Benvenuti a un nuovo episodio di
Onda Finanziaria! Questa settimana ci tuffiamo nel cuore dei mercati, con un focus sulla performance eccezionale dello S&P 500. L’indice ha registrato
108 sedute consecutive senza due chiusure di fila sotto la media mobile a 20 giorni, un record che non si vedeva dal gennaio 2018. Dal minimo del 7 aprile, lo S&P 500 ha guadagnato circa il
35%, toccando
25 nuovi massimi storici, di cui
28 da inizio anno. Nelle ultime
39 sedute, nessuna correzione dal massimo più recente pari o superiore al
2% – una sequenza mai vista da luglio 2024. Ma questa forza tecnica nasconde fragilità: la linea Advance/Decline in rallentamento, solo il
62% dei titoli è sopra la media mobile a 200 giorni e il
55% sopra quella a 50 giorni, con percentuali ancora inferiori sul Nasdaq 100. Il rapporto SPX/RSP, in rialzo da
cinque settimane, segnala una leadership concentrata, mentre il Russell 2000 è tornato sotto i livelli del 2021.
La volatilità racconta una storia ambivalente. Il VIX è a
15,3 punti, il VVIX a
93, e lo SKEW a
141, senza segnali di allarme. Sono
40 sedute che il VIX resta sotto i
20 punti, ma i rapporti put/call (
1,12 sull’indice,
0,82 sul totale,
0,51 sull’equity) mostrano tensioni: le istituzioni si coprono, il retail specula su tech e AI.
Dal lato macro, l’economia USA sorprende: il PIL del secondo trimestre è al
3,8% annualizzato, i consumi personali al
2,5% (da
1,6%), gli ordini durevoli di agosto a
+2,9% (contro attese di
-0,3%), e le richieste di sussidi in calo. L’inflazione PCE core è al
2,9%, sopra il target Fed, e il GDPNow stima una crescita del terzo trimestre al
3,9%, con consumi a
+3,4%. La Fed è in bilico: tagliare i tassi con un’inflazione al
3% è insolito, ma il mercato del lavoro rallenta. Per gli investitori, un contesto non recessivo sostiene l’azionario, ma un pullback in ottobre potrebbe offrire nuovi punti d’ingresso.
Le materie prime brillano: l’oro è a
3.809 dollari l’oncia (+2,7% settimanale, +40% annuo), l’argento sui massimi dal 2011 (+8,6%), il rame a
+3,1% (miglior rialzo in nove settimane). Il petrolio è stabile: WTI a
65,7 dollari, Brent a
69,2, con curve in backwardation a breve.
La settimana del 29 settembre è densa di eventi. Negli USA:
JOLTS (martedì),
ADP e
ISM manifatturiero (mercoledì),
richieste di sussidi e
ordini industriali (giovedì),
Nonfarm Payrolls (+39 mila, disoccupazione al
4,3%, salari a
+0,3%) e
ISM servizi (venerdì). Rischio
shutdown se il Congresso non approva il bilancio. In Europa: inflazione Eurozona al
2,3% (mercoledì), disoccupazione al
6,2% (giovedì). In Italia: inflazione preliminare all’
1,7% (lunedì), disoccupazione al
6,1% (giovedì). In Cina:
PMI NBS vicino a
50 (martedì), con la
Golden Week che darà segnali su consumi. Sul fronte corporate: conti di
Carnival,
Jefferies,
Vail Resorts (lunedì),
Nike,
Paychex,
Lamb Weston (martedì),
Conagra,
Cal-Maine (mercoledì). Occhio all’auto (
Tesla,
Nio,
GM,
Ford,
Toyota) e agli eventi di
Amazon (Echo/Fire) e
Google (Gemini AI).
Un mercato forte ma maturo per un consolidamento, con fondamentali solidi. Non perdete i dati chiave della settimana e unitevi alla discussione!
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