Il terremoto politico innescato dalle elezioni amministrative continua a dominare le prime pagine dei quotidiani, con Salvini che minaccia l'uscita dal governo da annunciare a settembre a Pontida. Sarebbero inevitabili a quel punto elezioni anticipate autunnali probabilmente a novembre. Con quale quadro politico? Un articolo irridente di Tommaso Labate a pagina 4 del Corriere della Sera che dileggia i "flop" delle liste alternative (Italexit, Alternativa, Francesca Donato, Movimento 3V, Popolo della Famiglia, Ancora Italia, comunisti di Rizzo) fa scattare il sospetto: qualcuno ha paura di un'aggregazione degli antisistema? Scorrendo i dati reali tratti dai quotidiani locali che pubblicano oggi i risultati definitivi delle amministrative si scopre che in tutte le città andate al voto l'aggregazione delle liste no green pass e no war superebbe ampiamente lo sbarramento del 3% e in alcune dove l'unità di tali forze si è realizzata (da Cuneo a Jesi) si oscilla tra il 4% e il 7%. Anche a Palermo e Genova, dove tali forze si son presentate in due tronconi, la sommatoria è al 4%, con Donato e Crucioli che entrambi da soli superano il 3%. Una percentuale che frantumerebbe equilibri e calcoli di chi punta a un Draghi bis dopo le elezioni politiche e a partire dal 2023, tra i quali ci sono i mandanti della penna di Labate sul Corriere della Sera.