C’è un momento in cui capisco di dover uscire. Non da un luogo, ma da me stessa: da una paura, da un pensiero che gira in tondo, da quella fortezza mentale nella quale possiamo sentirci al sicuro e finire invece per restare immobili.
La parashà Ki Teitzei— כִּי תֵצֵא, “quando uscirai” — comincia con una guerra: כִּי־תֵצֵא לַמִּלְחָמָה עַל־אֹיְבֶי, “quando uscirai in guerra contro i tuoi nemici”. Ma proprio una parola, עַל — al, apre una prospettiva sorprendente: non soltanto “contro”, ma “sopra”, “oltre”.
Da qui nasce una domanda che riguarda la Torah, la mia vita e le battaglie che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare: da quale fortezza devo uscire?
Parliamo di nemici reali e di nemici interiori, di yetzer hara, di libero arbitrio e di responsabilità, ma anche di fiducia in Hashem. Perché la Torah non mi chiede di aspettare di essere forte, pronta o senza paura. Mi chiede di uscire, scegliere, agire.
E poi affidare a Hashem ciò che non è nelle mie mani.
Una riflessione personale sulla parashà Ki Teitzei, sulla forza dello spirito, sulla responsabilità di combattere ciò che deve essere combattuto e sulla fiducia che, quando facciamo il nostro passo, Hashem può accompagnarci nel cammino.
Ki Teitzei. Quando uscirai.
Shabbat Shalom.