3 luglio 1883. A Praga nasce uno degli scrittori che più di ogni altro avrebbe raccontato l'inquietudine dell'uomo moderno: Franz Kafka.Eppure, in vita, Kafka non si considerò mai un grande autore. Lavorava come impiegato in un istituto di assicurazione, scriveva soprattutto di notte e pubblicò pochissimo. Prima di morire chiese persino al suo amico Max Brod di distruggere tutti i suoi manoscritti.Per fortuna, quella richiesta non venne mai esaudita.Da La metamorfosi a Il processo, fino a Il castello, Kafka ha trasformato paure profondamente umane in letteratura: il sentirsi fuori posto, il peso del giudizio, la solitudine, l'incomprensibilità del potere, la ricerca di un posto nel mondo.È da lui che nasce l'aggettivo "kafkiano", usato ancora oggi per descrivere situazioni assurde, opprimenti e incomprensibili. Ma dietro quel termine c'è molto di più. C'è un uomo fragile, diviso tra il desiderio di essere amato e la paura dell'intimità, tra il bisogno di scrivere e la convinzione di non essere mai abbastanza.Forse è proprio per questo che, a più di un secolo di distanza, Kafka continua a parlarci con una forza sorprendente. Perché i suoi personaggi non combattono mostri. Combattono qualcosa che tutti, prima o poi, incontriamo: il dubbio di non appartenere davvero a nessun luogo.E voi, qual è il momento della vostra vita in cui vi siete sentiti più "kafkiani"?#FranzKafka #3Luglio #AccaddeOggi #Kafka #Letteratura