Mettiamo a confronto due giganti, due autori che hanno davvero scolpito la nostra idea di distopia: George Orwell con 1984 e Aldous Huxley con “il mondo nuovo” e poi anche “Ritorno Al Mondo nuovo”.
L'idea è proprio di scavare un po' nelle loro visioni, visioni molto diverse di società oppressive.
Diversissime. Partono da premesse simili: c'è una società totalitaria, ma arrivano a conclusioni quasi opposte sui metodi di controllo e forse anche sugli scopi. Cerchiamo di capire.
Nel romanzo 1984 il controllo è fisico, si vede, si sente, i teleschermi ovunque la sorveglianza costante, la polizia del pensiero, lo psicoreato: basta un pensiero sbagliato e sei finito, e poi la violenza fisica, il Ministero dell'amore, che è tutto tranne amore, e la stanza 101: l'orrore puro.
Huxley nel “mOndo Nuovo” immagina, invece, un controllo che parte da prima, addirittura dalla nascita, l’ectogenesi, la creazione in laboratorio, i gruppi Bokanovsky, la clonazione per creare classi sociali già definite, standardizzate.
Fin da piccoli poi c'è il condizionamento, l’ipnopedia, l'apprendimento nel sonno, 62.400 ripetizioni fanno una verità.
L'obiettivo non è la paura, ma la stabilità, una stabilità ottenuta tramite una felicità artificiale indotta. Entra in gioco, qui, il Soma, la droga perfetta che elimina ogni ombra di infelicità. Il Soma, la sessualità libera ma senza legami profondi, l'abolizione della storia, dell'arte complessa, della religione.