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  • L'Oroscopo è una colossale bufala antiscientifica
    VIDEO: Intervista a Zichichi su scienza e fede ➜ https://www.youtube.com/watch?v=Us-bBAwGwqw

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/5235

    L'OROSCOPO E' UNA COLOSSALE BUFALA ANTISCIENTIFICA di Antonino Zichichi
     
    Il calcolo elettronico, i satelliti, le esplorazioni spaziali, la medicina moderna sono esempi di uso della scienza a fini di pace e di progresso civile e sociale. Progresso che nasce dall'avere saputo decifrare molte pagine del Libro della Natura. Qualsiasi fenomeno galileianamente noto (perfettamente misurato e riproducibile) sappiamo spiegarlo come esempio di quella logica rigorosa che in appena 400 anni ci ha portato alla incredibile soglia di una nuova realtà detta Supermondo. Abbiamo capito che le stelle sono candele nucleari che brillano più di neutrini (particelle evanescenti prive di carica elettrica) che di luce. Esse sono distribuite nello spazio cosmico non su un'unica superficie, come veniva immaginata la "sfera celeste", ma a profondità diverse e distanze enormi. Queste formidabili scoperte sulla struttura cosmica del Creato danno ai segni zodiacali il loro vero significato: tentativi inventati migliaia di anni fa nella speranza di capire com'è fatto il mondo. La scienza ha scoperto che non esistono. Né esiste l'influenza degli innocui satelliti del Sole sul nostro futuro. Lo Zodiaco viene dal greco zodiacòs, derivato da zôon, che significa "animale". I Greci associavano le costellazioni a figure di specie animali. Nel corso dei secoli vennero introdotte anche figure di persone (Gemelli, Vergine) e addirittura un oggetto, la Bilancia.
    FACCIAMO UN PO' DI CONTI ASTRONOMICI
    Passiamo dalle figure ai tempi necessari alla nostra stella (il Sole) per attraversare un determinato segno zodiacale. Non è vero che i dodici segni zodiacali vengono percorsi dal Sole in tempi eguali. Il Sole impiega non un mese, ma appena 6 giorni per attraversare il "segno" dello Scorpione, mentre impiega ben 45 giorni per attraversare il "segno" della Vergine. Ma c'è di più.
    La nostra Terra non ha solo i due ben noti movimenti: rotazione a trottola (che ci dà il giorno e la notte) e rotazione attorno al Sole (che produce le quattro stagioni). C'è un terzo movimento di cui non si parla mai: l'asse della trottola-Terra non è immobile nello spazio cosmico. Esso gira (in senso orario) attorno a un asse fisso impiegando 25.800 anni per un giro completo. Prova: i nostri posteri fra un paio di migliaia di anni avranno come Stella polare un'altra stella. Non la nostra. Esattamente come ai tempi di Ipparco (200 a.C.) in cui non c'era la nostra Stella polare. Fu infatti il grande astronomo greco a scoprire questo effetto. A cosa porta? Allo sfasamento tra data di calendario e segno zodiacale. Esempio. Coloro i quali credono di essere nel "segno" del Leone debbono rendersi conto che sarebbe così se fossero nati 2.200 anni fa, quando Ipparco scoprì l'effetto. Adesso il Sole attraversa il "segno" del Leone dal 10 agosto al 15 settembre, non dal 24 luglio al 23 agosto come pensa chi crede nei segni zodiacali. Nel "segno" dello Scorpione il Sole resta appena sei giorni, dal 23 al 28 novembre, non dal 24 ottobre al 22 novembre come stampato nei calendari astrologici.
    INSOMMA... L'OROSCOPO È UNA BUFALA
    Coloro che volessero credere nei segni zodiacali dovrebbero almeno preoccuparsi di essere nel "segno" giusto. Preoccupazione comunque inutile in quanto le forze in gioco nel Creato, dalle più forti alle più deboli e debolissime, le abbiamo scoperte e capite. Se esistessero forze talmente potenti da dare alle stelle e ai satelliti del Sole la possibilità di determinare il nostro futuro (nonostante le enormi distanze in gioco) queste formidabili forze le avremmo scoperte da tempo. Anzi, sarebbero stati i nostri antenati a scoprirle. E invece già sant'Agostino aveva studiato la validità dei segni zodiacali e degli oroscopi concludendo che il nostro futuro è soltanto nelle mani del Signore, non delle stelle. La scienza dà ragione a sant'Agostino. Chi continua a credere nei segni zodiacali e nella loro influenza sul nostro futuro dovrebbe ricordarsi che se ciò fosse vero non potrebbero esistere la Tv, i telefonini e le moderne tecnologie citate in apertura.
    6 min
  • La truffa della teoria del tutto di Stephen Hawking, l'astrofisico senza nobel
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5104

    LA TRUFFA DELLA TEORIA DEL TUTTO DI STEPHEN HAWKING, L'ASTROFISICO SENZA NOBEL di Francesco Agnoli

    L'astrofisico Stephen W. Hawking si chiese, in una circostanza, se fosse più famoso per la sua sedia a rotelle o per le sue scoperte (che, per quanto notevoli, non gli sono mai valse il Nobel, a dimostrazione di come la fama mediatica non sia sempre del tutto rispettosa della realtà delle cose).
    Forse ora, leggendo i giornali che lo hanno celebrato, sorriderà nel vedere che la maggior parte di coloro che lo hanno ricordato hanno capito poco e dell'una e delle altre.
    Anche per "colpa" di Hawking, bisogna pur dirlo.
    Perché questo grande fisico inglese ha portato il suo male, come è naturale, in modo diverso nel tempo, e perché ha più volte cambiato le sue idee filosofiche.
    Un giorno raccontò che la vita era diventata noiosa, e che era tornata a sorridergli solo dopo aver saputo della sua malattia, cioè quando si era accorto che poteva perderla. In altre circostanze ha lasciato intendere che avrebbe potuto ricorrere all'eutanasia, ma non solo non lo ha mai fatto, ma anche ringraziato la moglie che, nel 1985, disse il suo no deciso ai medici che ritenevano di dovergliela praticare.
    Come sta un uomo con il suo dolore? Quali domande si fa sul senso della vita?
    E' facile immaginarlo: tantissime.
    Ancora di più, forse, se ha vicino una moglie cattolica che gli parla di Dio, e se, di mestiere, si occupa di studiare, oltre ai buchi neri, il Big bang.
    I PRIMI ISTANTI DELL'UNIVERSO
    Eh già, studiare il Big bang significa andare ai primi istanti dell'Universo, per chiedersi se esso sia nato davvero o meno; e, se è nato, da Chi.
    Hawking lo aveva chiaro: sebbene nel suo best seller, Dal big bang ai buchi neri non lo citi mai, sapeva bene che la teoria del Big bang deve la sua esistenza ad un sacerdote cattolico, George Eduard Lemaitre che nel lontano 1931 aveva sollevato un vespaio, rilanciando con la sua ipotesi il dibattito su Dio: se l'Universo è nato, perché? Da chi? Con quale scopo?
    Per questo nel libri di Hawking ritorna sempre la domanda: "Perché l'universo esiste? Perché noi esistiamo?".
    Bisogna ricordare che nel 1970, insieme a Roger Penrose, uno scienziato non inferiore a lui, sebbene meno noto al grande pubblico, Hawking aveva proposto il "teorema della singolarità", da lui commentato con queste parole: "Mostrammo che [...]qualsiasi modello ragionevole di universo doveva iniziare con una singolarità. Ciò significava che la scienza poteva predire che l'universo doveva avere avuto un inizio, ma che non poteva predire come l'universo doveva cominciare, poiché tale compito era di competenza di Dio" (S.Hawking, in Buchi neri e universi neonati).
    In altre parole il teorema rafforzava l'idea di molti: l'universo è nato, quindi non è eterno nè autosufficiente, ma richiede un Creatore, il quale solo, nella sua Onnipotenza, conosce fino in fondo la natura stessa dell'universo. Sì perché la singolarità rappresenta una situazione per noi inconoscibile, una condizione del cosmo impenetrabile dalla mente umana, perché in essa non vigono le leggi della natura a noi note.
    L'universo ha dunque bisogno di un Creatore e l'uomo è incapace di comprendere tutto?
    Le cose sembrerebbero stare proprio così, e per questo Hawking rimane, a lungo, dubbioso: nel suo best seller citato, un Creatore sembra a volte innegabile, a volte inutile.
    SULLA CATTEDRA DEL CRISTIANO ISAAC NEWTON
    Non bisogna dimenticare che Hawking ha occupato la cattedra che era stata di Isaac Newton, convintissimo della necessità, per l'universo, di un Creatore. Hawking non può non fare i conti, oltre che con le sue domande esistenziali, con i suoi grandi ispiratori: il devoto protestante Newton e il devoto cattolico Lemaitre. A tutto ciò si aggiunge, lo possiamo intuire, una domanda personale incalzante: perché, il mio dolore? Quale senso, nella mia vita?
    La conclusione del libro Dal Big bang ai buchi neri è celeberrima: Hawking si chiede se riusciremo a trovare una "teoria completa" che ci aiuti a risolvere il problema "del perché noi e l'universo esistiamo". E conclude: "Se riusciremo a trovare la risposta definitiva a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora conosceremo la mente di Dio". Si noti il "se": Hawking non sa, propone solo un'ardita ipotesi.
    Approfondita successivamente: rinnegato il suo stesso teorema della singolarità, che apre troppi spazi a Dio, Hawking avanza un'ipotesi che possa permettergli di sbarazzarsene.
    Nel 2010, nel suo Il grande disegno, propone un universo senza inizio. Si tratta di un'ipotesi poco fondata, ma, a suo dire, promettente, tanto che nella stessa pagina Hawking scrive: "non abbiamo una risposta definitiva, ma oggi disponiamo di una candidata alla teoria ultima del tutto: la teoria M. Se confermata, sarà... il trionfo della ragione umana. Quanto ad un presunto Creatore del grande disegno (parola usata da Newton proprio per indicare l'universo come opera di un grande Pittore, ndr), la scienza dimostra che l'universo può crearsi dal nulla sulla base delle leggi della fisica. Non è necessario appellarsi a Dio per accendere la miccia e mettere in moto il processo".
    Il concetto, come si vede, non è del tutto logico: si parla di ipotesi, da confermare, ma poi si dà per certo che Dio non sia più necessario.
    DIO NON SERVE; L'UOMO CAPIRÀ OGNI COSA
    Le due tesi contenute in queste parole (Dio non serve; l'uomo capirà ogni cosa) destano subito delle reazioni: il premio Nobel per la Fisica del 2006, proprio per gli studi sul Big bang, George Smoot, ha appena scritto, nel suo Wrinkles in time, l'esatto contrario; l'amico Roger Penrose nota che la M-teoria "non è nemmeno una teoria, non è scienza ma un insieme di speranze, idee, aspirazioni". Altri, fisici, astrofisici e filosofi, fanno notare a Hawking che si è dimenticato di spiegare la cosa fondamentale: da dove derivano le "leggi della fisica" che lui stesso pone come condizione necessaria per l'esistenza dell'universo?
    L'astrofisico Piero Benvenuti, segretario generale dell'Unione Astronomica mondiale, in una intervista concessa allo scrivente e contenuta in "Gli scienziati davanti al mistero del cosmo e dell'uomo. Piccoli dialoghi su grandi temi" dichiara: "Mah, Hawking è un grande scienziato, non all'altezza dei giganti, come si potrebbe credere dai media, ma un grande. Eppure nel suo ultimo libro, Il grande disegno, lui o chi lo ha scritto per lui, dice delle enormi sciocchezze filosofiche. Non arriveremo mai ad una teoria del tutto... noi conosciamo solo il 4 o 5 per cento di ciò che esiste... esistono l' "energia oscura" e la "materia oscura" che chiamiamo così perché in verità non sappiamo cosa siano... Tra vent'anni cosa può saltare fuori? E' recentissima la scoperta delle onde gravitazionali, che ci porteranno altri elementi. La scienza è un'avventura continua per fortuna...".
    Il fisico italiano Franco Saporetti, nel suo "Big bang: chi ha acceso la miccia?", dopo aver provato l'insostenibilità di una conoscenza umana assoluta (basterebbero il principio di indeterminazione o le teorie del caos a provare l'esistenza di realtà per l'uomo intrinsecamente inconoscibili), ricorda un fatto importante: dopo il libro del 2010, Hawking stesso ha poi rinnegato la sua ipotesi che sia possibile per l'uomo conoscere davvero "la mente di Dio".
    HO CAMBIATO IDEA
    In una conferenza dal titolo Gödel e la fine dell'universo, infatti, Hawking ha affermato: "ho cambiato idea... il teorema di Gödel assicura che ci sarà sempre lavoro per i matematici", e che non arriveremo mai a scrivere il libro definitivo di matematica, fisica ecc...
    E allora perché i giornali continuano a presentare Hawking come il sostenitore, sempre e comunque, della teoria del Tutto?
    Forse perché a qualcuno, come nell'Ottocento, piace ancora pensare che la mente umana potrà un giorno risolvere ogni mistero?
    Ma che questo non accadrà mai non solo è dimostrato dai teoremi di incompletezza di Kurt Gödel; non solo è stato sostenuto con argomenti molto forti, per stare solo al Novecento, da Albert Einstein, Werner Heisenberg e Max Planck, i massimi fisici del secolo, ma è evidente per il fatto che il limite della scienza è l'uomo stesso, come notava il padre della biochimica Erwin Chargaff.
    Sono la curiosità e la sete insaziabile di conoscenza di Hawking, come pure la sua malattia e la sua morte, a rivelarci e la nostra grandezza e la nostra piccolezza di uomini.
    Concludo con due pensieri autorevoli. Il primo, formulato nel 1930, è di Max Planck, padre della fisica quantistica, premio Nobel per la Fisica, credente: "Di fronte a Dio tutti gli uomini, anche i più perfetti ed i più geniali... sono creature primitive... e sarebbe temerario ed assurdo tentare di imitare l'occhi divino e di ripensare completamente i pensieri della mente divina. L'intelletto comune dell'uomo non saprebbe comprenderne i profondissimi pensieri neppure se gli venissero comunicati" (M. Planck, La conoscenza del mondo fisico).
    Il secondo, del 2017, è di Carlo Rovelli, fisico contemporaneo, ateo: "La natura del tempo resta il mistero forse più profondo. Strani fili lo legano agli altri grandi misteri aperti: la natura della mente, l'origine dell'universo, il destino dei buchi neri, il funzionamento della vita" (C. Rovelli, L'ordine del tempo).
    Nota di BastaBugie: Marco Respinti nell'articolo sottostante dal titolo "La truffa della teoria del tutto, Hawking ora sa tutto" parla della grande truffa che ha accompagnato il pensiero di Stephen W. Hawking, l'astrofisico sco
    26 min
  • La pranoterapia non ha nulla a che vedere con la scienza
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4233

    LA PRANOTERAPIA NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA SCIENZA (NE' CON LA FEDE CRISTIANA)
     
    La guarigione che proviene dal diavolo ha lo scopo di generare confusione in vista di un male più grande e non ha nulla in comune con il carisma della guarigione: "... a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito". (1 Cor 12,9). Questo dono che Dio fa gratuitamente, è accompagnato dai doni della fede e della compassione ed è esercitato solo in un ambiente di preghiera, durante il quale si loda Dio, ci si offre al Signore come canali di misericordia attraverso la quale Egli - per mezzo dello Spirito Santo - passa per raggiungere e guarire gli ammalati.
    LA PRANOTERAPIA
    Generalmente coloro che praticano questa terapia hanno nella loro sto­ria personale o in quella dei loro genitori, collegamenti con la magia, lo spiritismo, etc. Per chi non lo sapesse, la pranoterapia è nata in seno al tan­trismo come pratica magica per ottenere la guarigione dei malati tramite il prana, che significa soffio vitale che il dio del vento Voyù della religione indù avrebbe donato ai suoi seguaci. Il fatto che tanti credono a queste sciocchezze mitologiche è la prova dell'accecamento spirituale in cui tanti si trovano e profetizzato da San Paolo: "Verrà il tempo in cui gli uomini non sopporteranno più la sana dottrina, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole" (2 Timoteo 4,3-4). Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.
    Questa concezione è poi giunta in Occidente per indicare una presunta energia cosmica che la scienza ha dimostrato inesistente. Il Cardinale Ratzinger, da prefetto per la congregazione per la dottrina della Fede, ha dichiarato a riguardo della pranoterapia: "Le pretese doti di guarigione dei pranoterapisti sono un segno di paganizzazione e non hanno nulla a che vedere con la fede cristiana e con il carisma delle guarigioni. Fanno parte di un terribile mondo sotterraneo".
    Purtroppo sono molte le persone che fanno ricorso alla pranoterapia, perché praticata da qualche sacerdote o raccomandata da qualche suora. Proprio attraverso questi religiosi è la Chiesa stessa che viene danneggia­ta. Padre Gabriele Amorth ha detto così di questi sacerdoti e religiosi: "Sono ciechi che guidano altri ciechi! È ignoranza colpevole da parte di quei sacerdoti. In questo caso non occorrono condanne vescovili; ci sono già le condanne della Bibbia, dei Concili e della Congregazione per la Dottrina della Fede".
    Il sottoporsi alla pranoterapia o il praticare que­sto tipo di guarigione diventa un sicuro ostacolo allo spirito di pre­ghiera e al dialogo con Dio. Per tutti coloro che si sottopongono alle cure dei "guaritori" la preghiera diventa un'abitudine ed il rapporto con in gua­ritore diventa di dipendenza (che spesso gli frutta molto denaro!). La vera liberazione e guarigione è quella di Cristo al quale nulla è impossibile. Secondo la nostra fede è infatti Dio che guida l'uomo e guarisce. Secondo i guaritori è invece l'uomo a dirigere Dio e a guarire per mezzo dei propri doni. Per loro infatti il naturale deriva da una visione metafisica derivata da filosofie pagane.
    I GUARITORI
    Sono molte le vittime di guaritori che si dicono dotati di "poteri" in grado di agire nel campo delle guarigioni fisiche. Essi ingannano i loro clienti affermando quasi sempre di essere in comunione con la Chiesa. Affermazione resa ancora più credibile da quei religiosi e da quelle reli­giose che non solo li frequentano, ma collaborano con essi, consigliandoli ai sofferenti. I "poteri" di questi guaritori quasi sempre sono ereditati da qualche antenato e più che di "poteri" bisognerebbe parlare di "spiriti" da cui provengono i "poteri" sotto forma di "energia" o "calore" o "fluido" che essi manipolano a loro piacimento con l'imposizione delle mani, o con la recita di finte preghiere imparate a memoria. Preghiere usate sempre come formule magiche e quindi contrarie alla fede cristiana!
    Numerosi sono i danni fisici e spirituali ottenuti proprio dall'intervento dei "guaritori". I cristiani poco informati cadono con facilità nelle loro mani, convinti che quello che essi usano per guarire sia semplicemente un "dono naturale" che tutti possono avere. Dall'altro canto i "guaritori" mentono affermando di aderire strettamente alla Chiesa. Questo lo dichia­rano per tranquillizzare i loro "pazienti". Ad esempio i pranoterapisti dico­no che il loro fluido sia un "carisma di guarigione" e come gli Apostoli di Cristo pretendono di imporre le mani (che non sono consacrate come quel­le dei sacerdoti). Essi affermano che anche Gesù era un "grande pranote­rapeuta" (è falso: Gesù è il Figlio di Dio, non un pranoterapeuta) e che le sue parole: "E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che cre­dono: nel mio nome scacceranno i demòni... imporranno le mani ai malati e questi guariranno" (Mc 16,17-18), sono proprio un invito a scoprire que­sto dono naturale presente in ogni uomo e a diventare così guaritori.
    Ma Gesù ha parlato di "fede" in Lui, non di "fluido". Questo esclude anche che si tratti di un "dono naturale", ma che si tratta invece di un "carisma" (dono) che Dio concede solo ai cristiani che credono in Gesù, lo seguono e si servono di tale carisma per diffondere il Vangelo e la sua Chiesa e non per fare soldi, come fanno i guaritori e i pranoterapisti (anche se spesso mascherano la cosa chiedendo solo "offerte"!).
    Questo è quanto le Scritture e la Santa Chiesa ci insegnano. Tale concetto è in netta con­trapposizione con la "pranoterapia" ed i cosiddetti "doni di guarigione" visti come "doni naturali". Infatti se fossero doni naturali escluderebbero la necessità della preghiera. Il Dio Onnipotente, il Creatore di ogni cosa non ha bisogno del "fluido" o del "calore" dei guaritori per poter sanare. Chiede solo la fede, la preghiera, la pratica assidua della Confessione e della Comunione.
    La maggior parte dei guaritori usa pratiche come la pranoterapia, la riflessologia, l'ipnosi, l'ESP (percezione extrasensoriale), l'agopuntura, il reiki e le tecniche orientali di meditazione (il bio feed back, il training autogeno, lo zen, lo yoga, l'aikido, il tai-chi-chuan, lo shiatzu, i corsi di "Dinamica mentale di base", l'omeopatia, etc.)
    Pure un documento dell'Ufficio Nazional della Cei per la pastorale della sanità del 20/10/2000, mette in guardia dai rischi per la salute, ma anche per il coinvolgimento di queste terapie alternative con filosofie orientali "non compatibili con la fede cattolica e qualche volta perfino accompa­gnate da pratiche occultistiche". Il documento, parlando di medicina non convenzionale si riferisce a "tutte quelle prassi mediche non fondate su riscontri di anatomia, fisiologia, patologia e terapia: erboristeria, ago­puntura, omeopatia, pranoterapia, rifessologia, iridologia, reiki e shiatzu, che possono rappresentare un rischio per i pazienti che abbandonano le terapie tradizionali, ma di comprovata efficacia".
    Se hai praticato o se stai praticando anche solo una di queste tecniche sopra elencate ecco forse spiegata l'origine di tutti i tuoi problemi. Da questo grave pericolo non sono esclusi i cosiddetti autodidatti, cioè tutte quelle persone che consultano libri o riviste specializzate di magia in cerca di fortuna, successo e amore, e quelli che telefonano ai maghi o credono nell'oroscopo lasciandosene quasi condizionare. Per uscirne è necessario che tu ritorni seriamente a Dio, chiedendo aiuto a persone come santi sacerdoti o esperti esorcisti. E solo con la sincera rinuncia a queste tecni­che ed il totale ritorno a Gesù Cristo potrai essere definitivamente libero.
    11 min
  • Il direttore del Cern di Ginevra crede in Dio perchè scienza e fede sono compatibili
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4212

    IL DIRETTORE DEL CERN DI GINEVRA CREDE IN DIO PERCHE' SCIENZA E FEDE SONO COMPATIBILI
    L'italiana Fabiola Gianotti è direttore generale del più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, avendo contribuito alla scoperta del bosone di Higgs (la ''particella di Dio'')
    da UCCR (Unione Cristiani Cattolici Razionali)
     
    Dal 1 gennaio 2016 l'italiana Fabiola Gianotti è direttore generale del CERN di Ginevra, è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Un ruolo certamente meritato anche per aver enormemente contribuito alla scoperta del bosone di Higgs.
    LA SIGNORA DELLA SCIENZA
    La Gianotti viene definita la "signora della scienza", ed è senza dubbio tra gli scienziati più noti al mondo. Il 6 gennaio scorso è stata ospite della trasmissione "Otto e mezzo", condotta dalla faziosa Lilli Gruber. In collegamento da Ginevra, [...] la Gianotti ha risposto a molte domande sulla fisica delle particelle così come alla richiesta sul rapporto tra scienza e fede: «la scienza e la religione devono restare su due strade separate», ha risposto la Gianotti, «la scienza si basa sulla dimostrazione sperimentale e la religione si basa su principi completamente opposti, cioè sulla fede, tanto più benemerito chi crede senza aver visto. E la scienza non potrà mai dimostrare l'esistenza o la non esistenza di Dio».
    Alla domanda della Gruber se ha fede in Dio, la celebre scienziata ha risposto in modo molto asciutto: «Si, io credo». L'intervistatrice ha quindi domandato: la scienza è compatibile con la fede? «Assolutamente si, non ci sono contraddizioni. L'importante è lasciare i due piani separati: essere credenti o non credenti, non è la fisica che ci darà una risposta».
    NESSUNA CONTRADDIZIONE TRA SCIENZA E FEDE
    Anche pochi giorni prima, in un'intervista su "Repubblica", la scienziata aveva detto: «Scienza e religione sono discipline separate, anche se non antitetiche. Si può essere fisici e avere fede oppure no. È meglio che Dio e la scienza mantengano la giusta distanza». Lo stesso concetto lo aveva ribadito su "Famiglia Cristiana" nel 2010: «Non vedo nessuna contraddizione tra scienza e fede: appartengono a due sfere diverse. Saremmo troppo ambiziosi e troppo arroganti se potessimo pensare di spiegare l'origine del mondo. Quello che possiamo fare noi scienziati è andare avanti passettino dopo passettino, e accumulare conoscenza. Ma, come diceva Newton, quello che conosciamo è una gocciolina e quello che non conosciamo un oceano, quindi siamo ben lontani dal rispondere a domande di quel tipo».
    NULLA DI STRANO
    Nulla di strano, ovviamente, l'esperienza di fede della Giannotti non vale di più o di meno di quella di un sacerdote, di un muratore o di un libraio. E, sopratutto, non è che una delle migliaia di celebri scienziati a pensarla così. [...]
    Certamente sarà uno smacco invece per Piergiorgio Odifreddi e i suoi epigoni, sempre impegnati a violentare la scienza per tentare di dimostrare l'inesistenza di Dio o, più semplicemente, per accusare i credenti di ignoranza o cretineria. Oltre al danno la beffa: mentre la Gianotti è a capo del Cern, Odifreddi non lo vogliono nemmeno come presidente della Giuria dei "Letterati" del Campiello 2015. Non c'è più irreligione, nemmeno tra gli scienziati.

    4 min
  • Nuova conferma scientifica: la sindone è autentica
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4001

    NUOVA CONFERMA SCIENTIFICA: LA SINDONE E' AUTENTICA
    di Marco Respinti
     
    Nell'Università degli Studi di Milano, il professor Giampietro Farronato è ordinario di Ortognatodonzia, quella branca dell'odontoiatria che studia le anomalie dei denti e delle ossa mascellari. Con una squadra di superspecialisti - Bruno Barberis, Luigi Fabrizio Rodella, Giovanni Pierucci, Mauro Labanca, Alessandra Majorana e Massimo Boccaletti -, ha passato al bisturi nientemeno che la Sindone. Ne è venuto fuori un libro ricco e intrigante, Autopsia dell'Uomo della Sindone (Elledici, Leumann [Torino] 2015), presentato qualche giorno fa a Milano nella Chiesa di San Gottardo in Corte, nell'ambito della rassegna «Scuola della cattedrale» promossa dalla Veneranda Fabbrica del Duomo.
    PROFESSOR FARRONATO, AVETE FATTO L'AUTOPSIA ALLA SINDONE. COME VI E' SALTATO IN MENTE?
    La medicina legale non aveva ancora detto tutta la sua ed eccoci qui. L'idea risale a quasi tre anni fa. Condurre un studio anatomico accurato dell'impronta sindonica a partire dalle istantanee scattate da Secondo Pia nel 1898 da cui risultò che l'immagine sul lino si comporta come un negativo fotografico. Abbiamo riletto daccapo una gran mole di foto e i risultati degli studiosi che ci hanno preceduto.
    E CHE IDEA VI SIETE FATTI DELLA SCENA DEL CRIMINE?
    Che ovviamente non esiste più. Abbiamo indagato il crimine solo attraverso l'impronta lasciata dal cadavere.
    POCHINO...
    Molto. L'anatomia è stata ricostruita dai dati morfologici offerti del lino. Soprattutto il volto, ricco e completo. Praticamente abbiamo assimilato l'immagine della Sindone alla "maschera" medico-legale abitualmente utilizzata per descrivere le lesioni su un corpo, cadavere o vivente.
    E POI?
    Io e Alessandra Majorana abbiamo reso l'impronta più leggibile per meglio esaminarla medicalmente. Con software per la gestione d'immagini, i più innovativi disponibili, abbiamo invertito i chiari e gli scuri, nonché l'orientamento destra-sinistra. Poi, applicando le metodiche utilizzate per rendere leggibili la TAC, la tomografia computerizzata Cone Beam, quindi la risonanza magnetica e altri esami tridimensionali, abbiamo ottenuta una completa diagnosi ortognatodontica, campo in cui la sofisticazione e la precisione arriva oggi sino al dettaglio più minuto.
    SEMBRA CSI.
    Può darsi... Ma è una metodica scientifica, non cinematografica. E infatti siamo riusciti a evidenziare dettagli che ci hanno portato a misurazioni davvero accurate.
    VORREBBE DIRMI CHE SOLO STUDIANDO UN'IMMAGINE VECCHIA DI SECOLI SU UN TELO USURATO SIETE RIUSCITI AD ANALIZZARE IL VOLTO COME FOSSE QUELLO DI UN CADAVERE IN CARNE E OSSA?
    Di più. È stato come essere davanti a un paziente da sottoporre a correzione terapeutica di tipo ortodontico o chirurgico.
    PONTI, IMPIANTI DENTALI, OPERAZIONI MAXILLO-FACCIALI, COSE COSI'?...
    Sì.
    ROMPO L'APLOMB: FANTASTICO. COSA LE HA DETTO ALLA FINE QUEL VOLTO SETACCIATO IN LABORATORIO?
    Tante cose. Avendo per la prima volta applicato metodiche scientifiche quali la cefalometria cranica, che evidenzia le alterazioni strutturali presenti nell'Uomo della Sindone, i dati ottenuti sono: asimmetria nelle bozze frontali, zigomatiche; deviazione del setto nasale; e asimmetria della mandibola con dislocazione riferibili a traumi occorsi in un arco temporale prossimo al decesso.
    BOTTE VIOLENTISSIME...
    Il volto che emerge è dovuto al sangue versato, le cui tracce sono riferibili a essudati e a un'impronta che interessa un piccolissimo spessore della tela.
    DUNQUE?...
    Le metodologie oggi disponibili non sono in grado né di riprodurre né di spiegare quell'impronta che interessa solo un piccolissimo spessore della tela.
    CHI SIA L'UOMO DELLA SINDONE E' L'OGGETTO DI UNA CONTROVERSIA ANTICA, A VOLTE PURE VEEMENTE. LA SCIENZA CHE DICE?
    La scienza dice che si tratta dell'impronta del cadavere di un uomo veramente sottoposto ante mortem a torture, flagellazioni e percosse, incoronato di spine e alla fine crocefisso. Questo ha determinato la morte di quell'uomo con una corrispondenza totale ai racconti dei Vangeli anche nella successione temporale in cui le torture sono state inferte, compresa la natura post mortem del colpo di lancia nel costato (cfr. Gv 19, 33-34). Studi scientifici proprio del marzo di quest'anno, coordinati dal prof. Giulio Fanti ed elaborati dall'Università degli Studi di Padova (che ha coordinato ricerche svolte in collaborazione con altri atenei), corredati da tre datazioni chimiche e meccaniche, hanno portato a una nuova datazione del lino: tra il 283 a.C. e il 217 d.C., arco di tempo compatibile con la vita di Gesù in Palestina. Ma la modalità di formazione dell'immagine resta un mistero inestricabile.
    TACCIO. ANZI NO: E' GESU'?
    L'uomo di fede non può rivolgere alla scienza domande a cui la scienza non può dare risposte.
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  • La scienza conferma la veridicita del miracolo eucaristico di Siena
    VIDEO: Il miracolo eucaristico di Siena ➜ https://www.youtube.com/watch?v=0KRwRN88LkA

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/3745

    LA SCIENZA CONFERMA LA VERIDICITA' DEL MIRACOLO EUCARISTICO DI SIENA di Vincenzo Sansonetti
     
    Le Ostie, visibilmente in ottimo stato di conservazione, sono state poi sottoposte, in tre campioni, alle seguenti analisi: ispezione della superficie delle Ostie con microscopio digitale portatile, rilevazione della presenza del nucleotide ATP (adenosine-trifosfato) mediante misura con bioluminometro, test colturale, fotogrammetria a distanza ravvicinata per la ricostruzione del modello 3D delle Ostie a fini documentativi [...]. Dai risultati degli esami eseguiti emerge la conferma di quanto anticipato dall'esame visivo, ovvero il buono stato di conservazione delle Ostie e la totale assenza di contaminazione. Il test colturale non ha messo in evidenza nessuna crescita microbica né dopo 7 giorni dal campionamento, né dopo 14».
    Questa la parte centrale del comunicato stampa diffuso in data 24 ottobre 2014 dall'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, in riferimento alla ricognizione effettuata il precedente 10 settembre con analisi non invasive di alcuni campioni scelti tra le particole «che prodigiosamente si conservano dal 1730 nella Basilica di S. Francesco in Siena». Aldilà del linguaggio da specialisti, il significato è chiaro: il miracolo eucaristico di Siena, tra i più celebri al mondo, «continua». Peccato che la notizia, di per sé clamorosa in tempi di freddo razionalismo e rifiuto del soprannaturale, sia passata quasi sotto silenzio: oltre alla stampa locale, solo un commento di Antonio Socci (peraltro precedente al comunicato della Curia), un trafiletto su Avvenire e poco altro. Nessuna ripresa nei Tg, nessun dibattito nei salotti televisivi, di solito attenti a questi fenomeni. I miracoli imbarazzano.
    SOLO LO STUPORE COGLIE IL MISTERO
    «Nella natura e nella storia non avvengono miracoli», affermava con sicurezza Lenin, nella prima delle sue Lettere da lontano, scritta nel marzo 1917, alla vigilia della partenza dalla Svizzera per mettersi alla testa della rivoluzione bolscevica. Il suo proclamato materialismo storico gli impediva di accettare la possibilità di eventi che travalicano le leggi naturali. Pochi decenni prima il filosofo francese Émile Littré, inesorabile positivista, con una punta di sarcasmo sosteneva che «per quante ricerche si siano fatte, mai un miracolo si è prodotto là dove poteva essere osservato e constatato». Oggi questi due signori sono smentiti dai fatti. Non solo i miracoli avvengono e continuano ad avvenire, ma sono accertati dalla scienza (si pensi al rigore con cui si procede per proclamare santi e beati) e si producono proprio laddove possono essere studiati e verificati (vedi l'esempio clamoroso e sotto gli occhi di tutti di Lourdes, dove esiste un apposite Bureau medical atto a verificarne l'autenticità). Sono il prevalere dell'ideologia e dello scetticismo, così diffusi purtroppo anche tra i cattolici, che impediscono il dispiegarsi dello stupore, unico atteggiamento umano che può cogliere il Mistero, e quindi il miracolo. Per il teologo italiano naturalizzato tedesco Romano Guardini, preoccupato di porre Cristo al centro della vita moderna, «il miracolo non elimina affatto la legge naturale, ma indica soltanto che essa viene presa a servizio, in quel momento, da una potenza superiore, del tutto reale e carica di senso».
    IGNOTI LADRI SACRILEGHI
    All'interno della vasta categoria dei "miracoli", che si apre con i prodigi operati dallo stesso Gesù durante la sua vita terrena (dalla trasformazione dell'acqua in vino a Cana fino alla resurrezione di Lazzaro), ci sono i cosiddetti miracoli eucaristici. Essi richiamano l'attenzione dei fedeli sul fatto che le specie eucaristiche (pane e vino) diventano realmente Corpo e Sangue di Cristo, che si fa così presente fra noi: è il mistero centrale della fede cattolica. Tra i tanti miracoli eucaristici accertati spicca quello celebre di Siena, che risale al 1730: il 14 agosto di quell'anno, alla vigilia della solennità dell'Assunzione di Maria, un rilevante numero di ostie consacrate (più di trecento) vennero rubate da ignoti ladri sacrileghi, che asportarono dalla basilica di San Francesco la pisside d'argento che le conteneva. Le particole furono ritrovate tre giorni dopo, il 17 agosto, in una cassetta per le elemosine della chiesa di Santa Maria di Provenzano, abbandonate dagli autori del furto, e il giorno dopo riportate con una processione solenne in San Francesco: qui si conservano ancor oggi, integre come al momento del ritrovamento. Il miracolo eucaristico di Siena si può perciò considerare permanente, unico esempio al mondo. Sono rimaste 225 ostie delle 351 originali, più alcuni frammenti. Le particole mancanti sono state in parte utilizzate nel corso delle analisi e degli accertamenti che si sono succeduti, per analisi chimiche ed esami vari, finalizzati anche a valutarne la commestibilità e il gusto.
    DA ANNOTARE NEGLI ANNALI DELLA SCIENZA
    Per verificare la permanenza del fatto prodigioso, cioè per assicurarsi che le ostie conservassero le loro caratteristiche senza deteriorarsi, sono state effettuate nel tempo numerose ricognizioni, tra il 1780 e il 1914. «Abbiamo riconosciuto come una specie di vero prodigio che [le particole, ndr] si siano conservate incorrotte senza veruna alterazione per il tratto lunghissimo di cinquant'anni», conclude il suo rapporto padre Giovanni Carlo Vipera, ministro generale dei Frati Minori, nella prima delle due ricognizioni effettuate alla fine del XVIII secolo.
    Particolarmente accurata e svolta con strumenti più sofisticati che nel passato, la ricognizione compiuta su impulso di san Pio X il 14 giugno 1914. La relazione conclusiva documenta che le ostie «erano di apparenza ben conservate e senza alcun segno di alterazione o ammuffimento, né guaste per alterazione di tarli o di altri parassiti, propri dei prodotti farinacei». Nella stessa relazione un docente dell'Università di Siena, il professor Siro Grimaldi, riconosce di trovarsi di fronte a «un fenomeno singolare, palpitante di attualità, che inverte le leggi naturali della conservazione della materia organica. È un fatto unico da annotare negli annali della scienza».
    SEGNI CHE RAFFORZANO LA FEDE
    Proprio in occasione del centenario di quella famosa ricognizione del 1914, che a suo tempo destò notevole interesse, l'attuale arcivescovo di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino, monsignor Antonio Buoncristiani, dopo essersi consultato con il clero diocesano e autorizzato dalla Congregazione per la dottrina della fede, ha disposto a settembre del 2014 un nuovo esame, eseguito da un gruppo di ricercatori di Firenze, esperti della materia e coordinati dal Cnr. Quest'ultima ricognizione, pur non particolarmente analitica e sofisticata, ha comunque riscontrato - come abbiamo visto - che le ostie rimangono prodigiosamente incorrotte. Non c'è spiegazione scientifica che possa giustificare il fenomeno: è un miracolo. Che fa dire all'arcivescovo che si tratta di «un segno evidente che rafforza la fede del Popolo di Dio nell'Eucaristia, culmine e fonte di tutta la vita della Chiesa, sacramento di unità e vincolo di carità fra i cristiani». Nell'anno pastorale della diocesi senese, dedicato proprio all'Eucaristia, le ostie miracolose saranno esposte nelle chiese: tutti i fedeli che «devotamente sosteranno in preghiera di adorazione dinanzi alle SS. Particole» otterranno fino al 4 ottobre 2015 l'indulgenza plenaria.
    Oggi la cosiddetta "teologia dei miracoli" è fortemente contestata, nel migliore dei casi ignorata da molti fedeli e gruppi ecclesiali, soprattutto nel Nord Europa. Non riconoscono l'esistenza dei miracoli gli ambienti modernisti e secolarizzanti, che non li considerano fatti realmente accaduti, ma semplici simboli, creati dalla coscienza religiosa, come sublimazione degli oggetti di culto. Per quanto riguarda in particolare i miracoli attribuiti nei Vangeli a Gesù, per costoro si tratterebbe soltanto di semplici narrazioni allegoriche, tese a dimostrare verità spirituali più complesse. Ma la realtà è più forte di queste costruzioni mentali. E i miracoli parlano da soli.
    Nota di BastaBugie: dal comunicato stampa dell'Arcidiocesi di Siena si viene a sapere che "in data 10 settembre 2014, ad un secolo di distanza dalle prime analisi scientifiche condotte sulle SS. Particole che prodigiosamente si conservano dal 1730 nella Basilica di S. Francesco in Siena, ricevuto il nulla osta della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’Arcivescovo S.E. Mons. Antonio Buoncristiani, coadiuvato dalla Commissione nominata con Decreto arcivescovile e composta da rappresentanti del Clero diocesano, dei Frati Minori Conventuali e del laicato cattolico dell’Arcidiocesi, ha provveduto ad una nuova ricognizione, con analisi non invasive di alcuni campioni di SS. Particole e la ripulitura del cilindro di cristallo contenitore, eseguita l’ultima volta nel 1952 a seguito del furto sacrilego dell’Ostensorio.
    Si è inizialmente provveduto alla verifica numerica delle SS. Particole, che sono risultate 225 più alcuni frammenti, conformemente alla precedente ricognizione. Le Ostie, visibilmente in ottimo stato di conservazione, sono state poi sottoposte, in tre campioni, alle seguenti analisi: ispezione della superficie delle Ostie con microscopio digitale portatile, rilevazione della presenza del nucleotide ATP (adenosin-trifosfato) mediante misura con bioluminometro, test colturale, fotogrammetria a distanza ravvicinata per la ricostruzione del modello 3D delle Ostie a fini documentativi. Prima della pulitura, anche il contenitore di cristallo, in tutte le sue superfici, è
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  • Per gli atei il cancro e la prova che Dio non esiste
    VIDEO: Conferenza di Zichichi ➜ https://www.youtube.com/watch?v=sGzqfV_F2-U

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3531

    PER GLI ATEI IL CANCRO E' LA PROVA CHE DIO NON ESISTE... MA SBAGLIANO! di Antonino Zichichi
     
    Alle nove del mattino del giorno dedicato alla celebrazione di tutti i Santi (primo novembre 1755), il terrore si abbatté sulla splendida e ricca capitale del Portogallo. Una serie di scosse telluriche seguite da inondazioni e incendi devastarono la splendida Lisbona: diecimila i morti e tre quarti delle case distrutte. La catastrofe sconvolse l'Europa e Voltaire concluse che questa era la prova della non esistenza di Dio.
    Nel secolo scorso, la follia politica ha causato milioni di vittime innocenti. Auschwitz e cancro sono due esempi di tragiche realtà. Una dovuta alla follia politica del nazismo, l'altra alla natura. Perché Dio non interviene per evitare il ripetersi di tante tragiche realtà? Nel secolo in cui viviamo, la potenza distruttiva nelle mani dell'uomo potrebbe cancellare qualunque segno di vita su questo piccolo e indifeso satellite del Sole. Chi osservasse da una lontana galassia questa nostra navicella spaziale e ciò che in essa accade, dovrebbe concludere che la Terra deve produrre facilmente più esplosivi che cibo. Per ciascun abitante ci sono infatti migliaia di chili di potenza esplosiva e mancano quelle poche centinaia di chili di cibo per evitare che milioni di persone - ancora oggi - muoiano per fame.
    Come se non bastasse, la potenza del calcolo elettronico è tale da poter mettere sotto controllo un numero di persone superiore a quello di tutti gli abitanti della Terra.
    COME LA METTIAMO CON L'ESISTENZA DI DIO?
    Se la nostra esistenza si esaurisse nell'immanente, il discorso sarebbe chiuso qui. Immanente vuol dire tutto ciò che i nostri cinque sensi riescono a percepire. Questi nostri cinque sensi sono il risultato dell'evoluzione biologica. C'è però un'altra forma di evoluzione che batte quella biologica: l'evoluzione culturale. L'evoluzione biologica della specie umana non avrebbe mai portato l'uomo a scoprire se esiste o no il supermondo, come facciamo al Cern. Né a viaggiare con velocità supersoniche. Né a vincere su tante forme di malattia che affliggevano i nostri antenati. La nostra vita media ha superato gli 80 anni e le previsioni vanno oltre i cento anni, grazie alla scoperta che il mondo in cui viviamo è retto da leggi universali e immutabili. Nel «libro della natura», aperto poco meno di quattro secoli fa da Galileo Galilei, mai una virgola è stata trovata fuori posto.
    La speranza all'uomo del terzo millennio, solo la scienza e la fede possono darla. Questa speranza ha due colonne. Nella sfera trascendentale della nostra esistenza la colonna portante è la fede. Nella sfera immanentistica della nostra esistenza la colonna portante è la scienza.
    Noi siamo l'unica forma di materia vivente dotata della straordinaria proprietà detta ragione. È grazie a questa proprietà che è stata inventata la memoria collettiva permanente, meglio nota come scrittura. È così che possiamo sapere cosa pensava Voltaire sulla catastrofe naturale che distrusse Lisbona. Ed è sempre grazie alla scrittura che i nostri posteri potranno sapere cosa stiamo facendo noi avendo a disposizione la logica rigorosa teorica (meglio nota come matematica) e la logica rigorosa sperimentale (meglio nota come scienza). La scienza ci dice che non è possibile derivare dal caos la logica che regge il mondo, dall'universo sub-nucleare all'universo fatto con stelle e galassie. Se c'è una logica deve esserci un Autore. L'ateismo, partendo dall'esistenza di tutti i drammi che affliggono l'umanità, sostiene che se Dio esistesse queste tragedie non potrebbero esistere. Cristo è il simbolo della difesa dei valori della vita e della dignità umana. Che sia figlio di Dio è un problema che riguarda la sfera trascendentale della nostra esistenza. Negare l'esistenza di Dio però equivale a dire che non esiste l'autore della logica rigorosa che regge il mondo. Tutto dovrebbe esaurirsi nella sfera dell'immanente la cui più grande conquista è la scienza.
    La scienza però non ha mai scoperto nulla che sia in contrasto con l'esistenza di Dio. L'ateismo, quindi, non è un atto di rigore logico teorico, ma un atto di fede nel nulla.
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  • Lemaitre, il sacerdote cattolico
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3400

    LEMAÎTRE, IL SACERDOTE CATTOLICO CHE NEL 1931 PROPOSE PER PRIMO LA TEORIA DEL BIG BANG: FU DERISO DA EINSTAIN... MA AVEVA RAGIONE LUI di Francesco Agnoli

    Martedì 29 luglio 2014, alle 23.27, è partito il lancio nello spazio, ad opera dell'Esa (European Space Angency), del quinto Atv. Gli Atv sono i veicoli di trasferimento automatizzati più potenti e che offrono una maggior capacità di carico tra tutti i veicoli che visitano la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), posta ad altezza orbitale di 330 km. Il quinto Atv è il veicolo più affidabile e complesso mai costruito in Europa. Il suo compito è quello di rifornire l'equipaggio dell'ISS di cibo, acqua, ossigeno, e attrezzatura di ricerca (per un totale di 6,6 tonnellate di materiali). [...]
    L'atv-5, lanciato a 260 km di quota (20 volte l'altitudine di crociera di un aereo passeggeri), da Kourou, nella Guyana francese, su un razzo Ariane 5 (alto 52 metri), prende il nome da Georges Eduard Lemaître, il sacerdote belga "padre della teoria del Big Bang".
    Il suo nome, piuttosto sconosciuto al grande pubblico, ma non agli astronomi, è stato proposto dalla delegazione belga all'ESA. In particolare il suo Direttore Generale, l'ingegnere aeronautico Jean-Jaques Dordain, ha ricordato il ruolo del Belgio fin dall'esordio dell'avventura spaziale europea e ha aggiunto: "Dando il nome di Georges Lemaître ad ATV-5, onoriamo uno scienziato di importanza mondiale, che con i suoi studi ha permesso di ampliare le nostre conoscenze dell'universo". A sua volta il ministro belga responsabile per le attività spaziali, Paul Megnette, ha dichiarato: "Questo mostra che il lavoro e le scoperte di Lemaître non sono state dimenticate e che sono ancora oggi importanti e fondamentali".
    La brochure ufficiale dell'Esa definisce Lemaître "un genio" che ha dato inizio a "un'era". Mentre infatti tutti ritenevano che "l'universo fosse infinito" e "che il suo aspetto generale si mantenesse costante", egli propose per primo "l'idea che l'universo avesse avuto inizio in un preciso momento nel quale tutta la materia e tutta l'energia erano concentrate in un solo punto. Nacque così la teoria del Big Bang".
    Lemaître non fu solo colui che propose per primo la dottrina dell' "atomo primitivo" (1931), ribattezzata, in origine in termini spregiativi, "Big Bang", ma anche colui che per primo, precedendo Hubble, intuì l'espansione dell'Universo (1927) e l'astronomo che, con Gamow, ipotizzò l'esistenza di una radiazione cosmica di fondo che sarebbe stata scoperta solo nel 1964 da Arno Penzias e Robert W. Wilson (meritevoli, per questo, del Nobel, nel 1978).
    La storia del graduale affermarsi della teoria del Big bang è assai curiosa. Infatti il suo promotore dovette scontrarsi con forti pregiudizi. Il primo a non comprenderlo, fu, in due occasioni, Albert Einstein, contrario all'idea di un universo non spinoziano, cioè non statico e non eterno. A lungo l'idea di Lemaître fu contrastata dai fisici sovietici e dagli scienziati che avevano sposato l'ortodossia materialista, secondo la quale l'universo non può che essere eterno, statico ed infinito, come la materia increata.
    Invece Pio XII, pontefice molto attento alle scoperte scientifiche, si espresse subito a sostegno dell' "atomo primitivo" di Lemaître. Per il papa, infatti, il Big Bang implica il venire all'essere di qualcosa che prima non c'era; di qualcosa di mutevole, caduco, contingente, che rimanda all'Immutabile e richiede una Causa prima, secondo l'insegnamento tomista ("Tutto ciò che può essere e non essere, ha una causa"). Il Big Bang aiuterebbe insomma a comprendere la dottrina biblica della "creazione dal nulla". Di qui un cenno di Pio XII, quasi esplicito, al Big bang, il 22 novembre 1951: "Così tutto sembra indicare che l'universo materiale ha preso, da tempi finiti, un potente inizio, provvisto com'era di un'abbondanza inimmaginabilmente grande di riserve energetiche, in virtù delle quali, dapprima rapidamente, poi con crescente lentezza, si è evoluto allo stato presente". Troppa fretta di far concordare il concetto metafisico di creazione, con l'idea di un inizio fisico dell'universo? No, Pio XII voleva solo far capire che anche gli scienziati erano giunti, in piena autonomia, ad ipotizzare la contingenza dell'universo. Strano a dirsi, ma a dispiacersi, parzialmente, per la evidente sponsorizzazione del Big bang fu proprio il devoto sacerdote Lemaître, che Pio XII avrebbe posto a capo della Pontificia Academia delle Scienze. Sia perché credeva che fosse prematuro dare per vincente la sua ipotesi così "bizzarra" e avversata; sia per evitare, da parte di altri scienziati, ulteriori contrapposizioni ideologiche e non scientifiche, a causa delle implicazioni teologiche dell' "atomo primitivo".
    Una curiosità: una bella foto di Lemaître in clergyman sarà firmata dagli astronauti presenti nell'ISS, e verrà riportata poi sulla Terra. Con un po' di ritardo, qualcuno si ricorda del prete che circa un secolo fa ha cambiato il modo di vedere l'Universo.
    7 min
  • Luci e ombre di Rita Levi Montalcini
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2602

    LUCI E OMBRE DI RITA LEVI MONTALCINI di Giovanna Arcuri
    Il politicamente corretto ha le sue regole e sono regole ferree. Una di queste impone che di alcuni personaggi della cultura, della politica, delle arti etc non si possa che parlare bene, anzi benissimo. I distinguo sull'operato di questi soggetti vengono giudicati, ben che vada, come un'operazione di cattivo gusto.
    Rita Levi Montalcini, deceduta lo scorso 30 Dicembre all'età di 103 anni, forse appartiene alla schiera di questi intoccabili, perché oggi ricevere un Nobel – un qualsiasi nobel – è salire agli onori degli altari laici già in vita, immaginarsi quando poi si è morti.
    Nessuno discute qui le sue capacità scientifiche (non è il nostro compito), ma il successo come scienziati non ne autorizza la beatificazione. In realtà nella vita della Montalcini ci sono luci e ombre. La sua esistenza sin da giovane è segnata dalla sofferenza: di origine ebraica, nel 1938 deve lasciare l'Italia a seguito delle leggi razziali e riparare in Belgio. Ma l'esilio dura poco: nel '40 scappa di nuovo, lascia il Belgio a motivo dell'invasione di Hitler e fa ritorno in Italia.
    Nel 1974 la Chiesa le chiede, prima donna, di entrare a far parte della Pontificia Accademia delle Scienza. Questo a riprova che la Barca di Pietro accoglie tutti, anche persone di credo differente. Anzi nel caso della Montalcini persino persone per nulla credenti. Infatti, intervistata da Piergiorgio Odifreddi nel sul libro "Incontri con menti straordinarie", alla domanda se credesse in Dio lei risponde: "Sono atea. Non so cosa si intenda per credere in Dio". Quindi nessuna discriminazione verso l'atea Montalcini da parte della Chiesa e stesso atteggiamento di rispetto del premio Nobel verso la Chiesa. Infatti in occasione della lettera appello di 63 docenti nel gennaio del 2008 affinché il Santo Padre non mettesse piede all'Università La Sapienza per tenere una lectio magistralis, la Montalcini, pur essendo stata invitata ad aderire, rifiuta di sottoscrivere l'appello. Nonostante ciò gira voce sui giornali che ci sia almeno un'adesione privata se non pubblica e formale, ma il premio Nobel smentisce categoricamente e fa sapere per bocca dell'Osservatore Romano che "in qualità di membro della Pontificia Accademia delle Scienze e dell'ammirazione che nutro verso il Pontefice non avrei mai espresso quanto attribuitomi".
    La ricerca scientifica, che la condusse a vincere il Nobel per la medicina nel 1986, fu una vera vocazione che la assorbì completamente tanto che forse per questo motivo non si sposò mai. Di certo interpretava la sua professione come una missione. Infatti ebbe a dire nel 2009 in occasione di una cerimonia presso l'Istituto Superiore della Sanità per celebrare i suoi 100 anni: "Non ero nata per fare lo scienziato, ma per andare in Africa ad aiutare chi ne ha bisogno. Da adolescente volevo andare in Africa come Albert Schweitzer e curare i lebbrosi. Adesso, nell'ultima tappa della mia vita, esaudisco il desiderio di aiutare popolazioni sfruttate. Posso dire che l'unico motivo per cui ho lavorato è stato aiutare gli altri". Tale slancio verso il prossimo è testimoniato anche dal fatto che lei, seppur atea, devolse parte dei proventi del premio Nobel a favore della Comunità ebraica di Roma per la costruzione di una sinagoga.
    Comprendeva anche i limiti della ricerca scientifica e non la venerava come una nuova religione che avrebbe liberato l'uomo dalle superstizioni e dai falsi miti. Infatti in occasione di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel Novembre del 2006 tenne a precisare che "gli scienziati non detengono il monopolio della saggezza. La soluzione dei problemi che affliggono l'intero genere umano, fino a porne in pericolo la sopravvivenza, spetta in pari misura a filosofi, uomini di religione, educatori e appartenenti ad altre discipline".
    Queste sono alcune luci della vita della Montalcini. Ma ci sono anche ombre. Sempre nell'intervista appena citata la Montalcini rende noto che si allinea al darwinismo duro e puro: "La recente rinascita del movimento creazionista, basata sulla concezione del 'disegno intelligente', nega la validità delle selezione darwiniana. Una negazione, questa, derivante dall'ignoranza delle rigorose prove dei nuovi apporti della genetica". Insomma chi nega che dietro il creato c'è un Creatore pecca di ignoranza.
    Ma proseguiamo nella lettura dell'articolo: "Personalmente, pur dichiarandomi laica o meglio agnostica e libera pensatrice, mi ritengo tuttavia profondamente 'credente', se per religione si intende credere nel bene e nel comportamento etico: non perseguendo questi principi, la vita non merita di essere vissuta". Cosa stona in questa frase che tutti sposeremmo appieno? Stona il fatto che il "credere nel bene e nel comportamento etico" per la Montalcini significava essere a favore di eutanasia, fecondazione artificiale e aborto.
    Nell'articolo citato la giornalista Barbara Palombelli le chiede cosa pensi dell'eutanasia. Ecco la sua risposta: "Nessuno ha il diritto di sopprimere la vita, l'eutanasia potrebbe essere concessa, sempre e soltanto nella fase terminale di malattie che provocano gravi sofferenze, in seguito a processi degenerativi o neoplastici senza speranza di guarigione. Sono favorevole all'eutanasia soltanto per la propria persona attraverso un testamento 'biologico' stilato, a norma di legge, in pieno possesso delle proprie facoltà mentali, nel quale si dichiari che qualora non si fosse più in grado di possedere le facoltà di intendere e di volere, una commissione di medici esperti può porre fine alle gravi sofferenze o ad una vita priva di capacità cognitive".
    Al tempo del referendum per abrogare alcune parti della legge 40 che disciplina la fecondazione artificiale l'associazione radicale Luca Coscioni la intervista per sapere le sue intenzioni di voto. "Voto naturalmente quattro Sì – risponde la Montalcini – perché penso che la legge 40 ci voleva, ha riempito un vuoto ma non l'ha riempito in modo soddisfacente e per va ampiamente revisionata. Su molte cose non sono d'accordo: l'impianto di embrioni senza l'analisi preventiva è assurdo, l'impianto dei tre embrioni è contro la donna, è tutto contro la salute della donna. Sono anche a favore dell'eterologa perché è permissiva e non costrittiva. Quindi ritengo che noi dobbiamo votare – non bisogna astenersi perché è assurdo – e bisogna votare per quattro Sì, che mi pare tengano conto di cose che, non si sa perché, la legge 40 non aveva esaudito come si doveva. Nutro vivamente la speranza di una vittoria del Sì perchè se dovesse vincere il No, secondo me, torniamo al Medioevo." E poi un appello: "Per il bene vostro e dei vostri figli voi dovete andare a votare, perché senza questo voto torniamo molto indietro, finiremo, probabilmente, per eliminare anche la legge sull'aborto".
    Per inciso, sull'aborto, la Montalcini negli anni Settanta fece parte Movimento di Liberazione Femminile per la regolamentazione dell'aborto. Non cambiò mai idea. Infatti il 25 Novembre 2009 all'Università Bicocca di Milano in occasione del "Sysbiohealth symposium 2009" dichiarò: la pillola abortiva RU486 "ha dato risultati straordinari. Penso molto bene di questo farmaco. Conosco colui che l'ha scoperto, è venuto da me e posso dire che i risultati sono straordinari". Una vera entusiasta della morte chimica del nascituro.
    In merito alla ricerca sugli embrioni il premio Nobel non ha dubbi: la legge 40 "limita la ricerca – afferma il 12 Aprile 2005 presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Firenze - non ammettendo neppure l'uso di embrioni che purtroppo sarebbero votati ad essere gettati via. Non si devono fare gli embrioni per la ricerca scientifica, è assurdo, ma quelli che abbiamo in soprannumero debbono essere utilizzati perchè le possibilità delle cellule staminali embrionali sono enormemente superiori a quelle delle cellule adulte". Affermando lei nobel – a margine – una vera e propria inesattezza scientifica, dato che le staminali adulte ad oggi hanno ottenuto risultati ben più promettenti delle staminali embrionali.
    Perché tanto plauso a favore della sperimentazione sugli embrioni? Perché l'embrione non è una persona. "L'embrione – dichiara a Repubblica nell'Aprile del 2005 - è un ammasso di poche cellule privo della linea cerebrale che dà la possibilità di vita umana. La discussione se l'embrione è persona o no si trascina da molti secoli e sarà probabilmente sempre tale, ai limiti tra la legge, la morale, la scienza e la religione: ciò che non deve essere fatto è imporre per legge una credenza ideologica, religiosa e morale a tutti".
    Una figura quindi da incensare senza se e senza ma? Il caso della Montalcini pare che ci conforti nel dire che la regola dei distinguo valga ben più della regola del politicamente corretto.
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  • Una ricerca scientifica dell Enea conferma che la sindone è autentica
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/2105

    UNA RICERCA SCIENTIFICA DELL'ENEA DURATA CINQUE ANNI LO CONFERMA: LA SINDONE E' AUTENTICA
    di Marco Bonatti
     
    La Sindone continua a essere, per la scienza, un «oggetto impossibile». Impossibile, anche, da falsificare. Nei giorni scorsi sono stati resi noti i risultati di cinque anni di interessanti ricerche condotte da una équipe dell'Enea (l'Ente nazionale italiano per le nuove tecnologie e lo sviluppo sostenibile) e dedicate alla «colorazione simil-sindonica di tessuti di lino tramite radiazione nel lontano ultravioletto».Si è cercato, cioè, di approfondire quello che è il tema centrale delle ricerche scientifiche sulla Sindone: come si sia formata quell'immagine che ai credenti evoca così potentemente la Passione del Signore e che per tutti — ma per gli scienziati in particolare — costituisce una «provocazione all'intelligenza», come la definì Giovanni Paolo II nella sua riflessione di fronte al telo, nel duomo di Torino il 24 maggio 1998.
    Le ricerche dell'Enea sono state condotte per un lustro ma in particolare nel 2010, durante l'«International Workshop on the Scientific Approach to the Acheiropoietos Images» tenutosi a Frascati, nella sede dell'Enea, nel mese di maggio, utilizzando le più aggiornate fra le tecnologie attualmente disponibili (responsabili i professori Di Lazzaro, Murra, Santoni, Nichelatti e Baldacchino). L'obiettivo era di tentare la «riproduzione» dell'immagine del tessuto sindonico (e del Volto in particolare): se uno dei numerosi esperimenti effettuati da vari studiosi nel passato allo scopo di riprodurre l'immagine sindonica fosse riuscito, si sarebbe aperta la possibilità di dimostrare, con argomenti più validi, che la Sindone attualmente custodita a Torino possa essere un «manufatto», realizzato in un'epoca successiva al i secolo.
    Ma anche i tentativi di riproduzione hanno evidenziato una colorazione troppo profonda e molti fili di lino carbonizzati, caratteristiche incompatibili con l'immagine sindonica. Senza contare che le prove sono state condotte su porzioni di tessuto molto piccole. Per effettuare l'esperimento su una superficie come quella della Sindone (4,36 metri per 1,10 circa) bisognerebbe disporre di una potenza di 34.000 miliardi di watt: una quantità che, osservano gli scienziati Enea, «rende oggi impraticabile la riproduzione dell'intera immagine sindonica usando un singolo laser eccimero, poiché questa potenza non può essere prodotta da nessuna sorgente di luce vuv (radiazione ultravioletta nel vuoto) costruita fino a oggi (le più potenti reperibili sul mercato arrivano ad alcuni miliardi di Watt)».
    Diversamente da altri annunci sensazionali che si sono succeduti negli anni scorsi, gli scienziati dell'Enea, molto attenti a documentare tutti i passaggi del metodo di lavoro seguito, presentano con estrema cautela le proprie conclusioni, limitandosi a proporre precise considerazioni che non esulano dal campo scientifico. È una prudenza molto apprezzata da monsignor Giuseppe Ghiberti, presidente della commissione diocesana torinese per la Sindone: «Il lancio di notizie sulla Sindone assume facilmente il tono del sensazionale, ma nel caso attuale è apprezzabile il senso di misura con cui i protagonisti parlano delle loro ricerche: un fatto raro, che rende la cosa gradevole e dà alla notizia la qualifica di serietà».
    Negli ultimi anni gli annunci di «nuove scoperte», «rivelazioni sconvolgenti» intorno alla Sindone sono diventati un vero e proprio genere letterario: il telo è stato associato ai templari o ai marziani; ci si è detti sicuri che sarebbe stato dipinto da Leonardo da Vinci, sottolineando certe somiglianze con l'Autoritratto; sono comparsi qua e là nel mondo campioni di tessuto sindonico di provenienza per lo meno dubbia. In molti casi, per non dire in tutti, dietro questi annunci c'era soprattutto l'opportunità di lanciare la pubblicazione di un libro o la possibilità di trovare finanziamenti per qualche ricerca. In questo la Sindone non è certo in grado di sottrarsi alle logiche dominanti del marketing. Il massiccio ingresso del «mistero sindonico» nel mondo della comunicazione di massa rende sempre più difficile, per il pubblico comune, la distinzione fra il lavoro scientifico serio, la ricerca dilettantesca e il puro opportunismo.
    La storia recente delle ricerche sul telo è purtroppo ricca di manipolazioni, equivoci, fraintendimenti.
    Le conclusioni degli esami condotti col carbonio 14 nel 1988, che indicarono una datazione medievale per la Sindone, risultano oggi ulteriormente indebolite dai risultati, seppure parziali, delle ricerche Enea; ma più ancora dalle carenze metodologiche con cui fu eseguito l'iter scientifico. [...]
    Oggi si attende che possa ripartire una nuova stagione di ricerche. «Le nuove tecnologie acquisite — dice ancora monsignor Ghiberti — permetteranno di compiere esami e accertamenti non invasivi sul telo; ma, soprattutto, si dovrà prestare la massima attenzione al rigore e al rispetto delle procedure scientifiche: per evitare strumentalizzazioni e per rispettare il grande significato religioso ed ecclesiale che la Sindone ha per il popolo cristiano e per tutti quelli, anche non credenti, che in quel Volto vedono la testimonianza misteriosa di un amore senza fine».
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"Ricordatevi sempre che un po' di scienza potrà allontanarvi da Dio, ma molta scienza vi ricondurrà a Lui"
Luigi Pasteur, chimico e biologo francese (fondatore della batteriologia moderna)