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SiamoZeta episodes

  • Le elezioni in Venezuela non saranno democratiche
    Negli ultimi 5 anni in America del Sud non c'è stata una crisi politica così eclatante come quella che ha investito il Venezuela. Nel 2019 infatti, dopo le contestate elezioni dell'anno precedente, che avevano visto il trionfo dell’attuale Presidente Nicolas Maduro, venne a formarsi una spaccatura fra l'Assemblea Nazionale e l’esecutivo. 

    L'assemblea nazionale, cioè il Parlamento, in quel momento era dominato dall'opposizione e aveva dichiarato non valide le elezioni, votando Juan Guaidó come Presidente ad interim del Venezuela. 
    Intendiamoci, l'Assemblea nazionale non aveva alcun potere poiché esautorata dallo stesso Maduro, ma il gesto fu eclatante e molti paesi del blocco occidentale riconobbero Guaidó come presidente della nazione. 

    Nonostante questo, nel gennaio 2023, Maduro aveva ottenuto nuovamente consensi, portando l'Assemblea nazionale a dichiarare che il lavoro fatto dal governo provvisorio di Guaidó non fosse stato sufficiente. A quel punto, Guaidó è stato costretto a dimettersi e Maduro è potuto tornare al potere. Ecco, con queste premesse si arriva alle elezioni indette per il 28 luglio di quest'anno, con una marea di temi caldi per il Venezuela e con la politica internazionale sempre centrale.
    22 min
  • Non si parla più di Ucraina come prima
    Lo scorso 24 febbraio ha segnato i due anni dell'invasione russa dell'Ucraina.
    In questo arco di tempo le Nazioni Unite hanno registrato la morte di oltre 10.500 civili, tra cui 587 bambini, e quasi 20mila feriti.
    Due anni fa l'Europa si è fermata e, messa davanti all'evidenza di un conflitto in casa propria, ha iniziato a porsi una serie di domande.
    Domande che oggi non trovano risposte univoche e che, dopo anni di pace, ci costringono a fare i conti con la guerra e, soprattutto, ci chiedono di riflettere sull'andamento degli equilibri geopolitici globali.
    Vecchi blocchi scompaiono ed emergono nuove forze a plasmare l'ordine internazionale.

    In questo contesto, quali strategie perseguiranno gli Stati Uniti e l'Unione Europea? E quali conseguenze avranno sulla guerra in Ucraina?
    Nell'ultimo episodio di Prospettive, podcast nato due anni fa per approfondire temi di attualità internazionale, ne abbiamo parlato insieme a Marcello Orecchia, analista di Orizzonti Politici.
    24 min
  • Per parlare di Gaza serve Sanremo?
    Ci ricordiamo quando esattamente due anni fa seguivamo in televisione, su internet, sui social ogni attimo della guerra che stava per scoppiare in Ucraina? L'interesse sui media occidentali verso l'est europa era divampato e, di conseguenza, si era venuti a conoscenza di un tema estremamente complesso quale la situazione nel donbass. Poi abbiamo visto che col passare del tempo l'abitudine a vedere le immagini di guerra ci ha portato ad aver costruito degli anticorpi e, invece, la popolazione continua a viverla e i giornalisti sul campo a raccontarla. Ecco ora il paragone che vorremmo fare è con la situazione a Gaza, situazione che non solo sembra peggiorare giorno dopo giorno, ma che come in Ucraina sta perdendo di interesse verso i media occidentali, quando invece tocca eccome la nostra situazione geopolitica. Insomma si tratta di un tema che divide e che ottiene risonanza solo in determinati momenti, uno degli ultimi è stato proprio al festival di SanRemo, dove artisti come Ghali e Dargen D'Amico si sono esposti.
    28 min
  • Come si combatte l'estrema destra in Germania
    Nelle ultime settimane di gennaio, oltre un milione e mezzo di persone sono scese nelle strade delle principali città tedesche per manifestare contro il secondo partito più popolare in Germania, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). Il 10 gennaio, il giornale investigativo tedesco Correctiv aveva infatti svelato di un incontro segreto tra alti vertici del partito, finanziatori e attivisti di estrema destra, avvenuto il 25 novembre a Potsdam, nel quale è stato discusso un piano di re-emigrazione su larga scala di richiedenti asilo, immigrati con permesso di soggiorno e cittadini tedeschi di origine straniera.
    Il recente successo di queste mobilitazioni potrebbe essere il primo segnale di indebolimento dell'estrema destra in una Germania sempre più disunita sul piano politico e che si trova ad affrontare una delle peggiori recessioni economiche della sua storia
    21 min
  • Sarà ancora Biden contro Trump
    Dopo la vittoria in Iowa, Donald Trump sembra abbastanza sicuro di vincere le primarie repubblicane, potendo contare sul sostegno anche di candidati uscenti e della base del partito. Dopo che nei Democratici il nome di Biden è stato accolto positivamente, è estremamente probabile come in questo 2024 le elezioni americane vedranno sfidarsi di nuovo Biden e Trump. Un déjà vu? Non proprio, perché nel mentre le sfide, soprattutto internazionali, sono cambiate e capire come un'ipotetica amministrazione Trump potrebbe affrontarle è cruciale per comprendere il peso di questa tornata elettorale.
    31 min
  • A Taiwan la situazione è sempre più spinosa 🇹🇼
    Un'ombra sempre più imponente si staglia sulla complessa relazione tra Cina e Taiwan, mentre la crisi si intensifica e nuove variabili entrano in gioco. Per questo episodio vogliamo partire da uno degli eventi che di recente ha catalizzato l'attenzione internazionale ovvero la visita storica del segretario di Stato americano, Antony Blinken, a Taiwan del giugno scorso. Un gesto interpretato come un segnale di sostegno agli interessi taiwanesi e che ha scosso ulteriormente le già delicate dinamiche regionali.


    La visita del Segretario di Stato americano ha innescato una serie di reazioni a catena, mettendo ancora più in evidenza la tensione tra Cina e Taiwan. Tuttavia, l'impatto della visita è solo uno degli elementi in gioco in questa complessa crisi. Altre variabili stanno infatti emergendo, gettando ulteriori ombre sul futuro dei rapporti tra Cina e Taiwan.
    14 min
  • Cosa sarà la politica dopo Berlusconi? 🔮
    In questo mese la notizia di cui si è più parlato di più è sicuramente la morte di Silvio Berlusconi, leader del partito Forza Italia, componente importante della maggioranza di centrodestra che è attualmente al governo. Da questo evento, la discussione che ha caratterizzato i programmi in televisione e le pagine dei giornali più importanti del Paese è senza dubbio quella del futuro della coalizione di centrodestra al governo e, in misura più larga, dell’intero centrodestra italiano, anche dal punto di vista dell’egemonia culturale del Paese, in particolar modo per l’impronta lasciata dal berlusconismo nella politica di oggi.
    13 min
  • TikTok e il soft power social della Cina 📱
    I social media sono diventati un modo importante per i governi di comunicare con i cittadini e raggiungere obiettivi specifici. I social media consentono ai governi di avvisare i cittadini in tempo reale, condividere informazioni importanti, raccogliere feedback e opinioni, creare una presenza online e persino promuovere le proprie politiche e i propri programmi. Inoltre, i social network possono essere utilizzati per raccogliere dati sui cittadini, analizzare il loro comportamento e le loro preferenze e adattare le politiche di conseguenza. In breve, i social network sono diventati una risorsa importante per i governi di tutto il mondo.

    Oggi parliamo dell'uso che il governo cinese fa dei suoi social, in particolar modo di TikTok e Weibo, sia dentro i suoi confini che fuori, assieme a Filippo Santelli.
    11 min
  • Quali armi stiamo inviando in Ucraina? 🔫
    Negli scorsi episodi abbiamo affrontato la questione della guerra fra Russia e Ucraina in tutte le sue conseguenze, da un punto di vista politico a un punto di vista economico, passando per quello sociale a quello alimentare. Un aspetto che merita un approfondimento è quello della difesa.

    L’invio di armamenti in Ucraina da parte dell’Italia e degli altri paesi Nato ci ha messo in condizione di interrogarci ancora una volta sull’utilità di investire nella difesa nazionale. Oggi ne abbiamo parlato con Paolo Mauri, analista militare di InsideOver ed ex militare.
    11 min
  • Quale futuro per la Turchia? 🇹🇷
    Il 14 maggio la Turchia è andata al voto. Recep Tayyip Erdogan contro Kemal Kilicdaroglu e in un certo senso contro Atarurk, nel centenario della Repubblica. Presidenziali e parlamentari in una Repubblica che gioca da Impero e si muove tra problemi interni, sfide strategiche a tutto campo e il ruolo di Paese-ponte tra Europa, Asia, Medio Oriente, Mediterraneo allargato, Nato e Russia.

    Elezioni che, tuttavia, si svolgono in un momento di tensioni interne: con un'inflazione molto elevata e il terremoto del 6 febbraio che ancora scolvolge il Paese, si tratta senza dubbio di un possibile turning point per il più grande Paese del Medio Oriente.
    14 min

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Qui abbiamo i nostri podcast: Prospettive e Il Posto Fisso, dove analizziamo l'attualità sia da un punto di vista geopolitico che lavorativo.