Si Può Uscirne Crescendo Sviluppo Interiore, crescita personale metodo Igor Sibaldi

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Si Può Uscirne Crescendo Sviluppo Interiore, crescita personale metodo Igor Sibaldi episodes

  • 🧭 Ottieni sempre e solo quello che vuoi | #11 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    🧭 Ottieni sempre e solo quello che vuoi | #11 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    La serata del 1 ottobre comincia con un'agitazione raccontata ad alta voce. Non è la difficoltà in sé, è lo sguardo: la sensazione che qualcuno, dall'altra parte, stia guardando e giudicando quello che si fa. La risposta è una frase semplice: per te è così. Ed è una cosa diversa dal dire che è così.

    Il testo di partenza è Mollare per ottenere, riletto nella versione appena pubblicata. ḤaʿMiYaH, la numero 38, è negli ultimi giorni della sua reggenza tra le Potestà, ma resta sullo sfondo. La tesi che torna a ogni passaggio è una sola: si ottiene sempre e solo quello che si vuole. L'agitazione di ogni giorno, il lamento, il problema che si ripresenta sono risultati. La domanda non è se siano giusti o sbagliati: è che cosa si sta realmente ottenendo, e quindi che cosa si sta realmente volendo.

    Da lì la conversazione si sposta su ciò che non si vuole mollare: il guadagno nascosto, l'avarizia come paura di rimanere senza, il bisogno di dimostrare che il proprio giudizio su di sé è giusto. Poi una fermata dove da trent'anni non passa nessun tram, e una decisione che, finché resta dichiarata e non succede niente, non era ancora una decisione. Qualcuno vorrebbe giocare meglio a tennis ma non smette di mangiare dolci: se non smette, che cosa vuole davvero?

    Alla fine rimane un'immagine sola: chi vuole ottenere altro deve prima lasciare andare quello che ottiene adesso. Il resto è un tram che non passa.

    Una domanda da portare con te

    Quale risultato continui a ottenere ogni giorno — e che cosa non stai mollando, proprio perché ti serve per ottenerlo?

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    ⁠L'episodio completo⁠

    ⁠Mollare per ottenere⁠ — il testo da cui è partita la serata

    ⁠Il giovedì del Corpus⁠ — tutte le puntate della serie

    ⁠Glossario del Corpus⁠

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    14 min
  • 🌳 L'Albero delle Vite | Una mappa per orientarsi tra le 72 intelligenze

    🌳 L'Albero delle Vite | Una mappa per orientarsi tra le 72 intelligenze

    Dieci stazioni, nove cori, settantadue intelligenze. E se la mappa non servisse a classificarti, ma a capire dove, adesso, la tua vita chiede attenzione?

    L'Albero delle Vite ('Etz Ḥayyim) letto secondo Igor Sibaldi, che ne mantiene il plurale: non un percorso verso un'unica vita ideale, ma il processo con cui l'Infinito si articola in molte vite. Un episodio per orientarsi tra le dieci Sefirot, le tre colonne (Grazia, Severità, Equilibrio) e i cori angelici del Corpus, dalle fonti di Lazare Lenain e Antoine Fabre d'Olivet.

    📚 Approfondisci su Si Può Uscirne Crescendo:

    ⁠Articolo completo⁠ sull'Albero delle Vite

    ⁠Troni⁠ — Binah

    ⁠Dominazioni⁠ — Ḥesed

    ⁠Potestà⁠ — Geburah

    ⁠Mappa delle 72 energie⁠

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    25 min
  • 🏠 38 La verità ha bisogno di una casa | ḤaʿMiYaH

    🏠 38 La verità ha bisogno di una casa | ḤaʿMiYaH

    ḤaʿMiYaH è il trentottesimo dei settantadue e il sesto delle Potestà. Attributo secondo Lenain (1823): «Dieu, l'espérance de tous les enfans de la terre» — Dio, la speranza di tutti i figli della terra. Il suo mandato è breve: protegge «tous ceux qui cherchent la vérité», chi cerca la verità. Ma nel Corpus questa formula viene riletta in una direzione precisa: non la difesa di un culto, ma la domanda su che cosa custodisce il vero dopo che lo hai riconosciuto.

    Per osservare il movimento il Corpus ha scelto Florence Nightingale: un caso scelto, non una nativa della finestra 29 settembre–3 ottobre. A Scutari, nel 1854, contribuisce all'organizzazione dei registri e delle forniture. Dopo la guerra lavora con i numeri e li trasforma in diagrammi. Nel 1860 apre una scuola per infermiere. Prima della leggenda della lampada, i registri. La bonifica dell'ospedale, peraltro, non fu opera sua soltanto.

    Il vero riconosciuto, lasciato a sé, si deforma. Per Lenain il genio contrario «domine l'erreur et le mensonge»; il Corpus lo legge come un meccanismo: la forma resta, mentre il principio che la orientava viene sostituito. Quale regola, nella tua vita, resta in piedi perché è scritta e non perché regge?

    Una domanda da portare con te

    Che cosa devi costruire perché ciò che riconosci come vero continui a esistere, senza essere deformato?

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    L'articolo completo su ḤaʿMiYaH

    Il coro — Le Potestà

    Glossario del Corpus

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    21 min
  • 🧭 Non è la forma che cerchi | #10 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    🧭 Non è la forma che cerchi | #10 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS


    La serata del 24 settembre comincia con un corriere che sbaglia indirizzo, un monitor che torna indietro con giorni di ritardo, un pannello solare montato sul balcone — e che si rompe quasi subito. Tra una cassetta spostata e l'altra, però, qualcosa succede: le zanzariere che chiudevano quel balcone da trent'anni vengono tolte, e dietro c'era un panorama che nessuno aveva più guardato.

    Il testo di partenza è l'energia di MaNaDèʼeL, al numero 36 del calendario angelico, quarto angelo delle Potestà. L'articolo distingue i beni semplicemente smarriti da quelli sottratti alla loro destinazione — e la domanda che il gruppo porta in serata è precisa: che cosa faceva esattamente ciò che ho perso?

    La conversazione attraversa l'automatismo che non si vede finché lo si sta usando, una perdita che si sposta dalla persona alla funzione che quella relazione permetteva, il caso di Louis Braille che non restituì una forma ma costruì uno strumento nuovo, e l'ombra di chi — come Stephen King dopo l'incidente del 1999 — potrebbe rientrare e sceglie di restare fuori.

    La serata si chiude di nuovo sul balcone. Il conduttore racconta di essere riuscito, dopo trent'anni, a starci davvero: «È come se fosse finita la pena.»


    Una domanda da portare con te

    Quando perdi qualcosa, stai cercando di riavere la forma che avevi — o la funzione che quella forma ti permetteva di vivere?


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    ⁠L'episodio completo⁠


    ⁠MaNaDèʼeL — #36⁠ — l'energia del bene che non puoi recuperare nella sua vecchia forma


    Il giovedì del Corpus⁠ — tutte le puntate della serie


    ⁠Glossario del Corpus⁠


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    22 min
  • 🎯 Mollare per Ottenere

    🎯 Mollare per Ottenere

    C'è una frase che ripetiamo convinti di mostrare forza: "Io non mi voglio piegare." In realtà, quasi sempre, nasconde qualcos'altro — il bisogno di controllare come vanno le cose, di non lasciarsi sorprendere dal risultato. Il paradosso è che più stringiamo, più il risultato ci sfugge.
    Non perché la vita si vendichi di chi insiste. Ma perché la tensione con cui insistiamo altera il gesto stesso.
    Questo episodio esplora il meccanismo del controllo secondo il metodo di Igor Sibaldi: quando smette di essere cura e diventa interferenza, quando l'attaccamento non è al risultato ma alla forma in cui abbiamo deciso che debba presentarsi, e come si distingue il lasciar andare dall'arrendersi — che non è la stessa cosa.

    Una domanda da portare con te
    C'è qualcosa che stai stringendo così forte da non riuscire più a ottenerlo?


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    ⁠L'articolo completo⁠


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    15 min
  • 🪞 37 L'Io che gli altri guardano | ʼANiYʼeL

    🪞 37 L'Io che gli altri guardano | ʼANiYʼeL

    ʼANiYʼeL è il trentasettesimo dei settantadue e il quinto delle Potestà — il coro che nel sistema di Igor Sibaldi corrisponde alla Sefirah Geburah, la forza che delimita e dà forma precisa a ciò che deve essere portato nel mondo.

    Attributo secondo Lazare Lenain (1823): «Dieu des vertus» — Dio delle virtù. Ma nel Corpus, questo attributo viene riletto in una direzione precisa: la virtù non come qualità morale, ma come capacità di portare qualcosa nel mondo senza lasciare che il campo esterno ne ridefinisca la fonte.

    Francis Scott Fitzgerald nasce il 24 settembre 1896 — primo giorno della reggenza di ʼANiYʼeL nel calendario operativo di Sibaldi.

    Nelle sue lettere, nei taccuini e nei saggi pubblicati su Esquire nel 1936 (The Crack-Up), Fitzgerald documenta il rapporto sempre più stretto con gli editori, con il pubblico e con la propria attività letteraria. Il Corpus utilizza questo materiale per osservare un passaggio preciso: come lo sguardo esterno possa trasformarsi da luogo in cui si riceve una manifestazione a criterio con cui si decide che cosa manifestare.

    Non è la storia di uno scrittore che ha scelto il successo invece dell'arte.


    È la storia di un meccanismo — e il meccanismo riguarda chiunque produce qualcosa e riceve risposta per averlo fatto.


    Lenain colloca nell'ombra del #37 il ciarlatano e chi eccelle

    nell'arte di ingannare gli uomini.


    Il Corpus legge questa figura non come un tipo morale, ma come una struttura: la forma ha preso il sopravvento sulla fonte che avrebbe dovuto manifestare.


    La domanda che questo articolo porta non è «sei autentico?».

    È più precisa e più scomoda: da dove viene il criterio con cui stai decidendo la forma di ciò che porti nel mondo?


    Una domanda da portare con te

    Chi sta determinando la forma di ciò che manifesti — il movimento che parte da te, o la risposta che ti aspetti?


    📚 Approfondisci su Si Può Uscirne Crescendo:

    L'articolo completo su ʼANiYʼeLIl coro —


    Le Potestà


    Glossario del Corpus


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    22 min
  • 🧭 Quello che non vedi tiene in piedi quello che vivi | #9 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    🧭 Quello che non vedi tiene in piedi quello che vivi | #9 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    Qualcuno porta qualcosa nella chat — un'immagine, un testo.

    Il conduttore guarda, poi chiede di guardare di nuovo, più da vicino.

    C'è qualcosa che non torna.

    Si cerca dove non torna.

    E mentre si cerca, emerge la struttura sbagliata: quella che si stava usando per guardare non era quella giusta.

    Si cambia punto di osservazione, e improvvisamente tutto diventa leggibile.

    La serata ha usato sé stessa come dimostrazione.

    Non era programmato.

    È successo.

    Il punto di partenza è una riga ricavata dalla lettura:

    di solito guardiamo quello che succede, ma vediamo l'effetto. Mai perché succede.

    La serata si apre nell'energia di YeḤuWYaH, prima delle Potestà — l'energia di ciò che non si vede ma regge.

    Non è una serata su quest'energia: è una serata su qualcosa che il gruppo ha messo in scena senza saperlo.

    La conversazione attraversa il pescivendolo al mercato — quattro movimenti, un pesce sfilettato in pochi secondi — e arriva alla lite che finisce alle mani. Si vede il gesto, non quello che lo produce.

    Si parla di come una struttura mentale consolidata continui a funzionare anche quando il contesto che l'ha generata è scomparso, e di come disegni i confini di ciò che si riesce a immaginare come possibile.

    La serata si chiude con due immagini piccole e precise: una partecipante che un mese prima non riusciva a lavorare, in chiamata quella sera — "Sono veramente un'altra persona." E una che da bambina la chiamavano per i denti. Oggi mette gli apparecchi agli altri.


    Una domanda da portare con te

    C'è qualcosa che continui a fare — o a non fare — che risponde a una domanda che non ha più un interlocutore?


    📚 Approfondisci su Si Può Uscirne Crescendo:

    ⁠L'episodio completo⁠⁠YeḤuWYaH — #33⁠ — l'energia di ciò che non si vede ma regge

    ⁠Il giovedì del Corpus⁠ — tutte le puntate della serie

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    19 min
  • 🎙 36 Il bene che non puoi recuperare | MaNaDeʼeL

    🎙 36 Il bene che non puoi recuperare | MaNaDeʼeL

    MaNaDeʼeL è il trentaseiesimo dei settantadue e la quarta Potestà. Attributo secondo Lenain (1823): «Dieu adorable» — Dio adorabile. Nel Corpus, questo attributo viene inserito in una lettura più ampia: non la devozione verso ciò che è perduto, ma la capacità di riconoscere una funzione ancora valida quando la forma che la sosteneva è scomparsa.
    Il mandato di Lenain copre un territorio ampio: chi ha perso il lavoro, chi è lontano dalla propria terra, chi è accusato ingiustamente, chi ha visto i propri beni dispersi. Il Corpus vi legge un principio comune: non tipi di perdita diversi, ma una struttura ricorrente — qualcosa che permetteva di funzionare è stato interrotto. E il verbo che Lenain usa — découvrir — viene letto dal Corpus come un'indicazione precisa: non restaurare la forma, ma rimettere in moto la funzione.
    Louis Braille perde la vista a tre anni e costruisce un sistema di lettura che non esiste ancora. Viktor Frankl perde tutto ciò che sosteneva la sua vita — famiglia, nome, libertà di movimento — e conserva la capacità di scegliere come rispondere a ciò che accade. Stephen King getta nel cestino le prime pagine di Carrie; sua moglie le recupera e lo incoraggia a continuare.
    Tre perdite di forma. Tre modi diversi di conservare, recuperare o riattivare una funzione.
    Il Corpus legge nel nome di MaNaDeʼeL — Mem, Nun, Dalet — un ciclo: la forma plastica del lavoro sostiene l'esistenza individuale attraverso un'abbondanza che si divide e distribuisce. Quando una delle tre lettere viene interrotta, il ciclo si spezza. MaNaDeʼeL lavora sul ripristino del ciclo — non necessariamente recuperando la forma originale, ma rimettendo in moto il dinamismo che la connette all'esistenza e alla circolazione.
    La domanda che questo articolo porta con sé non è consolatoria. È tecnica: che cosa stava facendo, esattamente, ciò che hai perso?


    Una domanda da portare con te
    Che cosa stava facendo — esattamente — ciò che hai perso?


    📚 Approfondisci su Si Può Uscirne Crescendo:


    L'articolo completo su MaNaDeʼeL


    Il coro — Le Potestà


    Glossario del Corpus


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    23 min
  • 🔄 Non sei il re, sei il cardinale | #8 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    🔄 Non sei il re, sei il cardinale | #8 IL GIOVEDÌ DEL CORPUS

    Il 10 settembre 2026 il gruppo si è riunito attorno alla trentaquattresima energia del sistema — LeHeḤiYaH — con una domanda che non riguardava né la storia né la teologia.

    Riguardava qualcosa di più vicino: quando la forza che eserciti smette di essere uno strumento e comincia a sembrarti te, come fai ad accorgertene?

    Il meccanismo che quella sera ha attraversato la stanza è sottile e ha una forma precisa: la competenza che cresce fino a diventare indistinguibile dal carattere.

    Non è un tradimento, non è ambizione mascherata.

    Avviene nel tempo lungo del servizio — e chi è dentro al meccanismo fatica a vederlo.

    Il Corpus legge questa dinamica come il cortocircuito di un'energia strutturata attorno al servizio: quando la legge che dovrebbe vincolare la forza viene sostituita dalla forza stessa, che a quel punto si crede la legge.


    La serata non ha risposto alla domanda. Ha portato nella stanza una struttura che la rende visibile: il vice.

    Non il secondo in grado — la polarità che tiene il sistema in tensione.

    Se diventa il centro, perde la qualità che lo rendeva efficace. Senza di lui, il centro non ha più niente a cui rispondere — e comincia, lentamente, a credere di non aver bisogno di rispondere a niente.

    In questo episodio scoprirai:

    • come la competenza esercitata a lungo tende a diventare il criterio di valutazione di se stessa — e perché chi è dentro al meccanismo non riesce a vederlo
    • la differenza tra servire e possedere una funzione, e perché la distinzione scompare gradualmente senza che nessuno decida di farla scomparire
    • cosa significa fare per fare quando il rischio non è guardare i risultati, ma costruirsi un'identità attorno al fatto di non guardarli
    • come riconoscere il segnale concreto e quotidiano in cui il giudizio smette di verificarsi e comincia a decidere
    • perché la misura finale del mandato non è quanto sei capace, ma se ciò che costruisci può restare in piedi senza di te — e se sei disposto a che lo faccia


    Una domanda da portare con te
    La forza che eserciti oggi — da dove viene? Non nel senso della sua storia. Nel senso di ciò che la autorizza. Se puoi rispondere senza nominare te stesso, il mandato è ancora al servizio di qualcosa.


    📚 APPROFONDISCI su Si Può Uscirne Crescendo:

    • L'episodio completo
    • LeHeḤiYaH — l'angelo #34 — la trentaquattresima energia del sistema: servizio, struttura, mandato
    • Il glossario dei concetti del Corpus

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    34 min
  • 🕊️ #35 Il prezzo della pace | KaWaQiYaH

    🕊️ #35 Il prezzo della pace | KaWaQiYaH

    KaWaQiYaH è la trentacinquesima delle settantadue energie e la terza del gruppo #33–#40, il coro delle Potestà.

    Il suo attributo secondo Lenain (1823): «Dieu qui donne la joie» — Dio che dona la gioia.

    Ma nel Corpus, questo attributo viene riletto in una direzione precisa: la gioia non come stato, ma come esito di una composizione riuscita — la pace che si riesce a mantenere perché è stata costruita su una forma reale.

    Lenain descrive il mandato di KaWaQiYaH come il dominio sui testamenti, le successioni, tutte le divisioni che si fanno in via amichevole.

    Il Corpus la legge come una competenza tecnica: trovare la forma che chiude la frattura invece di tenerla aperta come ferita o come arma.

    Abraham Lincoln non nacque nella reggenza di KaWaQiYaH — l'articolo lo dichiara fin dall'inizio.

    Il Corpus lo sceglie come specchio: in quattro momenti documentati tra il 1863 e il 1865 — il Proclama di Amnistia, il pocket veto al Wade-Davis Bill, la conferenza di Hampton Roads, il Secondo Discorso Inaugurale — Lincoln porta la stessa domanda a scala politica.

    Non come trovare la pace, ma come darle una forma che regga.

    Il 4 marzo 1865, il secondo discorso inaugurale di Lincoln si concluse con parole che continuano a interrogare: fare tutto ciò che può raggiungere e custodire una pace giusta e duratura.


    Una domanda da portare con te
    C'è una divisione nella tua vita che chiami "in sospeso" — ma che stai lasciando aperta perché chiuderla avrebbe un costo preciso?


    📚 Approfondisci su Si Può Uscirne Crescendo:


    L'articolo completo su KaWaQiYaH


    Il coro — Le Potestà


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    27 min

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