Corona Cheonmachong. Una sua copia è stata donata a Donald Trump
C’è chi regala Rolex e lingotti d’oro personalizzati, come la delegazione di imprenditori elvetici in missione speciale a Washington lo scorso novembre per tentare di diminuire i dazi statunitensi. E chi, invece, regala corone.
Purtroppo noi svizzeri non siamo noti per la nostra immaginazione. Non abbiamo mai avuto re e quindi nemmeno corone da donare ai potenti di turno. Ma i regali degli uomini d’affari svizzeri per Donald Trump, che insieme valgono oltre 100’000 dollari - un costo molto più elevato di quelli in uso in ambito diplomatico - sono stati segnalati al Ministero Pubblico della Confederazione per capire se si tratta di “un’eventuale infrazione penale per corruzione di pubblici ufficiali stranieri”. Si vedrà se e come la procura federale chiarirà la vicenda. In ogni caso la lista dei doni diplomatici più recenti ricevuti dal presidente statunitense Donald Trump è una vera e propria miniera di storie e simboli.
Andiamo con ordine.
Durante la sua visita in Corea del Sud per il vertice APEC Trump ha ricevuto dal presidente Lee Jae Myung, che per l’occasione storica indossava una cravatta dorata, la replica di una corona d’oro di epoca Silla (57 a.C - 935 d.C). Silla, chiamato anche “il regno dell’oro” è uno dei tre regni storici della penisola coreana, che ha unificato nel 668 d.C creando il primo importante stato unitario della Corea.
La corona è un capolavoro dell’antica oreficeria coreana, ed è stata rinvenuta nel 1973 in una delle tombe reali che costellano il centro storico di Gyeonju, la città in cui si è tenuto il summit APEC. È una delle sei rinvenute nelle tombe reali di Silla il secolo corso, che secondo gli studiosi rappresentano il legame divino tra il cielo e la terra, e l’autorità reale. Create tra il V e il VII secolo d.C le corone dimostrano la grande ricchezza e il potere dei sovrani del regno di Silla, legati da un vincoli di alleanza alla superpotenza dell’epoca, la Cina della dinastia Tang.
I primi re di Silla erano sciamani, e governavano il paese occupandosi dei grandi riti di stato per propiziare dei e spiriti, e le corone potrebbero avere avuto anche una funzione rituale. Le loro strutture verticali rappresentano montagne, ma anche alberi, forse l’albero cosmico, l’axis mundi che collega cielo, terra e inferi, o le corna del cervo, animale sacro, mentre i pendagli di giada a forma di virgola, i gogok, simbolizzano la ricchezza, la fertilità e l’abbondanza.
Sono particolari che hanno spinto alcuni ricercatori ad individuare l’influenza delle culture delle steppe euroasiatiche, soprattutto scitiche e iraniche, nell’arte di Silla. Altri invece la considerano produzione artistica a sé stante e essenzialmente distinta da quella delle altre culture della penisola coreana e dell’Eurasia.
“Vi presentiamo questa corona d’oro nella gioiosa occasione della vostra visita di Stato a Gyeonju perché simbolizza lo spirito di Silla, che portò per la prima volta la pace nella penisola coreana, e l’inizio di un’età d’oro dell’alleanza tra la Corea e gli Stati Uniti” ha affermato il vice ministro Kim Tae Jin, responsabile del protocollo dell’incontro tra il presidente sudcoreano e il suo omonimo statunitense.
Oro ovunque, insomma, e Donald Trump apprezza molto questo metallo prezioso. Tuttavia, più brilla l’oro, più grandi sono le ombre che lo circondano.
Una volta unificata la penisola coreana, Silla attraversa un periodo di prosperità grazie all’assenza di conflitti, l’aumento dei commerci non solo a livello regionale, e a grandi progressi nell’agricoltura. Fioriscono arti ed architettura, scienze e artigianato. Ma già in questa età dell’oro si intravvedono i primi segni del declino. A partire dall’VIII secolo la struttura sociale estremamente rigida, basata sul diritto di nascita che divide la popolazione tra una potente aristocrazia a cui tutto è dovuto e che domina in modo assoluto lo stato e la sua amministrazione, e classi subalterne sempre più irrequiete, porta a una grave stagnazione sia economica che sociale. Per il popolo le tasse aumentano fino a diventare insostenibili. Le ribellioni e le guerre civili si moltiplicano, i nobili potenti diventano sempre più difficili da controllare, lo stato centrale si indebolisce sempre di più e si frammenta, incapace di far fronte alle minacce esterne e interne. L’alleanza con i Tang vacilla. Nel 935, la fine.
Tutto l’oro di Silla non ha impedito la sua caduta. A volte, lo sfavillìo dell’oro ci rende ciechi.
In occasione del vertice APEC, e per l’ 80mo anniversario della sua istituzione, il Museo nazionale di Gyeonju ha allestito una mostra speciale che riunisce per la prima volta in assoluto le sei corone di Silla. Intitolata Silla Gold Crowns, Power and Prestige rimane aperta fino al 22 febbraio 2026.
Potete dare un’occhiata alle corone di Silla in questo video del Museo Nazionale di Gyeongju.
Per chi volesse saperne di più
https://www.rsi.ch/info/svizzera/Oro-e-orologio-a-Trump-%E2%80%9C%C3%88-corruzione%E2%80%9D--3309287.html
https://www.internazionale.it/notizie/alessandro-lubello/2025/11/22/svizzera-accordo-trump
https://en.yna.co.kr/view/AEN20251029010000315?section=search
https://gyeongju.museum.go.kr/eng/html/sub02/0202.html?mode=VD&d_mng_no=219
https://smarthistory.org/gold-crown-gold-belt-north-mound-hwangnamdaechong-tomb/?sidebar=asia-1-1000-c-e
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