Il summit di Ankara non ha prodotto fratture spettacolari né dichiarazioni roboanti, ma ha segnato un passaggio strategico: il ritorno del pragmatismo diplomatico e l’avvio di un riequilibrio dell’Alleanza Atlantica. Il generale Mario Greco analizza il rafforzamento del pilastro europeo della NATO, l’aumento degli investimenti nella sicurezza e nella difesa, il sostegno confermato all’Ucraina e il ruolo crescente dell’Italia e della Turchia nel Mediterraneo. Sullo sfondo resta la sfida decisiva per l’Unione Europea: utilizzare il tempo guadagnato dalla protezione atlantica per riformare i propri processi decisionali e conquistare una reale autonomia strategica. Il vertice di Ankara, dunque, non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una trasformazione destinata a coinvolgere capacità militari, difesa digitale, industria, ricerca tecnologica e tutela delle infrastrutture e della vita quotidiana dei cittadini europei.