Si Può Uscirne Crescendo Sviluppo Interiore, crescita personale metodo Igor Sibaldi

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Si Può Uscirne Crescendo Sviluppo Interiore, crescita personale metodo Igor Sibaldi episodes

  • 🌀 Il gusto dell'arrabbiatura | #4 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    🌀 Il gusto dell'arrabbiatura | #4 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    Giovedì 13 agosto. In stanza c'è un'arrabbiatura vera — reale, personale, non ancora risolta. Un messaggino non risposto. Il solito meccanismo che si riattiva, si riconosce e non si riesce a lasciare andare.


    Quella sera il gruppo di studio del Corpus Sibaldianum non cerca una tecnica per smettere di arrabbiarsi. Riconosce, prima, qualcosa di più scomodo: che arrabbiarsi — o rimuginare — ha un sapore. Non piacevole in senso ordinario, ma reale. Un guadagno invisibile che tiene il motore acceso.


    Sullo schermo c'è un articolo appena pubblicato, ma la serata trova il suo centro in un messaggio inviato al gruppo durante la settimana: la distinzione tra ira e rabbia nel sistema di Igor Sibaldi.


    L'ira appartiene alla mente: è l'espressione diretta della certezza di avere ragione. Si inalbera solo chi è convinto di stare dalla parte giusta — chi percepisce la diversità dell'altro come un attacco intollerabile al proprio schema del mondo.La rabbia è diversa: nasce dalla frustrazione ripetuta, dall'energia vitale compressa fin dall'infanzia che non trova uscita. Si accumula, si ripiega verso l'interno. Il Corpus legge questa dinamica come una patologia dell'impotenza.


    La domanda che quella sera non è: come si risolve?


    È: ti è utile?


    E la risposta onesta, quella che emerge lentamente, non è no.

    In questo episodio scoprirai:

    • la distinzione operativa tra ira e rabbia — due strutture, due origini, un unico circuito
    • il guadagno invisibile del rimuginio — perché si sceglie di tornarci, punto dopo punto
    • il principio di identità come motore dell'arrabbiatura — l'abito che non si riesce a togliere
    • la differenza tra ferita e trauma — e perché confonderli non porta da nessuna parte
    • la compassione come strumento che smonta la struttura — non come atteggiamento, ma come disinnesco


    Una domanda da portare con teNel momento in cui ti arrabbi o rimugini — che cosa ottieni che altrimenti non avresti?


    📚 APPROFONDISCI su Si Può Uscirne Crescendo:

    • L'episodio completo
    • Il campo dei settantadue — il testo aperto sullo schermo quella sera
    • Il glossario dei concetti del Corpus


    🌐 Si Può Uscirne Crescendo

    #IgorSibaldi #SiPuoUscirneCrescendo #GiovediDelCorpus #Rabbia #Rimuginio #PrincipiodiIdentità #CorpusSibaldianum

    18 min
  • 🔍 La compassione non è il perdono

    🔍 La compassione non è il perdono

    Hai mai perdonato qualcuno e scoperto che il peso non se n'era andato?

    Hai mai cercato di capire una persona che ti aveva ferito e ritrovato te stessa a scusarla invece di comprenderla?Hai mai pensato di essere magnanimo — e sentito, sotto, una traccia di superiorità?

    Hai mai mantenuto vivo un rancore senza riuscire a capire perché non riuscivi a smettere?

    Questo episodio parte da una distinzione che raramente viene nominata: compassione e perdono non sono due modi di fare la stessa cosa.

    Sono operazioni diverse, con oggetti diversi, esiti diversi — e una sola direzione possibile.


    Nel pensiero di Igor Sibaldi, il perdono convenzionale conserva la colpa e ne modifica solo la risposta. Chi perdona rimane colui che giudica, che sa, che concede. La gerarchia non si scioglie: si rovescia. E in quella struttura rimane intatta, spesso invisibile, una forma sottile di superiorità: io sono abbastanza grande da lasciar perdere.

    La compassione opera diversamente.

    Non ha bisogno di costruire storie sull'altro per giustificarne il comportamento. Riconosce soltanto il livello di inconsapevolezza da cui quella persona ha agito. Separare la persona dall'azione che ha compiuto significa questo: non confondere ciò che ha fatto con ciò che quella persona è. Non perché l'azione sia irrilevante — ma perché la persona può non coincidere con la piena consapevolezza di ciò che stava accadendo.

    Sibaldi aggiunge un elemento ulteriore: il rancore non è solo un peso. È anche un indicatore. Nel rancore c'è energia immobilizzata — bloccata intorno alla ferita originaria, in attesa di essere recuperata. Il problema non è il segnale. È il fatto di continuare ad abitarci dentro invece di usarlo per trovare ciò che segnala.

    E poi c'è l'incolpevolezza.

    Non come livello superiore al perdono. Come uscita dal dispositivo stesso che rende necessario avere un colpevole. La compassione separa la persona dall'azione. E da quella separazione, quando è reale, può nascere l'incolpevolezza: non come scelta morale, ma come conseguenza.

    In questo episodio scoprirai:

    • la struttura gerarchica nascosta nel gesto del perdono — e perché il perdonante ha ancora bisogno del colpevole
    • il rischio che la compassione diventi pietas — venerazione del passato invece di comprensione
    • la distinzione sibaldiana tra sdegno e rancore, e perché a volte lo sdegno è più preciso del perdono
    • cos'è l'incolpevolezza secondo Sibaldi e perché non ha nulla a che fare con il buonismo o con il dimenticare
    • il vantaggio psichico che il rancore ci offre — identità, spiegazione, posizione morale — e che raramente siamo disposti a riconoscere

    Una domanda da portare con te

    Se smettessi di avere qualcuno da perdonare, chi diventerei? E sono disposto a rinunciare a quello che sto guadagnando facendo quello che sto facendo?

    Sul sito Si Può Uscirne Crescendo trovi anche

    l'articolo completo La compassione non è il perdono, con approfondimenti,

    glossario e riferimenti al lavoro di Igor Sibaldi.


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    #IgorSibaldi #SiPuoUscirneCrescendo #CrescitaPersonale

    21 min
  • 📖 Il potere creativo della parola

    📖 Il potere creativo della parola

    Usi le parole che hai scelto — o quelle che hai ereditato senza accorgertene?

    Stai costruendo qualcosa con il tuo linguaggio quotidiano, o stai ripetendo un vocabolario ricevuto senza averne mai verificato i significati?

    Quando dici «non posso», stai descrivendo un'incapacità reale, un impedimento esterno, o una scelta che non vuoi ancora riconoscere come tale?


    Ogni formulazione verbale orienta l'attenzione, rende alcune possibilità visibili e ne lascia altre nell'ombra. Sibaldi lo illustra con un esempio preciso: chi non conosce la parola gladiolo può vederlo, ma non può raccontarlo, progettarlo o desiderarlo. Il linguaggio non è uno specchio neutro della realtà: è uno degli strumenti attraverso cui selezioniamo ciò che riconosciamo, pensiamo, desideriamo e possiamo progettare.

    Da questo segue un principio che questo episodio prende come punto di partenza: è impossibile non creare con le parole. Il problema non è la capacità creativa — quella non manca mai. Il problema è l'inconsapevolezza di ciò che si sta creando. Chi non esamina il proprio vocabolario continua a produrre gli stessi risultati perché continua a usare le stesse parole: quelle ereditate, quelle dell'abitudine, quelle che un tempo indicavano ciò che si voleva ottenere.

    Nel metodo che il Corpus Sibaldianum ha ricavato da Sibaldi, costruire un vocabolario personale — la tebah, il dizionario personale di parole vive e fertili che Sibaldi descrive nel saggio Vocabolario — non significa scegliere parole più positive. Significa verificare quali parole stanno già organizzando ciò che pensi, desideri e puoi progettare.

    In questo episodio scoprirai:• Le «parole-segnali» e la CSC: la categoria sibaldiana dei termini che segnalano conformità senza trasmettere contenuto — da «quant'altro» ai miti collettivi come «destino» e «successo»• La tebah e il vocabolario personale: l'immagine sibaldiana del dizionario costruito con parole fertili, espurate da quelle vuote, vaghe o false• Il meccanismo dei verbi servili al condizionale: quando «vorrei», «potrei», «dovrei» diventano formule che mantengono indefinita la posizione del soggetto rispetto all'azione• I tre punti di intervento del Corpus — parole-segnali, verbi servili e parole-etichetta — con la distinzione tra categorie sibaldiane e sistematizzazioni del Corpus• La verifica delle parole: la domanda operativa che trasforma il linguaggio da patrimonio ricevuto a strumento di orientamento

    Una domanda da portare con te

    Quando usi una parola come «successo», «destino» o «non posso» — stai indicando qualcosa di concreto nella tua esperienza presente, o stai usando un significato già confezionato da altri?

    Sul sito Si Può Uscirne Crescendo trovi anche l'articolo completo Il potere creativo della parola, con approfondimenti, glossario e riferimenti al lavoro di Igor Sibaldi.

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    21 min
  • ✍️ 29 Ciò che hai scritto non si ritira | ReYiYʼeL

    ✍️ 29 Ciò che hai scritto non si ritira | ReYiYʼeL

    C'è un momento in cui ciò che hai scritto ti chiede di essere — non di spiegarlo di nuovo, non di difenderlo, ma di esserlo: adesso, qui, dove costa qualcosa.

    Hai mai avuto la sensazione che tra ciò che pensi e ciò che vivi ci sia uno scarto che non riesci più a ignorare?Quando scrivi — anche solo un messaggio — senti che quelle parole ti vincolano a qualcosa?Stai cercando di convincere qualcuno, o stai semplicemente diventando ciò in cui credi?Questa è l'energia di ReYiYʼeL — e se la riconosci, questo episodio è per te.


    📖 ANGELO #29 | PERIODO: 14–18am agosto


    ReYiYʼeL è il quinto delle Dominazioni.Attributo secondo Lenain (1823): «Dieu prompt à secourir» — Dio pronto a soccorrere. Un soccorso che non arriva con la forza: si manifesta attraverso gli scritti e attraverso l'esempio, sostenuti nel tempo.Le energie angeliche non appartengono solo a chi nasce nei loro giorni. In questo episodio usiamo come specchio Thomas More — Cancelliere d'Inghilterra, autore di Utopia, decapitato nel 1535: ha attraversato la stessa struttura attraverso i libri, attraverso la vita e, infine, attraverso ciò che ha scelto di non scrivere.


    ✨ COSA SCOPRIRAI IN QUESTO EPISODIO:

    • Il mandato di Lenain: come ReYiYʼeL affronta l'empietà attraverso due canali — gli scritti e l'esempio — e perché entrambi sono necessari
    • La struttura del nome רייאל: Resh, doppia Yod, ʼeL — movimento autonomo che si orienta verso una doppia manifestazione e poi si irradia
    • Thomas More: da Utopia al rifiuto del giuramento, fino al silenzio selettivo in carcere
    • L'ombra: stessa intensità, stessi strumenti, direzione invertita — la verità che diventa una posizione da difendere
    • Segnali, esercizi e affermazioni per ridurre la distanza tra ciò che affermi e ciò che sei


    💡 IL MESSAGGIO CENTRALE:

    «Elle fera tous ses efforts pour détruire l'impiété par ses écrits et par son exemple...» — Lazare Lenain, La Science Cabalistique, 1823

    ReYiYʼeL mette in relazione ciò che si scrive con il modo in cui si vive. I due canali non sono separabili: quando la parola e la vita divergono, lo scarto diventa visibile.More lo ha mostrato nel punto in cui la scrittura non bastava più: la sua vita è diventata l'ultimo testo che non poteva ritirare.


    💬 AFFERMAZIONI OPERATIVE:

    • «Propago ciò che vivo, non solo ciò che dico.»
    • «Quello che scrivo mi vincola — e lo accetto.»
    • «La coerenza non è un risultato da raggiungere. È la struttura da cui opero adesso.»


    DOMANDA DA PORTARE CON TEStai cercando di convincere qualcuno, o stai semplicemente diventando ciò in cui credi?


    📚 APPROFONDISCI su Si Può Uscirne Crescendo:

    • L'articolo completo su ReYiYʼeL con fonti storiche, profilo di Thomas More, esercizi e affermazioni
    • Il glossario dei concetti angelologici del Corpus


    🔁 Intuizioni diverse emergono a ogni ascolto.


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    📱 #ReYiYeL #Angelo29 #CorpusSibaldianum #IgorSibaldi #Angelologia #SiPuoUscirneCrescendo

    22 min
  • 🔵 Il campo dei settantadue — Affinità, sovrapposizioni e deviazioni nel sistema angelologico di Igor Sibaldi

    🔵 Il campo dei settantadue — Affinità, sovrapposizioni e deviazioni nel sistema angelologico di Igor Sibaldi

    Hai mai pensato ai 72 nomi angelici come a 72 figure distinte, ognuna con le proprie caratteristiche e il proprio periodo dell'anno? E se invece fossero configurazioni di un unico campo continuo, legate tra loro da affinità, punti di contatto e, in alcuni casi, tensioni che spingono in direzioni diverse?


    In questo episodio il Corpus Sibaldianum esplora l'architettura del sistema dei 72 nomi a partire dalle fonti dirette di Igor Sibaldi — non come guida di consultazione, ma come struttura da comprendere nella sua logica interna. Sibaldi ha descritto i 72 nomi come correnti di energia che attraversano i giorni dell'anno, gli avvenimenti e gli individui. Il Corpus raccoglie questa intuizione in una nozione precisa: il campo dei settantadue. Un campo non omogeneo, in cui alcune configurazioni si riconoscono come affini, altre si incontrano nello stesso intervallo temporale, altre ancora producono una tensione più difficile da contenere.

    Il sistema di Sibaldi segnala anche sei date in cui due correnti consecutive sono «diametralmente opposte». Il Corpus chiama queste condizioni deviazioni significative: non ogni sovrapposizione è una deviazione, ma solo quelle in cui la divergenza tra le due correnti è particolarmente marcata. Il termine è del Corpus, mentre il fenomeno è descritto da Sibaldi. La distinzione tra fonte e interpretazione è parte integrante del metodo.

    In questo episodio scoprirai:

    • il campo dei settantadue: perché i 72 nomi non sono 72 entità isolate ma configurazioni di un unico campo — con affinità, gruppi di prossimità e punti di sovrapposizione
    • la cuspide: il meccanismo per cui alcune date di nascita cadono tra due reggenze consecutive, producendo un doppio mandato
    • la deviazione significativa: il concetto operativo introdotto dal Corpus per nominare le sei cuspidi che Sibaldi indica come caratterizzate da correnti «diametralmente opposte»
    • quattro variabili operative: prevalenza, conflitto, complementarità e successione, per leggere la condizione di chi nasce in una di queste date
    • un esempio concreto: la cuspide del 30 gennaio, tra Yahehe'el e ʼANaWeʼeL — due movimenti divergenti che il sistema non risolve attraverso la scelta di uno dei due


    Una domanda da portare con teQuando senti due impulsi interni che sembrano andare in direzioni diverse, stai cercando di scegliere quale dei due eliminare — o stai cercando di capire come tenerli entrambi operativi?


    Sul sito Si Può Uscirne Crescendo trovi anche l'articolo completo Il campo dei settantadue, con approfondimenti, glossario e riferimenti al lavoro di Igor Sibaldi.


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    #IgorSibaldi #SiPuoUscirneCrescendo #CrescitaPersonale

    19 min
  • 🎙️ Continuare a fare domande | #3 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    🎙️ Continuare a fare domande | #3 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    C'è una convinzione che stai eseguendo automaticamente, senza averla mai esaminata? Nel momento in cui qualcuno ti attacca, dove va la tua energia: verso il tuo lavoro o verso la replica? Stai cercando di dimostrare chi sei, o stai diventando ciò che sei?

    Questa è la terza puntata de Il giovedì del Corpus, la serie che racconta le serate di studio del gruppo del Corpus Sibaldianum. Ogni giovedì il gruppo si ritrova per leggere e discutere gli articoli del blog attraverso la prospettiva psicologica aperta da Igor Sibaldi. Il materiale è antico — Lenain, Fabre d'Olivet, le fonti ottocentesche — ma il modo di interrogarlo appartiene al presente.

    La serata del 6 agosto 2026 era dedicata a YeRaTeʼeL, la Dominazione che propaga i lumi e che, di fronte alla calunnia, non interrompe il proprio movimento per difendersi. Il testo aperto quella sera era l'articolo su Socrate, scelto non come simbolo del martirio filosofico, ma come caso biografico capace di rendere concreto un principio: difendersi senza diventare la propria difesa.

    Socrate si difese, argomentò, interrogò i suoi accusatori. Ma non modificò la propria struttura per ottenere l'assoluzione. Continuò a fare domande.

    Prima ancora di aprire l'articolo, però, la serata aveva già portato alla luce un altro movimento: conoscersi, mollarsi, me ne fotto. Tre passaggi che sembrano semplici e non lo sono. Non ci si può mollare se si è convinti di fare schifo. Non ci si può conoscere se il verdetto su se stessi è già stato emesso. E da quel giro non si esce con uno sforzo di volontà, ma con un gesto preliminare: darsi torto in linea di principio.

    Da lì emergono le convinzioni invisibili — quelle che non percepiamo più come convinzioni perché sono diventate l'ambiente dentro cui agiamo.

    Il tiramisù. I manicotti del compressore. Due episodi quotidiani che diventano strumenti per smontare un errore e risalire alla struttura che lo ha prodotto.

    Perché la domanda non è soltanto: che cosa è andato storto?È: da dove è partito quell'errore?

    In questo episodio:

    • il verdetto anticipato su se stessi e il gesto che lo interrompe
    • le convinzioni invisibili che guidano le azioni prima ancora delle scelte
    • il tiramisù e i manicotti del compressore come esempi concreti
    • la differenza tra difendersi e continuare
    • il corto circuito di YeRaTeʼeL: quando la struttura smette di propagare e comincia a custodire
    • Socrate, la fuga rifiutata e i suoi tre accusatori: Meleto, Anito e Licone
    • perché il tempo può rendere irrilevante ciò che, nel presente, sembra impossibile da ignorare


    Una domanda da portare con te

    Quando hai smesso l'ultima volta di lavorare a ciò che stavi facendo per occuparti di aver ragione?

    E quanto spazio aveva preso l'attacco rispetto al lavoro che avresti dovuto portare avanti?


    Sul sito Si Può Uscirne Crescendo trovi il resoconto completo della serata, l'articolo su YeRaTeʼeL e il glossario dei concetti del Corpus.

    Se l'episodio ti è stato utile, segui il podcast e condividilo con chi tende a investire più energia nel difendersi che nel continuare.

    🌐 sipuouscirnecrescendo.com

    #IgorSibaldi #SiPuoUscirneCrescendo #CrescitaPersonale

    20 min
  • 🧠 O hai ragione o sei felice

    Descrizione Spotify — O hai ragione o sei felice

    🧠 O hai ragione o sei felice

    Hai mai vinto una discussione — e sentito, subito dopo, di essere rimasto bloccato proprio lì?Hai mai difeso una posizione così a lungo da non ricordare più perché avevi cominciato a difenderla?Forse non è testardaggine. Forse è un meccanismo che si chiama avere ragione — e funziona in modo molto preciso.

    In questo episodio esploriamo uno dei concetti più radicali di Igor Sibaldi: avere ragione è «di gran lunga lo scopo più dannoso che ci si possa proporre». Non lo dice come ammonimento morale — lo dice come descrizione di un funzionamento. Quando ottieni ragione, la mente smette di cercare. La vittoria diventa un contenitore chiuso, e tutto ciò che arriva viene misurato su di esso invece di modificarlo.

    La domanda che guida tutto l'episodio non è "chi ha torto" o "chi ha ragione". È: quanto energia stai usando per mantenere una posizione che ha smesso di produrre trasformazione? E soprattutto: te ne stai accorgendo?

    L'energia non si perde perché una battaglia è difficile. Si perde quando una battaglia continua anche dopo aver smesso di produrre trasformazione. Questo è il punto centrale del Corpus Sibaldianum su questo tema — e l'articolo da cui è tratto questo episodio lo sviluppa in dettaglio, partendo dalla diagnosi di Sibaldi e arrivando alla pratica concreta del darsi torto come atto di libertà, non di resa.

    In questo episodio scoprirai:• Come avere ragione interrompe la ricerca nel momento stesso in cui sembra completarla — e perché questo è un problema meccanico, non morale• Perché l'ira, nel sistema di Sibaldi, non è una reazione alla paura ma «la dannosissima voglia di aver ragione»• Cosa significa falsa conversione: cambiare gruppo, ideologia o posizione senza uscire dal bisogno di continuare ad avere ragione• Il concetto di economia dell'energia applicato alla difesa di una posizione: il costo invisibile che non si registra finché non è già avvenuto• Il centro come struttura interna che si perde quando si smette di agire da esso e si comincia a combatterlo• Cosa significa darsi torto secondo Sibaldi — non come atto di umiltà, ma come recupero del movimento e della libertà di scegliere

    Una domanda da portare con teLa prossima volta che senti il bisogno di avere ragione: quella posizione sta ancora producendo qualcosa — o la stai difendendo solo perché abbandonarla costerebbe ammettere che era sbagliata?

    Sul sito Si Può Uscirne Crescendo trovi anche l'articolo completo O hai ragione o sei felice, con approfondimenti, glossario dei concetti e riferimenti al lavoro di Igor Sibaldi.

    Se l'episodio ti è stato utile, segui il podcast e condividilo con chi si trova bloccato in una posizione che non riesce più a lasciare andare.

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    #IgorSibaldi #SiPuoUscirneCrescendo #CrescitaPersonale

    20 min
  • 🛡️ 28 Il centro che non si consuma | ŠeʼeHaYaH

    🛡️ 28 Il centro che non si consuma | ŠeʼeHaYaH

    C'è un tipo di esaurimento che non ha nome preciso. Non nasce da ciò che fai, ma da quanto spesso lasci che sia il ritmo degli altri a determinare il tuo. Non è la stanchezza di chi ha lavorato troppo: è quella di chi ha risposto troppo.Questa è l'energia di ŠeʼeHaYaH — e se la riconosci, questo episodio è per te.

    Hai l'impressione che rallentare significhi perdere?Quanta della tua energia viene spesa prima ancora di aver scelto se vale davvero la pena spenderla?Ti sei mai chiesto quanto ti costa rispondere sempre, a tutto, quasi subito?

    📖 ANGELO #28 | PERIODO: 8–13 agosto

    ŠeʼeHaYaH è la quarta delle Dominazioni.Attributo secondo Lenain (1823): «Dieu qui guérisse les malades» — Dio che guarisce i malati. Non nel senso di riparare il danno, ma di arrestare la dispersione prima che il danno si formi.Elisabetta I d'Inghilterra nacque il 7 settembre 1533, uno dei cinque giorni di reggenza morale di ŠeʼeHaYaH secondo Lenain. Quarantaquattro anni di regno costruiti su un principio fondamentale: non consumarsi nel ritmo degli altri.


    ✨ COSA SCOPRIRAI IN QUESTO EPISODIO:

    • Il mandato di Lenain riletto come struttura unica: salute, longevità, prudenza e protezione come manifestazioni di un solo movimento — non disperdere l'energia vitale
    • Come le lettere Šin, Aleph e He descrivono la struttura interna del nome: il gesto che trova il proprio centro e sostiene ciò che può durare
    • Il regno di Elisabetta I come incarnazione del principio: l'economia dell'energia come postura sistematica, non come qualità del carattere
    • L'ombra: il sistema che risponde a tutto senza misurarne il costo
    • Segnali, esercizi e affermazioni per imparare dove conservare energia e dove investirla

    💡 IL MESSAGGIO CENTRALE:

    «Il sert contre les infirmités et le tonnerre... Il domine sur la santé et la longévité de la vie...» — Lazare Lenain, La Science Cabalistique, 1823

    Lenain non sta elencando benefici separati. Tutto deriva da un unico movimento: conservare la forza vitale invece di disperderla. La salute, la longevità, la prudenza e la protezione non sono effetti indipendenti, ma manifestazioni della stessa economia dell'energia.Elisabetta I lo incarnò senza nominarlo: lasciò che fossero i suoi nemici a consumarsi.


    💬 AFFERMAZIONI OPERATIVE:

    • "Conservo il centro mentre tutto intorno chiede di reagire."
    • "La mia energia è una risorsa: la amministro, non la disperdo."
    • "Ogni mia risposta nasce da una scelta, non da un automatismo."


    DOMANDA DA PORTARE CON TEChe cosa stai consumando oggi che in realtà dovresti conservare?


    📚 APPROFONDISCI su Si Può Uscirne Crescendo:

    • L'articolo completo su ŠeʼeHaYaH con fonti storiche, profilo di Elisabetta I, esercizi e affermazioni
    • Il glossario del Corpus


    🔁 Ogni ascolto permette di riconoscere qualcosa che prima restava invisibile.


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    📱 #SheHeYaH #Angelo28 #CorpusSibaldianum #IgorSibaldi #Angelologia #SiPuoUscirneCrescendo

    25 min
  • 🎙️ La porta che non c'era | #2 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    🎙️ La porta che non c'era | #2 IL GIOVEDÌ DEL CORPUSGiovedì 30 luglio. Il gruppo apre un articolo sulle sette malattie dell'atteggiamento. Nel giro di pochi minuti, smette di leggerlo — e comincia a viverlo.Hai mai fatto una lista sapendo già che non finirà mai?Hai mai riconosciuto nell'altro esattamente ciò che fai tu?Hai mai smesso di aver bisogno di avere ragione — e trovato che la porta che temevi non esisteva?Se ti riconosci, questo episodio è per te.📅 GIOVEDÌ 30 LUGLIO 2026 | PUNTATA #2Quella sera il testo aperto è uno degli approfondimenti del Corpus Sibaldianum sulle sette malattie dell'atteggiamento — indifferenza, indecisione, pessimismo, lamentela e le altre. Ma quello che succede nella stanza va oltre il testo. Una lista di cose da fare che non si esaurisce mai. Una recensione negata con condizioni. Una telefonata alla madre rimandata per un anno. Un telefono scarico alle 22:30 — e chi di solito va via alle dieci, alle 23:30 è ancora lì.✨ COSA EMERGE IN QUESTO EPISODIO:* La lista come sintomo — e l'energia che non trova la propria direzione* La CSC: i blocchi individuali hanno anche una radice collettiva* La superbia come difesa di una bassa autostima, non come eccesso di sicurezza* La porta che non c'era: la realtà che cambia quando cambia la posizione mentale* I limiti prestabiliti: la storia che scambiamo per identità«Non sono più quella che arriva alle dieci.»🔗 Leggi il resoconto completo#IlGiovediDelCorpus #CorpusSibaldianum #IgorSibaldi #SiPuoUscirneCrescendo #CrescitaPersonale


    16 min
  • 🪬 27 Io sarò quello che sarò | YeRaTeʼeL

    🪬 27 Io sarò quello che sarò | YeRaTeʼeLHai mai sentito di dover rispondere — correggere, chiarire, difenderti — mentre una parte di te sapeva già che la risposta migliore era semplicemente continuare?Ti è mai capitato di interrompere il tuo cammino perché qualcuno ti aveva definito nel modo sbagliato?

    Questa è l'energia di YeRaTeʼeL — e se la riconosci, questo episodio è per te.📖 ANGELO #27 | PERIODO: 3–7 agostoYeRaTeʼeL è la terza intelligenza delle Dominazioni.Attributo secondo Lenain (1823): «Dieu qui punit les méchants» — Dio che punisce i malvagi.Le energie angeliche non appartengono solo a chi nasce nei loro giorni. In questo episodio usiamo come specchio Socrate — la sua vita corrisponde con precisione sorprendente al profilo delle fonti ottocentesche.Socrate (Atene, 470/469 a.C. – 399 a.C.) fu condannato a morte per aver corrotto i giovani e non credere negli dèi della città. Di fronte al processo, non cambiò registro. Continuò a fare domande. Rifiutò la fuga.Nel Corpus la sua vicenda diventa lo specchio di YeRaTeʼeL.L'accusa, letta dal Corpus come forma di calunnia, si dissolse nella storia: Atene lo condannò, il tempo lo assolse.✨ COSA SCOPRIRAI IN QUESTO EPISODIO:* Il mandato di Lenain: «confondere i calunniatori» — non significa vincere una battaglia, ma continuare a propagare i lumi mentre l'attacco è ancora in circolazione* Le lettere Yod, Resh, Taw: tre movimenti in sequenza — orientarsi, mantenere la direzione, lasciare che la realtà risponda* Il gesto di Socrate: non il coraggio del martire, ma il rifiuto di modificare la propria struttura per rispondere all'accusa — la risposta più difficile e più semplice: andare avanti* L'ombra: la struttura che smette di propagare — che trattiene invece di diffondere, che si irrigidisce invece di continuare* Tre esercizi radicati nelle lettere, segnali di riconoscimento, affermazioni operative e una domanda da portare con te💡 IL MESSAGGIO CENTRALE:«Il sert pour confondre les méchants et les calomniateurs...» — Lazare Lenain, La Science Cabalistique, 1823YeRaTeʼeL non combatte la calunnia. Continua a propagare i lumi finché la calunnia diventa irrilevante. La Taw, ultima lettera del nome, è il segno della reciprocità: ciò che viene lanciato contro una struttura che non interrompe la propria direzione le ritorna nella sua forma originale. Non è punizione. È la legge naturale del ritorno.La calunnia prova a fissarti in ciò che sei stato. YeRaTeʼeL ti ricorda che sei ancora in cammino: «Io sarò quello che sarò».Socrate venne condannato. Morì. Apparentemente perse. Oggi il nome di Socrate attraversa i secoli; quello dei suoi accusatori sopravvive soprattutto attraverso il processo che intentarono contro di lui.💬 AFFERMAZIONI OPERATIVE:* "Non mi fermo a rispondere a ciò che non mi appartiene."* "Continuo il mio movimento anche quando l'ambiente non mi sostiene."* "La mia direzione non dipende dall'approvazione di chi mi guarda."* "Continuo a propagare ciò che riconosco vero, anche quando il riconoscimento non è ancora arrivato."* "Non sto dimostrando chi sono. Sto diventando ciò che sono chiamato a diventare."YeRaTeʼeL richiama una struttura che ristabilisce l'ordine senza intervenire direttamente.DOMANDA DA PORTARE CON TEStai cercando di dimostrare chi sei — o stai semplicemente continuando?📚 APPROFONDISCI su Si Può Uscirne Crescendo* L'articolo completo su YeRaTeʼeL con fonti storiche, profilo di Socrate, esercizi e affermazioni

    * Il glossario dei concetti angelologici del Corpus🔁 Ogni ascolto può mettere in luce un movimento diverso.🌐 Si Può Uscirne Crescendo

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    20 min

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