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Nell’era della digitalizzazione e dei social, poiché l’informazione passa attraverso supporti digitali, ci si rende davvero conto di quanto i conflitti armati passino necessariamente anche attraverso l’online. Questo accade soprattutto per le guerre in corso, che rischiano di essere così fruite dall’utente in modo impreciso e parziale
Se c’è un tratto della filosofia di Arendt che possiamo apprendere e applicare in modo diretto alla nostra società è la concezione di “male banale”. Così possiamo ricordarci di non volgere lo sguardo altrove quando incontriamo questo tipo di male diffondersi a macchia d’olio.
Spesso pensiamo che i programmi televisivi, o i contenuti sui social network, abbiano carattere vuoto e diseducativo. Per porre rimedio a questo problema, Popper, una trentina di anni fa, proponeva una vera e propria patente per fare televisione, da poter rilasciare e poi ritirare ogni volta che vengono meno i principi etici alla base della società.
Una serie di diari criptati composti da Wittgenstein negli anni trascorsi in guerra giungono al lettore contemporaneo come un importante strumento di indagine dell’opera di uno degli autori più significativi del Novecento, che ha spaziato dalla logica, all’etica, fino alla filosofia del linguaggio e all’estetica.
Nel 2014 ha inizio la pubblicazione dei Quaderni neri di Heidegger, 33 taccuini, così chiamati per via del colore della copertina, che contengono riflessioni appuntate da Heidegger tra il 1931 e il 1975. Emerge qui un Heidegger molto più politico e antisemita di quanto non si pensasse.
Il problema dell’eutanasia è tra i più intricati della bioetica. Proviamo a fornire qualche spunto e indicazione per sviluppare una riflessione autonoma, partendo dalla distinzione tecnica tra eutanasia attiva e passiva, volontaria, non volontaria e involontaria.
La nausea di Sartre si presenta come il diario del protagonista, Antoine Roquentin. Tracciare una trama del romanzo è davvero complesso: infatti, non siamo di fronte ad un romanzo nel senso “classico” del termine, ma ad una vera e propria riflessione sull’esistenza. Antoine è costantemente tormentato da pensieri, ma sono proprio i pensieri, spiega Kierkegaard, che ci permettono di affermare la nostra esistenza.
L’ermeneutica è la scienza che si occupa dell’interpretazione (o delle interpretazioni). Il termine deriva dal greco antico ἑρμηνευτική (τέχνη), e ne troviamo traccia fin dai tempi antichi. L’ermeneutica attraversa i secoli e giunge al Novecento, quando trova una nuova interpretazione all’interno dei testi di Heidegger e Gadamer. Gadamer si concentra soprattutto sul concetto di “pregiudizio” e sull’importanza di mantenere una giusta distanza rispetto a ciò che si deve interpretare.
Tra le riflessioni del filosofo tedesco Theodor Adorno spiccano quelle intorno al dramma dei campi di sterminio. Adorno si chiede in quale misura e in che modo sia etico e corretto lavorare sulla memoria collettiva per non dimenticare (ma senza banalizzare) ciò che è stato.
Qual è il confine tra la libertà dell’individuo e l’autorità dello stato? Nell’epoca che segue il grande assolutismo, emerge una corrente filosofica, politica ed economica che mira a proteggere la libertà individuale sullo Stato: il liberalismo, che ha come contraltare economico il liberismo, con Adam Smith come massimo teorico.
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