisabetta, divenuta un mito con il soprannome di Sisi.
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  • 05 - Camera da letto di Francesco Giuseppe
    La giornata dell’imperatore, scandita da rigidi orari prestabiliti, aveva inizio già alle quattro del mattino: appena alzato, l’imperatore faceva le sue abluzioni mattutine con l‘acqua fredda prima di recitare le preghiere del mattino sull‘inginocchiatoio che vedete alla sinistra del letto, da cattolico osservante qual era. Il letto di ferro è una significativa testimonianza dello stile di vita spartano dell‘imperatore austriaco. Francesco Giuseppe si spense in questo letto all‘età di 86 anni nel 1916, al termine di un regno durato sessantott’anni, in piena Prima guerra mondiale. Il dipinto sul cavalletto raffigura l’imperatore sul letto di morte. Nel corso della sua lunga vita, Francesco Giuseppe subì alcuni duri colpi del destino: la primogenita Sofia morì all’età di due anni, suo fratello Massimiliano, divenuto imperatore del Messico, fu giustiziato dai rivoluzionari, in seguito il suo unico figlio maschio, Rodolfo, si suicidò tragicamente, e l’imperatrice Elisabetta fu assassinata da un anarchico italiano. All’uscita della camera è collocato a sinistra della porta il gabinetto dell’imperatore, che fu installato nel 1899 “alla maniera inglese” per Francesco Giuseppe. Le tre camerette seguenti facevano parte dell’Appartamento dell’imperatrice Elisabetta. Nel Gabinetto della scala, che utilizzava come studio, Elisabetta scriveva la sua fitta corrispondenza, compilava i suoi diari e componeva poesie. Una scala a chiocciola, asportata alla fine dell’impero, conduceva dallo studio alle stanze private di Elisabetta al pianterreno. La Sala della toeletta è dedicata alle cure estetiche dell’imperatrice. Elisabetta era ritenuta una delle donne più belle della sua epoca, e ne era perfettamente consapevole. La giornata di Elisabetta era scandita dalle cure estetiche e dallo sport, che le consentiva di conservare una figura asciutta. Varie ore al giorno erano dedicate alla cura della magnifica chioma, lunga fino a terra. Attraversate adesso questa stanza e recatevi nella sala numero 9, la Camera da letto comune di Francesco Giuseppe ed Elisabetta.
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  • 09 - Camera da letto comune
    Nel 1854 Francesco Giuseppe prese in moglie sua cugina Elisabetta, che all’epoca aveva poco meno di sedici anni. Questa camera fu arredata in occasione delle nozze come Camera da letto comune. Per tutta la vita Francesco Giuseppe adorò sua moglie. Se il suo amore fu corrisposto con altrettanta intensità, non ci è dato saperlo.Sin dall’inizio Elisabetta rifiutò la rigida vita di corte, e con il passare degli anni divenne una donna sicura di sé. Conduceva una vita indipendente, amava partire per lunghi viaggi e solo di rado soggiornava ormai a Vienna. Nel settembre del 1898 l’imperatrice fu assassinata a Ginevra da un anarchico italiano, Luigi Lucheni, armato di una lima. Aveva 61 anni.
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  • 10 - Il Salotto dell’imperatrice
    L’atmosfera del Salotto di Elisabetta è caratterizzata dalle pannellature bianco-dorate, dai parati in seta chiara e dai sontuosi mobili in stile neorococò. L‘orologio collocato dinanzi allo specchio ha il quadrante con le lancette a rovescio montato sul retro, pertanto si può leggere l‘ora anche allo specchio. I ritratti settecenteschi a pastello meritano particolare attenzione. Ritraggono i figli di Maria Teresa e furono eseguiti da insigni artisti, fra gli altri dal pittore ginevrino Liotard, per cui Maria Teresa nutriva una particolare predilezione. Il dipinto a sinistra della stufa ritrae la figlia minore di Maria Teresa, Maria Antonietta, in costume di caccia. Nel 1770, all‘età di quindici anni, Maria Antonietta fu data in sposa al futuro re di Francia Luigi XVI, per porre così fine all‘antica rivalità esistente tra la Francia e la dinastia asburgica. Nel 1793 Maria Antonietta fu giustiziata sulla ghigliottina durante la rivoluzione francese.
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  • 11 - Camera di Maria Antonietta
    Questa stanza fungeva da sala da pranzo per la famiglia. I pranzi di famiglia rispettavano il rigido cerimoniale di corte: la tavola era sempre decorata a festa, al centro c’erano i centrotavola dorati adorni di fiori, frutta e confetteria. Nei pranzi ufficiali si servivano pietanze francesi, in quelli di famiglia Francesco Giuseppe preferiva invece i piatti della cucina viennese, come il Wiener Schnitzel, il gulasch di manzo, il Tafelspitz (bollito di manzo), o il celebre Kaiserschmarren (la delizia dell’imperatore), un dolce preparato con l’impasto delle crêpes zuccherate e tagliate a pezzetti. Per poterle servire sempre calde e preparate al momento, le pietanze venivano trasportate dalle cucine di corte in ceste termiche pre-riscaldate nei vari appartamenti, e tenute in caldo in una stanza adiacente mediante scaldini a carbone e in seguito a gas. L’imperatore sedeva sempre al centro della tavola, e di fronte a lui prendeva posto l’imperatrice, quando era presente. Poiché però Elisabetta si sottoponeva spesso a digiuni per conservare la linea, la sua presenza ai pasti comuni era assai saltuaria. I pranzi di famiglia iniziavano di solito alle 18 e comprendevano da tre a sei portate. Il servizio usato per imbandire la tavola è un prestito dell’ex “Camera delle argenterie e dei servizi da tavola di corte”, nella Hofburg di Vienna, dove ancora oggi è esposta una ricchissima raccolta di preziosi servizi in porcellana ed argento appartenuti un tempo al governo della Casa imperiale. Oltre al servizio di proprietà privata dell’imperatrice Elisabetta, vi sono esposte anche le celebri posate d’oro personali di Maria Teresa e tanti altri oggetti.
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  • 12 - Stanza dei bambini
    La Stanza dei bambini è adorna dei ritratti delle figlie di Maria Teresa. Le undici figlie femmine furono quasi tutte assegnate in sposa già da giovanissime per motivi politici. A sinistra, proprio accanto alla porta, vedete il ritratto di Maria Cristina, la figlia preferita di Maria Teresa, che fu l’unica cui fu concesso di contrarre un matrimonio per amore, e sposò il duca di Sassonia-Teschen, fondatore dell’Albertina. Qui s’intravede la camera da bagno che fu installata per l’ultima imperatrice austriaca, Zita, nel 1917. Prima di uscire da questa stanza e recarvi nella prossima sala, soffermatevi a guardare la Saletta della prima colazione. I lavori d’applicazione montati nei medaglioni alle pareti furono eseguiti personalmente da Elisabetta Cristina, la madre di Maria Teresa.
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  • 14 - Salone giallo
    Con il Salone giallo iniziano gli appartamenti del castello prospicienti il giardino. Notevoli sono in questa sala i dipinti a pastello del pittore ginevrino Liotard, che ritraggono con assoluto realismo alcuni bambini di origine borghese. Essi contrastano fortemente con i tipici ritratti di corte dei figli di Maria Teresa, che possiamo ammirare ad esempio nella stanza seguente. Lì vedremo anche un ritratto di Maria Teresa regina d’Ungheria, opera del pittore di corte Martin van Meytens.
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